Codex di OpenAI ora crittografa le istruzioni che vengono scambiate tra agenti AI. I sviluppatori, una volta in grado di tracciare come venivano delegate le attività, adesso vedono solo stringhe indecifrabili. Questo nuovo meccanismo è obbligatorio per i modelli GPT-5.6 Sol e Terra, mentre il modello più piccolo, Luna, mantiene il percorso aperto.
Un cambiamento inaspettato
Fin dal mese di giugno, Codex di OpenAI ha iniziato a crittografare le istruzioni che un agente principale inoltra verso i suoi sottoservitori. Questo ha spinto il settore a osservare che gli strumenti di programmazione diventano sistematicamente agenziali di sé, spezzando i compiti, delegando parti a agenti secondari, e prendendo decisioni autonomamente in background. Da questa svolta, la crittografia è diventata fondamentale per capire se i processi interni fossero ancora visibili.
Nel registro delle sessioni, i utenti vedono ormai solo una stringa illeggibile al posto di una descrizione leggibile delle attività. I programmatori non riescono più a controllare cosa il loro agente delega a ogni sottoservitore. Un bug report su GitHub lo sottolinea direttamente, invitando OpenAI a mantenere una versione leggibile localmente accanto alla variante crittografata.
Un ostacolo al funzionamento
Per un periodo, il modello GPT-5.5 non permetteva nemmeno di disattivare la crittografia tramite l’apposita opzione, bloccando l’intera visibilità per i sviluppatori. OpenAI ha sembrato risolvere questa limitazione per GPT-5.5, tornando alla versione leggibile. Tuttavia, la crittografia obbligata colpisce adesso i modelli GPT-5.6 piuttosto grandi: Sol e Terra.
Problemi di affidabilità
Il nuovo sistema presenta però criticità. Alcuni sviluppatori hanno riferito che il passaggio crittografato ad un subagente fallisce a causa di un errore nella decrittografia. A volte questo problema si verifica persino quando il componente principale e i subagenti utilizzano lo stesso modello.
Motivi oscuri dietro la crittografia
OpenAI non ha fornito una spiegazione formale per questa decisione. Solo il cambiamento in sé è riconfermato. Il gruppo di sviluppatori ipotizza che l’azienda tratti queste richieste come tracce di ragionamento, tentando di evitare che i concorrenti le usino per addestrare i loro modelli.
Un vantaggio da coprire
Questa supposizione non è irrealistica visto che, ad esempio, il modello open-source GLM-5.2 prodotto da Zhipu AI è stato recentemente sospettato di essere stato distillato da componenti GPT-5.5 e Opus 4.8. La comunicazione tra agenti è un’informazione importante per gli utenti. Crittografarla protegge quindi l'AI di OpenAI da un accesso esterno.
Un’altra ipotesi più semplice potrebbe spiegare il cambiamento. L'API di OpenAI criptava già gli stadi intermedi per poterli inviare in richieste successive senza archiviare dati non criptati sui propri server. Ancora oggi, rimane incerto se il cambiamento vada a favore di protezione da distillazione, privacy, o entrambi. L’azienda non ha ancora confermato la motivazione.
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