IPO e valutazione record

Anthropic sta per compiere il passo più ambizioso della sua breve storia: l’offerta pubblica iniziale (IPO) prevista a metà novembre. Il prospetto visionato da Reuters indica una valutazione superiore a 2.000 miliardi di dollari, più del doppio dei 965 miliardi attribuiti all’azienda nell’ultima tornata di finanziamento a maggio 2025. Se confermata, sarebbe la più grande IPO mai realizzata, segnando un punto di svolta per il settore dell’intelligenza artificiale avanzata.

Tensioni con l’amministrazione statunitense

Il documento di quotazione contiene un avviso sorprendente: l’atteggiamento del governo degli Stati Uniti verso Anthropic e la sua tecnologia potrebbe danneggiare i rapporti con clienti commerciali, partner e investitori. Il paradosso è evidente: i contratti diretti con le agenzie federali rappresentano meno dell’1 % dei ricavi annuali, ma le restrizioni governative hanno effetti di ampia portata.

Azioni governative recenti

    • Febbraio 2026: il presidente Donald Trump ordina a tutte le agenzie federali di cessare l’uso dei modelli di Anthropic.
    • Stesso periodo: il Dipartimento della Difesa inserisce la società nella lista dei rischi per la catena di approvvigionamento della sicurezza nazionale.
    • Giugno 2026: il Dipartimento del Commercio impone restrizioni globali all’esportazione dei modelli Fable 5 e Mythos 5, costringendo Anthropic a disattivarli per tutti i clienti fino alla revoca delle misure.

Il prospetto avverte che tali misure potrebbero tradursi in “perdite di ricavi materiali o interruzioni dell’attività” e provocare “danni reputazionali significativi”.

Situazione finanziaria

Dal punto di vista finanziario, Anthropic rimane una società in rapida crescita ma ancora fortemente deficitaria. Nel 2025 la perdita netta ha toccato i 42 miliardi di dollari, mentre i ricavi sono cresciuti di dodici volte, arrivando a circa 4,6 miliardi. Il piano industriale prevede spese future per 518 miliardi di dollari destinati a cloud, calcolo e infrastrutture, un investimento senza precedenti per un’azienda ancora non redditizia.

Rischi legati all’intelligenza artificiale

L’AI avanzata di Anthropic è descritta nel prospetto come capace di generare “rischi catastrofici o esistenziali per l’umanità”. A settembre 2026 l’amministratore delegato Dario Amodei ha pubblicato il saggio “We Must Pace the Frontier”, sostenendo la necessità di rallentare il ritmo di miglioramento dei modelli di AI. Il ricercatore interno Evan Hubinger ha poi stimato pubblicamente che la probabilità che l’AI causi l’estinzione dell’umanità entro un decennio potrebbe superare il 10 %.

Reazioni politiche e regolamentari

La Casa Bianca non ha mostrato segni di cedimento. Trump, che ha cenato con Amodei lo scorso fine settimana, ha dichiarato a TIME che “se chiedete di essere regolamentati, possono mettervi fuori gioco”, ribadendo la volontà di “vincere contro il mondo” senza però nazionalizzare i principali laboratori di AI. Parallelamente, la Federal Trade Commission ha avviato un’indagine di settore sulle imprese di AI, Anthropic compresa, per valutare i possibili rischi per i consumatori.

Dipto Chakravarty, chief product and technology officer della società di cybersecurity Black Duck, ha commentato che “un evento raro si è verificato nella nostra industria. Ai costruttori è stato chiesto di rallentare”, aggiungendo che l’AI dovrebbe essere regolamentata con la stessa rigore di aerei, treni e automobili.

Finanziamento da Broadcom e prospettive future

In risposta alle esigenze infrastrutturali, Broadcom ha accettato di prestare 42 miliardi di dollari ad Anthropic per il noleggio di chip di ultima generazione. Questa somma è destinata a finanziare la spesa massiccia prevista per il cloud, il calcolo ad alte prestazioni e la costruzione di data center, elementi chiave per sostenere la crescita dei modelli Fable 5 e Mythos 5.

La sfida per gli investitori sarà valutare se un’azienda da 2.000 miliardi di dollari, che pubblicamente invita alla prudenza mentre accelera lo sviluppo tecnologico, possa mantenere la fiducia del mercato. La più grande IPO della storia sarà dunque un banco di prova per la capacità di conciliare ambizione, rischio esistenziale e relazioni geopolitiche.