ChatGPT, uno dei modelli di intelligenza artificiale a grandi dati (LLM) più avanzato al mondo, ha annunciato una collaborazione conGetty, una delle più grandi banche di immagini disponibili. Questo accordo coinvolge anche i partner iStock e Unsplash. L’innovativa funzione di generazione immagini, denominata Images 2.0, seguirà un nuovo processo basato sull’indicizzazione di fotografie esistenti prima della creazione di immagini sintetiche.
Quando un utente utilizzerà Images 2.0 per chiedere una foto, il modello LLM interrogherà inizialmente le banche partner. Se una foto esistente corrisponde alla richiesta avanzata, questa verrà mostrata. Solo quando nessuna immagine reale è disponibile, il sistema si dedicherà a generare un'immagine sintetica. Questo approccio mira a razionalizzare l'utilizzo della risorse, riducendo il carico sui server dell’azienda OpenAI.
La confidenza verso ChatGPT passa… per il reale
Craig Peters, responsabile di Getty, ha sottolineato l’entusiasmo per questa collaborazione. L’accordo permetterà di fornire ai consumatori immagini di alta qualità e credibili, alimentando di conseguenza la credibilità delle ricerche assistite dall'IA. Per i consumatori, è importante che l’origine delle immagini – se genuine o sintetiche – sia chiaramente indicata, garantendo trasparenza e fiducia.
A livello di mercato, l’annuncio ha avuto un impatto immediato: dopo mesi di calo di quasi il 55%, l’azione Getty è salita di oltre 100% in poche ore. Il fenomeno risulta paradossale per una società che si opposeva all’IA generativa solo pochi anni fa.
Una svolta strategica
Il marchio Getty, che era stato in prima fila nel 2023 per difendere i diritti d'autore dei fotografi, aveva inizialmente attaccato le piattaforme che utilizzavano i suoi contenuti senza autorizzazione. Per esempio, Getty aveva intentato una causa contro Stability AI, accusata di aver incorporato illegalmente 12 milioni di sue immagini.
Oggi, però, la società ha completamente cambiato rotta e sta sposando l'IA generativa al suo vantaggio. Questo accordo con OpenAI fa seguito a una serie di altri passi strategici, tra cui l'introduzione di un proprio generatore d’immagini e una collaborazione con Perplexity nel 2025. Getty sembra concentrarsi ora sul controllo e sul valore monetizzabile dei contenuti generati.
Getty affronta una minaccia esistenziale con l'opportunità economica
Questa collaborazione rappresenta una completa inversione di rotta per Getty, aprendo la strada a un utilizzo maggiore del catalogo Getty per le nuove creazioni. L'accordo, però, ha lasciato aperti alcuni nodi. Tra i punti da chiarire, vi è la natura degli accordi finanziari tra le due parti. Non meno importante è la questione se OpenAI potrà utilizzare il vasto archivio Getty per l’addestramento dei suoi modelli.
Un nuovo tipo di accordo
- Getty e OpenAI hanno firmato un accordo per garantire l’utilizzo controllato dell’archivio Getty.
- Questa collaborazione si colloca all’interno di una tendenza generale di partnership tra agenzie d'immagini e tecnologie IA.
- Essa potrebbe influenzare l’intera industria dell’immagine, aperta a nuovi modelli di business.
Una potenziale svolta nell’uso dell’IA
Nel settore legale, questo accordo aprirà una nuova era rispetto al rischio di violazione del diritto d'autore, con la prospettiva di una riduzione dei conflitti. Inoltre, i dati iniziano a mostrare che l'uso delle immagini reali sta tornando a crescere rispetto alla generazione puramente sintetica. Questo potrebbe indicare un periodo di maturità per l'uso dell'intelligenza artificiale nei processi creativi.