Una popolazione preoccupata dai costi energetici

Di fronte all’aumento dei prezzi dell’elettricità, del riscaldamento e alle tariffe record alle stazioni di servizio, i tedeschi mostrano una chiara propensione verso una maggiore autonomia dalle importazioni energetiche. L’indagine Civey, svolta online il 5 e 6 ottobre su un campione rappresentativo di 5 000 adulti, evidenzia che l’88 % dei partecipanti ritiene fondamentale che la Germania riduca la dipendenza da fonti esterne, con il 66 % che lo considera “molto importante”.

Contestazione delle politiche governative

Il venerdì successivo alla rilevazione, a Berlino è prevista una manifestazione a sostegno della “Energiewende” (transizione energetica) sotto il motto “Espandere invece di frenare!”. I manifestanti intendono protestare contro le recenti proposte del governo relative al pacchetto di rete e alla riforma dell’Elettrolegge sulle energie rinnovabili (EEG), sostenendo che tali misure potrebbero ostacolare la reale indipendenza energetica del Paese.

Preferenze tecnologiche per la produzione di energia

Nonostante il consenso quasi unanime sulla necessità di autonomia, l’intervista ha rivelato grandi divergenze su quale tecnologia sia la più economica per generare elettricità. I risultati mostrano:

    • Energia solare: 36 % dei rispondenti la considerano la fonte più conveniente.
    • Energia nucleare: 35 % la ritengono la più economica, subito dopo il solare.
    • Eolico: solo il 17 % la vede come l’opzione più a buon mercato.
    • Gas e carbone: ciascuna con il 3 % delle preferenze.

Il nucleare: un’opinione polarizzata

Il favore verso il nucleare è particolarmente marcato tra gli abitanti dell’ex Germania dell’Est, specialmente in Sassonia e Sassonia-Anhalt, dove il 49 % e il 48 % dei residenti rispettivamente lo considera la fonte più economica. Tra i sostenitori politici, il 71 % degli elettori dell’AfD condivide la stessa opinione. Tuttavia, studi del Fraunhofer Institute for Solar Energy Systems (ISE) indicano che i costi di produzione di energia da nuove centrali nucleari variano tra 13,6 e 49 centesimi per kilowattora, ben al di sopra dei 4,1‑9,2 centesimi per kWh stimati per impianti fotovoltaici su terreni liberi o turbine eoliche terrestri.

Percezione errata dei costi nucleari

Secondo Sönke Tangermann, amministratore delegato di Green Planet Energy, la percezione pubblica del nucleare sottovaluta gravemente gli elevati investimenti iniziali, i lunghi tempi di costruzione e le spese legate al decommissionamento e allo smaltimento dei rifiuti radioattivi. “Nella percezione comune, questi fattori sono spesso ignorati, creando l’illusione che il nucleare sia la soluzione più economica”, ha dichiarato Tangermann.

Il ruolo delle energie rinnovabili nel mercato del lavoro

L’indagine ha inoltre evidenziato una scarsa consapevolezza sul numero di persone impiegate nel settore delle energie rinnovabili. Il 29 % dei partecipanti ha affermato di non sapere quanti fossero i lavoratori in questo ambito, mentre il 54 % ha ipotizzato che fossero meno di 400 000. In realtà, secondo la Gesellschaft für Wirtschaftliche Strukturforschung (GWS), il settore occupa già circa 436 000 persone in Germania, un dato significativamente più alto rispetto a quanto percepito dalla popolazione.

Prospettive future e conclusioni

Il risultato dell’indagine Civey evidenzia una forte volontà popolare di ridurre la dipendenza energetica, ma anche una notevole confusione su quali tecnologie siano davvero più convenienti e sostenibili. Mentre il solare sembra guadagnare terreno come fonte preferita, l’appeal del nucleare rimane radicato in specifiche regioni e gruppi politici, nonostante i costi reali ne siano molto più alti. Per una transizione energetica efficace, sarà necessario colmare il divario informativo, promuovere una più ampia educazione sui costi reali delle diverse fonti e incentivare le politiche che supportano l’espansione delle energie rinnovabili, in linea con le richieste dei cittadini per una Germania più autonoma dal punto di vista energetico.