La produttività tecnica di Anthropic, laboratorio fondato da ex dipendenti di Google, sta crescendo in modo esponenziale grazie agli suoi modelli avanzati di intelligenza artificiale. Il sistema Claude, cuore del progetto, ora genera più della metà del codice all’interno dell’azienda. Negli ultimi 18 mesi la produttività degli ingegneri informatici si è moltiplicata per otto. Inoltre, il tasso di correzioni apportate da esseri umani al lavoro svolto da Claude sta decrescendo costantemente da un anno a questa parte, dimostrando una sempre maggiore precisione operativa da parte dell’A.I. Secondo Clark, responsabile tecnico di Anthropic, nel giro di pochi anni Claude potrebbe essere autonomo al 100%.

Lo spettro dell’auto-amélioration récursive

Il concetto di auto-amélioration récursive indica la potenziale capacità di un sistema di intelligenza artificiale di sviluppare e addestrare autonomamente la sua successiva versione, senza bisogno dell’intervento umano. Pur non affermando di aver raggiunto questa soglia, Anthropic riconosce che il punto chiave potrebbe arrivare molto più velocemente di quanto le attuali istituzioni siano in grado di gestire.

Attualmente Claude è in grado di svolgere ricerche e test autonomi ogni volta che gli viene posta una domanda aperta. Il sistema riesce a formulare ipotesi, sperimentarle e ottimizzarle senza bisogno di supervisione. In ogni fase evolutiva, il ruolo della componente umana si riduce progressivamente, lasciando sempre più spazio all’autonomia macchina.

Una pausa ma non per tutti

Per Anthropic, una moratoria sull’addestramento di modelli avanzati non sarà efficace finché non sarà adottata contemporaneamente dagli altri laboratori di punta a livello globale. Il laboratorio insiste sulla necessità di un accordo che coinvolga diversi istituti tecnologici leader situati in diversi paesi. I nomi citati sono OpenAI, Google, xAI e Meta.

Nonostante la legittimità scientifica del dibattito, questa strategia sembra però difficile da concretizzare in un momento in cui quasi tutte le aziende di intelligenza artificiale stanno gareggiando per sviluppare nuovi modelli sempre più potenti.

Un passo avanti ma già nell’occhio del ciclone

La settimana scorsa Anthropic ha depositato un documento confidenziale per avviare un processo di entrata in Borsa. La sua capitalizzazione di mercato è recentemente cresciuta superando quella di OpenAI, raggiungendo i 965 miliardi di dollari. In questo scenario, l’approccio di Anthropic verso una moratoria sembra non solo una richiesta seria e urgente, ma anche una mossa di comunicazione strategica per influenzare il dibattito regolativo e la percezione pubblica.

Critiche e antefatti poco rassicuranti

I tentativi di Anthropic di posizionarsi come leader della responsabilità etica in ambito AI non mancano di incontrare polemiche. David Sacks, ex consigliere di Trump sugli sviluppi tecnologici, ha accusato Anthropic di perseguire un piano per influenzare i regolatori camuffandolo come iniziativa di sicurezza.

    • Gli esperti di sicurezza e regolamentazione hanno espresso preoccupazione per il ritorno di Anthropic alla normale pratica industriale.
    • Un episodio del mese di febbraio ha generato ulteriore sospetto. Il magazine americano Time ha riferito che l'azienda ha abbandonato la sua promessa di non addestrare nuovi modelli senza garantire in anticipo la sicurezza e la robustezza dei controlli.
    • I critici sottolineano che Anthropic ha iniziato a riconsiderare le sue scelte di controllo, mettendo in discussione il proprio ruolo di innovatore responsabile.

Nonostante le polemiche, Anthropic ha annunciato di voler incontrare prossimamente esponenti governativi e scienziati per discutere insieme le questioni emergenti. “La finestra per esaminare e rispondere insieme a queste complessità politiche e tecnologiche è aperta”, conclude il documento ufficiale. Il dibattito però sembra solo all'inizio.