DeepSeek, fino a poco tempo fa poco conosciuta, è ora una figura centrale nella corsa globale all'intelligenza artificiale. Mentre inizialmente l'attenzione era focalizzata sui modelli e sulla loro efficienza, adesso il dibattito si sta spostando sull’hardware necessario per eseguire tali algoritmi su larga scala.

Gli sviluppi sono emersi grazie a Reuters, che ha riferito, basandosi su informazioni di fonti vicine, che DeepSeek stia progettando un chip dedicato all’IA, specificatamente per l’inferenza e non per l’addestramento. Nonostante DeepSeek non abbia ufficialmente confermato la notizia e il progetto sia in una fase iniziale, l’interesse del settore cresce. La società non ha risposto alla richiesta di commento avanzata dall'agenzia.

Che cosa significa l’inferenza nel calcolo dell’IA?

L’inferenza si riferisce alla parte operativa dopo il training del modello. Ogni volta che un utente interroga un algoritmo IA e riceve una risposta, il sistema deve elaborare nuovamente l’input. Questo processo non è mai isolato; in un prodotto che funziona in modo continuo, migliaia di interazioni avvengono ogni giorno.

Questo spiega perché lo sviluppo di un chip dedicato all'inferenza non riguarda solamente il prestigio tecnico: mira a rendere l’uso dell’IA più economico, veloce e meno dipendente da fornitori esterni. In sostanza, DeepSeek cerca di rendere autonomo il suo sistema di utilizzo dell’intelligenza artificiale.

Da dove nasce l’idea?

Finora DeepSeek ha fatto affidamento su componenti di NVIDIA e Huawei per addestrare e eseguire i propri modelli IA, tra cui l’H800 di NVIDIA, un chip creato appositamente per il mercato cinese, bloccato esportabile negli Usa dal 2023. Da allora, la compagnia ha aumentato la collaborazione con Huawei, sfruttando, ad esempio, l’Ascend, un processore utilizzato per addestrare il modello V4.

Il mese scorso, DeepSeek ha lanciato il modello V4, con un adattamento pensato per funzionare con i processori Huawei, confermando ulteriormente la sua collaborazione tecnologica con questa azienda cinese. Il passo successivo, però, sembra essere l’autonomia.

Una mossa in sintonia con il mercato

Non sono poche le aziende che stanno seguendo un simile percorso di sviluppo hardware. Google ha da tempo i suoi TPU, Amazon sta usando Inferentia, Microsoft si è affidata a Maia e Meta ha sviluppato la MTIA. Tutte mirano a una maggiore autonomia tecnologica.

Se si osserva il recente mercato, si nota un pattern ben definito: OpenAI ha annunciato un chip chiamato Jalapeño realizzato con Broadcom e Anthropic considera di progettare i propri chip. Sempre più realtà stanno valutando l’opzione del hardware in-house, per garantire controllo, efficienza e scalabilità dei propri algoritmi.

I problemi di DeepSeek

Nonostante l’ottimismo, DeepSeek potrebbe trovare barriere significative nel produrre un chip competitivo. Progettare un acceleratore per intelligenza artificiale richiede anni di sviluppo, grandi investimenti finanziari e una rete solida di partner. Per una società cinese, ci sono ulteriori complicazioni: i controlli di esportazione statunitensi limitano l’accesso alle fabbriche estere più avanzate e anche alla memoria ad alta banda, un componente essenziale per questo tipo di strumenti.

La sfida tecnica e logistica non è facile, specialmente in un contesto geopolitico già teso. Tuttavia, DeepSeek sembra intenzionata a superare questi ostacoli, spinta dalla necessità di un controllo maggiore sull’infrastruttura necessaria per il proprio business.

Quando DeepSeek sfida NVIDIA

Le radici dell’impero di NVIDIA in IA risalgono lontano nel tempo. La sua ascesa fu favorita dalla GeForce 256 del 1999, la prima GPU ufficiosa dell’industria, e poi dalla piattaforma CUDA del 2006. Quando emergé la necessità di hardware potente per l’apprendimento automatico, NVIDIA aveva già creato un ecosistema in grado di rispondere a molte esigenze del mercato.

In molti casi, sviluppare una piattaforma di IA significava passare attraverso i chip NVIDIA. La realtà di oggi sembra diversa: DeepSeek, con la sua iniziativa, potrebbe essere uno dei primi passi significativi nel creare alternative per una parte sempre maggiore delle aziende mondiali. Questo segnerebbe una svolta, con il mercato che inizia ad accogliere nuovi giocatori in un campo fino ad ora dominato da aziende estere.

La transizione non sarà semplice, ma DeepSeek dimostra di esserci pronta e disposta a giocare in una partita sempre più strategica e cruciale per il futuro dell’AI.