Contesto e crescita esponenziale delle sottomissioni

Nel 2022 la rivista “Accountability in Research” ha ricevuto 160 manoscritti. Le stime dei redattori prevedono che entro la fine del 2026 il numero totale supererà i 1 000. Questa crescita è attribuita, in parte, alla crescente notorietà della rivista, ma i redattori sospettano un ruolo decisivo dell’intelligenza artificiale generativa.

Secondo le analisi, l’IA sta aumentando la produttività dei ricercatori, riducendo i compiti più dispendiosi di tempo come la scrittura. Il numero di autori iper‑productivi (che pubblicano 60 articoli o più all’anno) è in crescita costante. Su un totale di 7,3 milioni di articoli, la percentuale di frasi sospette di essere state generate da IA è passata dal 12 % nel 2023 al 57 % nel 2025. Nessuno può ancora prevedere la percentuale nel 2027, ma la tendenza è chiaramente al rialzo.

Misure adottate dalla redazione di AiR

Limiti al numero di sottomissioni

    • Il numero massimo di manoscritti accettati per autore è stato fissato a quattro all’anno.
    • Questo limite mira a preservare la capacità di valutazione della rivista e a prevenire attacchi di sottomissioni multiple da parte di attori malintenzionati.

Obbligo di condivisione dei dati

    • Gli articoli con risultati empirici devono fornire i dati sottostanti come documento supplementare o tramite un link riservato ai revisori.
    • Quando possibile, i dati devono essere resi pubblici al momento della pubblicazione.
    • Questa pratica non elimina il rischio di dati falsificati o generati dall’IA, ma rafforza la responsabilità scientifica, la riproducibilità e la capacità di individuare anomalie.

Identificazione dell’autore

    • È richiesta la segnalazione del numero ORCID al momento della sottomissione.
    • Gli autori sono incoraggiati a utilizzare un indirizzo e‑mail professionale anziché personale.
    • Queste misure non sono infallibili, ma aumentano le probabilità che solo veri ricercatori, in grado di assumersi la responsabilità del lavoro, possano inviare articoli, riducendo l’intervento di “paper mills”.

Controllo antiplagio

    • AiR utilizza lo strumento “Similarity Check” di iThenticate per rilevare il plagio testuale.
    • L’avanzamento dell’IA nella riformulazione e nella creazione di contenuti rende il plagio verbatim un problema meno significativo.
    • Il software non è più sufficiente a individuare i testi interamente generati dall’IA.

Gestione di commenti e lettere

    • I commenti sono riservati alle risposte a articoli pubblicati nella rivista.
    • Le lettere alla redazione vengono pubblicate esclusivamente su invito.
    • Seguendo le recenti raccomandazioni del JAMA, è vietato l’uso dell’IA per la redazione di commenti e lettere, considerata la loro natura altamente personale.

Politica di divulgazione dell’uso dell’IA (Taylor & Francis, 2026)

Gli autori devono dichiarare in modo chiaro qualsiasi utilizzo di strumenti di IA generativa, indicando:

    • Il nome completo dello strumento e il numero di versione.
    • Le modalità di utilizzo e le motivazioni sottostanti.

Una dichiarazione specifica deve accompagnare ogni sottomissione. Inoltre, gli autori non devono utilizzare l’IA per sostituire responsabilità fondamentali, tra cui:

    • Generazione di testo o codice senza una revisione rigorosa.
    • Creazione di dati sintetici al posto di dati reali senza una metodologia solida.
    • Produzione di contenuti inexact, come abstract o materiale supplementare.

Se nessuno strumento di IA è stato impiegato, gli autori devono esplicitare la frase suggerita: “Gli autori dichiarano di non aver utilizzato alcuno strumento di IA nel corso della ricerca o della redazione di questo manoscritto.”

Responsabilità dei revisori

Secondo la stessa politica dell’editore, i revisori non devono caricare manoscritti non pubblicati, né proposte di progetto, inclusi file, immagini o informazioni associate, in strumenti di IA generativa.

Inoltre, i revisori e gli autori non devono inserire i commenti dei revisori o delle redazioni in strumenti di IA generativa, né utilizzare tali strumenti per formulare risposte.

Impatto sulla comunità scientifica

Le misure introdotte da AiR rappresentano un tentativo di bilanciare l’innovazione tecnologica con la salvaguardia dell’integrità accademica. Limitare il numero di sottomissioni per autore può ridurre il fenomeno dei “paper mills”, ma potrebbe anche penalizzare ricercatori particolarmente produttivi che rispettano le norme etiche.

L’obbligo di fornire dati sottostanti migliora la trasparenza, ma richiede infrastrutture adeguate per l’archiviazione e l’accesso sicuro. L’uso di ORCID e di e‑mail professionali contribuisce a rintracciare gli autori, ma non può eliminare completamente le identità false create da bot sofisticati.

Il divieto di utilizzo dell’IA per commenti e lettere sottolinea l’importanza della voce personale nella discussione scientifica, mentre la dichiarazione obbligatoria sull’uso dell’IA nei manoscritti aiuta a mantenere la trasparenza. Tuttavia, la verifica della veridicità di tali dichiarazioni resta una sfida aperta.

Prospettive future

Se il trend attuale persiste, è probabile che entro il 2027 la percentuale di contenuti sospetti di provenire dall’IA superi il 70 %. Le riviste dovranno adottare strumenti di rilevazione più avanzati, basati su analisi semantiche e comportamentali, per distinguere testi generati da modelli di linguaggio.

La comunità accademica potrebbe anche considerare la creazione di “certificati di autenticità” per i manoscritti, con firme digitali che attestino la revisione umana di ogni sezione del testo.

In conclusione, l’editoriale di AiR evidenzia sia le opportunità sia i rischi legati all’IA generativa nella pubblicazione scientifica. Le politiche messe in atto sono un primo passo importante, ma saranno necessarie ulteriori innovazioni collaborative tra editori, ricercatori e sviluppatori di IA per garantire che la ricerca rimanga affidabile, trasparente e responsabile.