I chatbot e gli agenti intelligenti sono solo la fase iniziale: Sam Altman, CEO di OpenAI, prevede che il futuro dell’intelligenza artificiale sia una KI completamente proattiva che gira costantemente in background. Questa visione è stata presentata in occasione di un evento aziendale organizzato da OpenAI.

Le tre fasi della KI secondo Altman

Secondo Altman, l’evoluzione del mercato KI seguirà tre distinte fasi. La prima comprende i modelli per dialogo simili a ChatGPT, che hanno rappresentato un primo balzo tecnologico. La seconda fasi coinvolge agenti come Codex, in grado di svolgere compiti complessi autonomamente. La terza e futura fase riguarda la KI proattiva, una sorta di sistema sempre connesso e in grado di attivarsi senza bisogno di interazione diretta.

    • Fase 1: Chatbot come interfacce conversazionali
    • Fase 2: Agenti che eseguono compiti complessi
    • Fase 3: KI proattiva integrata continuamente nel sistema aziendale

Uno scenario caotico richiede agenti organizzativi

Secondo Altman, la categoria degli agenti KI rappresenta una risposta ai problemi che i clienti riscontrano con i prodotti esistenti. Molti utenti non riescono a capire quando utilizzare un semplice chatbot, un modello come Codex o una API, e spesso non sanno come combinare i diversi strumenti disponibili.

OpenAI cerca di affrontare questa complessità sviluppando una serie di agenti più avanzati che siano in grado di funzionare in modo autonomo, integrando diversi modelli e plug-in.

I costi crescenti diventano un tema centrale

Oltre al problema tecnico, Altman ha sollevato una questione di grande importanza: i costi crescenti della KI. Inizialmente, le aziende si sentivano a loro agio con le spese per l’intelligenza artificiale, ma questo ha cambiato drammaticamente negli ultimi mesi.

Molti clienti, tra cui aziende simili a Uber che affermano di aver esaurito il budget annuale già ai primi di marzo, si trovano in difficoltà finanziarie. OpenAI sta cercando di rendere più efficienti i propri modelli, cercando di fornire più valore con costi ridotti. Altman ha ribadito che la gestione economica delle implementazioni KI è diventata uno dei temi principali per le aziende.

I problemi di utilizzo da parte degli utenti

Un’altra sfida chiara è l’effettivo utilizzo dei servizi di KI da parte degli utenti. Molti consumatori e aziende non sanno ancora sfruttare appieno le potenzialità offerte. Molti sono consapevoli di utilizzare solo una piccola parte di quanto potrebbe essere possibile.

Altman ha riconosciuto questa barriera: “È difficile imparare a lavorare in nuovi modi,” ha dichiarato. La “barriera di attivazione” è ancora alta e il passaggio da un modello tradizionale a uno assistito dalla KI richiede tempo e adattamento.

La soluzione? KI proattiva

Per rispondere a questo dilemma, OpenAI si sta concentrando su un modello sempre attivo in background. La KI proattiva non aspetta che l’utente ponga le giuste domande, ma lavora autonomamente, fornendo risultati utili senza richiedere l’interazione diretta.

Immagina, spiega Altman, un sistema che gira in background, connesso a tutti i dati del tuo settore aziendale, e che agisce automaticamente a tua immagine, senza che tu debba nemmeno sapere in che modo. Questo è l’obiettivo della visione aziendale di OpenAI.

Grandi cambiamenti per l’azienda e per il mercato

Raggiungere questa fase richiederà però una completa ristrutturazione delle infrastrutture aziendali. Gli utenti non potranno più interagire solo con chatbot occasionali: gli ambienti dovranno essere progettati in modo completamente diverso, aggiornando le normative sulla sicurezza e il controllo.

Un sistema KI attivo 24/7 che ha accesso al contesto completo dell’azienda comporta rischi e complessità tecnologiche significativamente maggiori. Questo spostamento richiederà nuovi paradigmi per la gestione dei dati, la privacy e l’architettura di rete.

Per sostenere questa svolta, Altman e OpenAI invitano le aziende a iniziare a prepararsi, investendo su infrastrutture resilienti, personale formato e una visione lungimirante per adattarsi a questa evoluzione imminente.