Il contesto: da Google Playground a una rivoluzione industriale

Alcuni giorni fa Google ha presentato Playground, una IA capace di creare giochi su semplice richiesta. Il risultato ha scatenato voci come “è la fine dei videogiochi”, ma la realtà è più complessa: la tecnologia sembra più adatta a giochi promozionali per prodotti che a vere esperienze ludiche. Tuttavia l’entusiasmo dei dirigenti ha spinto a un esperimento più ambizioso, con potenziali ripercussioni su buona parte dell’industria.

Epic Games e il suo ruolo centrale

Epic non è solo Fortnite o una piattaforma di distribuzione che fatica a competere con Steam: è il creatore di Unreal Engine 5, il motore grafico che è diventato il “collante” della maggior parte dei titoli moderni. Bloomberg ha riportato che Epic ha deciso di incorporare IA per la creazione di codice e arte in un nuovo shooter ambientato tra i mondi di Marvel e Star Wars.

Un accordo da 1,5 miliardi di dollari

L’iniziativa nasce da un patto da 1,500 milioni di dollari stipulato tra Disney e Epic. Sebbene i dettagli siano scarsi, le fonti interne indicano che la direzione ha imposto una regola ferma: “non ci sarà più codice scritto a mano”. L’obiettivo è affidare la generazione di codice a modelli come Claude di Anthropic, mentre gli sviluppatori umani supervisioneranno e guideranno il risultato.

Arte e flussi di lavoro completamente automatizzati

Oltre al codice, l’intera catena di produzione artistica sarà gestita da IA. Gli “workflow completi con IA” prevedono che texture, modelli 3D e persino animazioni vengano generate automaticamente, riducendo drasticamente i tempi di produzione. Le notizie su Xataka hanno evidenziato che, nonostante l’idea affascinante, i giocatori tendono a definire questi prodotti “spazzatura generata da macchine”.

Le dichiarazioni di Tim Sweeney

Tim Sweeney, CEO di Epic, è un noto sostenitore dell’intelligenza artificiale. Dopo la pubblicazione del reportage di Bloomberg, ha twittato che Epic deve “pivotare verso l’IA per ottenere la massima accelerazione”. Sweeney ha spiegato che lo scopo non è ridurre il personale, ma consentire a tutti i team di creare “più e migliori cose”, distribuendo i benefici a chi usa Unreal Engine.

Un periodo di ristrutturazione

L’annuncio arriva nello stesso anno in cui Epic ha licenziato più di 1.000 dipendenti di Fortnite a causa di una “recessione” del gioco multiplayer. La decisione di investire massicciamente in IA è quindi anche un tentativo di ristrutturare il modello di business, soprattutto considerando che Unreal Engine 5.8 ha già integrato i modelli Claude e Gemini, e la prossima versione introdurrà un protocollo per collegare più facilmente diversi modelli IA.

Conflitto con Steam sulla trasparenza

Il CEO si è piazzato contro la politica di Steam che richiede ai sviluppatori di informare gli utenti sull’uso di IA generativa all’interno dei giochi. Sweeney sostiene che, “nel futuro, tutti i giochi avranno IA in qualche fase della produzione” e che impedire la trasparenza sarebbe controproducente.

Altri protagonisti nella corsa all’IA

Epic non è l’unica azienda a scommettere sull’IA. Akihiro Hino, CEO del giapponese Level‑5, ha dichiarato che tra l’80 % e il 90 % del codice della sua azienda è già scritto da IA, con revisioni umane successive. Hino prevede che l’IA possa ridurre i tempi di sviluppo di grandi produzioni di 5‑10 anni.

Il team sudcoreano Shift Up, creatore di Stellar Blade, afferma di riuscire a produrre con 150 persone quello che prima richiedeva 1.000‑2.000 dipendenti, grazie all’adozione massiccia dell’intelligenza artificiale.

Esempi controversi di asset IA nei giochi di successo

    • Il vincitore del GOTY dell’anno scorso, Clair Obscur: Expedition 33, ha inserito asset visivi creati da IA, difendendo la scelta come “temporanea”.
    • Le carte giocatore di Call of Duty Black Ops 7 includono elementi generati da IA.
    • Il progetto Amsterdam 1666 ha inizialmente promosso un piccolo team artigianale, per poi ammettere l’uso della IA nella produzione.

Le opinioni dei professionisti: dati dall’indagine GDC

Una survey della Game Developers Conference (GDC) su 2.300 professionisti ha rivelato che il 36 % utilizza regolarmente strumenti di IA. La ripartizione è:

    • ChatGPT: 74 % dei rispondenti.
    • Gemini: 37 %.
    • Copilot: 22 %.

I casi d’uso più comuni sono: brainstorming (81 %), assistenza nella scrittura di codice (47 %) e creazione di prototipi (35 %).

Percezione negativa in crescita

Nonostante l’adozione, il 52 % dei professionisti ritiene che l’IA generativa abbia un impatto negativo sull’industria, un aumento di 22 % rispetto al 2024 (30 %) e al 2023 (18 %). I gruppi più critici sono:

    • Artisti visivi e tecnici: 64 %.
    • Designer e narratori: 63 %.
    • Programmatore: 59 %.

Nel 2025, il 13 % dei rispondenti vedeva l’IA in una luce positiva; ora quel valore è sceso al 7 %, con gli ottimisti concentrati tra dirigenti e ruoli commerciali.

Problemi pratici: manutenzione e duplicazione del codice

Un’analisi recente ha evidenziato che l’uso dell’IA ha aumentato la duplicazione di codice dell’81 %, poiché ogni nuova richiesta genera un pacchetto di codice nuovo anziché riutilizzare o refattorizzare quello esistente. Sebbene le versioni successive del motore mostrino una lieve riduzione di questo fenomeno, rimane un problema significativo.

In termini di produttività, gli sviluppatori che impiegano IA credono di lavorare il 24 % più velocemente, ma studi reali mostrano un aumento del tempo di completamento delle attività del 19 %.

Costi dei token e sostenibilità economica

Le piattaforme IA addebitano per token o “crediti”. Con l’aumento di utilizzo nei progetti di grandi dimensioni, i costi potrebbero diventare proibitivi per le aziende, soprattutto per progetti a lungo termine come lo shooter Marvel‑Star Wars.

Conclusioni: un futuro incerto ma decisamente trasformato

L’esperimento di Epic rappresenta un passo audace verso la completa integrazione dell’intelligenza artificiale nella catena di produzione videoludica. Se da un lato promette velocità e riduzione dei costi, dall’altro solleva seri interrogativi su qualità, manutenzione e impatto occupazionale. La risposta definitiva arriverà solo quando il gioco tra Marvel e Star Wars sarà rilasciato e potremo valutare se l’IA è davvero pronta a sostituire il lavoro umano o se, come temono i critici, il futuro dei videogiochi rischia di diventare una “spazzatura generata da macchine”.