Introduzione alla nuova funzionalità vocale

OpenAI ha annunciato su X un importante aggiornamento del modalità Voice di ChatGPT. Gli utenti ora possono interagire con l’assistente non solo mediante testo, ma anche chiedendo informazioni e avviando azioni su servizi esterni come e‑mail, calendario o Slack, tutto in un dialogo naturale.

Accesso a servizi esterni tramite voce

Grazie a questa estensione, è possibile, ad esempio, chiedere a ChatGPT se c’è un appuntamento libero per il giorno successivo e poi ordinargli di inserirlo direttamente nel proprio calendario. Quando l’azione richiede un’autorizzazione, l’utente deve comunque confermare la richiesta sullo schermo; una semplice risposta vocale non è sufficiente.

    • e‑mail: lettura, composizione e invio di messaggi;
    • Calendario: visualizzazione, aggiunta e modifica di eventi;
    • Slack: ricerca di canali, invio di messaggi e gestione di notifiche.

La disponibilità di ciascuna integrazione dipende dal piano di abbonamento, dalle app collegate e dalle autorizzazioni concesse dall’utente. Anche gli utenti della versione gratuita (Free) e del piano Go possono usufruire dei servizi supportati dal loro abbonamento.

Integrazione con i modelli GPT‑6

Parallelamente, la modalità Voice è stata collegata ai nuovi modelli GPT‑6 di OpenAI, denominati Astra, Sol e Luna. Sebbene l’azienda non abbia ancora dettagliato le specifiche di impiego di ciascun modello, l’annuncio indica che ChatGPT Voice può ora attingere alla potenza di questi sistemi avanzati per comprendere meglio le richieste vocali e generare risposte più precise.

Voice arriva anche in ChatGPT Work

Un’altra novità è l’integrazione di Voice in ChatGPT Work, la modalità dedicata a compiti complessi e multistep. Con questa combinazione, gli utenti possono creare documenti, presentazioni, fogli di calcolo e persino gestire interazioni con siti web usando solo la voce, sia dal browser sia da dispositivi mobili.

Se un’attività non viene completata prima della chiusura della conversazione, ChatGPT la riprende in modalità testuale, garantendo continuità. L’accesso a Voice e Work è condizionato alla disponibilità della funzionalità Voice per l’utente.

Evoluzione della modalità Voice

OpenAI ha introdotto il primo supporto vocale a ChatGPT quasi tre anni fa. Da luglio 2026 è attiva la versione più recente, denominata Live. Live consente al sistema di ascoltare e parlare simultaneamente, rendendo le interruzioni e le risposte brevi più naturali e riducendo la sensazione di conversazioni “interrotte”.

Dal settembre precedente, Live può anche ricorrere a GPT‑5.6 o ai nuovi modelli GPT‑6 Astra per rispondere a query complesse o a ricerche sul web.

Come attivare e usare Voice su diverse piattaforme

Su iOS e Android la modalità Voice si avvia toccando l’icona del microfono nella barra di inserimento del testo. Sul sito web, la funzionalità è accessibile tramite l’icona corrispondente presente nel campo di input su chat.openai.com. Una volta attivata, l’utente può parlare liberamente e ChatGPT risponde in tempo reale, gestendo sia richieste di informazione che azioni operative.

Prospettive e considerazioni finali

Con queste innovazioni, OpenAI sta spostando la percezione di ChatGPT da semplice chatbot testuale a assistente vocale realmente operativo, capace di interagire con l’ecosistema digitale dell’utente. La necessità di confermare le azioni sullo schermo mantiene un livello di sicurezza, ma il flusso conversazionale risulta molto più fluido rispetto alle versioni precedenti.

Gli utenti potranno sperimentare un’interazione più naturale, mentre le aziende potranno sfruttare le integrazioni con Slack e altri tool per ottimizzare i flussi di lavoro. Resta da vedere come OpenAI evolverà ulteriormente la capacità dei modelli GPT‑6 di gestire contesti vocali più complessi e quali nuove integrazioni saranno introdotte nei prossimi mesi.