Apple ha presentato una denuncia per furto di segreti commerciali contro OpenAI, una mossa che potrebbe rallentare o bloccare lo sviluppo dei dispositivi hardware dell'azienda di San Francisco. Questo sviluppo ha sollevato numerose speculazioni, soprattutto riguardo al progetto di uno smartphone intelligente che OpenAI sta realizzando in collaborazione con Jony Ive, ex designer principale di Apple.

Apple denuncia OpenAI

Nella denuncia, Apple afferma che ex dipendenti, tra cui Tang Yew Tan, ex Vice Presidente del gruppo Product Design, hanno sottratto informazioni riservate relative a prodotti non ancora lanciati. Secondo il documento legale, OpenAI ha anche spiegato ai nuovi assunti come bypassare i controlli di sicurezza dell’azienda. Apple chiede al giudice di emettere un’ingiunzione per vietare queste attività illegittime, richiedendo inoltre la distruzione di tutti i materiali proprietari, unitamente a un compenso per il danno subito.

OpenAI replica alle accuse

Il team di OpenAI ha smentito le accuse, affermando non possedere alcun interesse nei segreti commerciali altrui. L’azienda di San Francisco ritiene che i rapporti legali non comprometteranno la sua roadmap, che prevede l’annuncio del primo dispositivo entro fine 2026, con le vendite programmate nel 2027. Tuttavia, se Apple riuscirà a provare l'uso di proprietà intellettuali, potrebbe richiedere la rimozione del prodotto dal mercato e un riprogetto completo.

Prove e accuse di “vendetta”

Le accuse di Apple sembrano fondate su prove dettagliate. Un esempio significativo è l’accesso non autorizzato da parte di Chang Liu a documenti interni, effettuato utilizzando un notebook aziendale che doveva essere consegnato prima del suo passaggio a OpenAI. Queste azioni non sembrano essere isolati incidenti, ma parte di un piano pianificato per sfruttare l’esperienza di Apple.

Al tempo stesso, alcuni osservatori vedono nella denuncia una forma di “vendetta” da parte dell’azienda di Cupertino. Oltre 400 ex dipendenti di Apple sono stati infatti assunti all’interno di OpenAI. Questo movimento ha rafforzato notevolmente il team dell’azienda di San Francisco, soprattutto in ambiti tecnologici cruciale come l’intelligenza artificiale.

Persone chiave e rischi legali

Mark Gurman, esperto di tecnologia per Bloomberg, ha sottolineato come la combinazione di ex ingegneri di Apple, team di Jony Ive e esperti in AI renderà OpenAI una seria minaccia per l’azienda di Cupertino. L’amministrazione di Apple, guidata da Tim Cook, sta quindi facendo di tutto per contrastare l’avanzamento dei piani dell’ex socio, soprattutto in vista del lancio di un eventuale dispositivi agentici, simile ad un smartphone capace di pensare e operare autonomamente per conto dell’utente.

Problemi per le future assunzioni

La denuncia potrebbe ostacolare l’ulteriore reclutamento da parte di OpenAI tra i dipendenti di Apple. Questi ultimi potrebbero essere accusati di aver rivelato informazioni sensibili al cambio di azienda. La pendenza legale avrà inoltre effetti per la catena di fornitura. I fornitori, temendo di essere inseriti in una black list, potrebbero rifiutarsi di collaborare con OpenAI, compromettendo così l’approvvigionamento di pezzi e componenti necessari per i nuovi dispositivi.

Il rischio per Apple

Lo scontro legale potrebbe influenzare non solo l’ambizione hardware di OpenAI, ma anche la posizione di Apple nel mercato globale. Il rischio è che OpenAI riesca comunque a sviluppare prodotti competitivi, grazie al know-how acquisito all’interno dell’azienda fondata da Steve Jobs. Un eventuale dispositivo agentico potrebbe ridurre le vendite degli iPhone. Per Apple, quindi, è fondamentale bloccare i progressi di OpenAI prima che riesca a portare al lancio un prodotto con tali caratteristiche.