OpenAI annuncia una previsione di crescita dei ricavi molto ambiziosa, ma le cifre dimostrano che la popolarità di ChatGPT non è sufficiente a coprire le enormi spese operative dei modelli di intelligenza artificiale. Il flusso di cassa negativo disponibile, secondo le informazioni riportate dal Financial Times, ammonta a 278 miliardi di dollari su un arco di cinque anni, a causa soprattutto dell’ingente infrastruttura e della potenza di calcolo necessarie.
OpenAI prevede spese per 1.100 miliardi di dollari
La società stima che le spese cumulative tra il 2026 e il 2030 supereranno i 1.100 miliardi di dollari. Gran parte di questo ammontare servirà a finanziare capacità di calcolo, data center e infrastrutture indispensabili per l’addestramento e il funzionamento dei modelli IA. I 278 miliardi di dollari di cash‑flow negativo rappresentano la differenza tra le uscite e le entrate previste per l’intero periodo.
Una base di utenti enorme, ma difficile da monetizzare
ChatGPT conta oltre un miliardo di utenti attivi. Ogni interazione richiede risorse computazionali, e la versione gratuita del servizio è poco redditizia. Per colmare il divario, OpenAI ha introdotto abbonamenti a pagamento e sta sperimentando la monetizzazione di alcune funzionalità gratuite attraverso la pubblicità. Tuttavia, la pressione finanziaria rimane alta, poiché le spese operative continuano a superare le entrate.
I ricavi potrebbero raggiungere i 350 miliardi di dollari entro il 2030
Le proiezioni commerciali sono ottimistiche: 36 miliardi di dollari di ricavi nel 2026 e quasi 350 miliardi di dollari nel 2030. Il fatturato cumulato entro la fine del periodo potrebbe arrivare a 840 miliardi di dollari. Nonostante questa crescita, le previsioni indicano che il flusso di cassa rimarrà negativo fino al 2030, evidenziando una disparità persistente tra entrate e costi.
Rischio di esaurimento delle riserve entro il 2028
Il Financial Times avverte che OpenAI potrebbe esaurire i 122 miliardi di dollari raccolti nel marzo 2023 entro il 2028. Questa potenziale mancanza di liquidità costringerà l’azienda a cercare nuovi finanziamenti per raggiungere il punto di pareggio. Una valutazione ipotetica di 1.200 miliardi di dollari è già al vaglio per un futuro round di investimento.
Introduzione in borsa: una soluzione a breve termine?
Una quotazione in borsa non risolverà immediatamente il problema di liquidità. Sam Altman, CEO di OpenAI, ha temporaneamente messo da parte l’idea di un IPO nel 2026, preferendo concentrare gli sforzi su questioni di sicurezza e governance dell’IA prima di aprirsi al mercato pubblico.
Anthropic, un concorrente con una traiettoria differente
La concorrenza sta già mostrando risultati più equilibrati. Anthropic registra un utile operativo aggiustato positivo e prevede di rimanere in territorio verde per il secondo trimestre consecutivo. Il suo fatturato annualizzato potrebbe avvicinarsi ai 100 miliardi di dollari, ponendosi come un’alternativa più sostenibile dal punto di vista finanziario.
La sfida principale di OpenAI
Nonostante la leadership di mercato di ChatGPT in termini di audience, la sfida cruciale per OpenAI è trasformare questa popolarità in ricavi sufficienti a coprire i costi di calcolo, dei data center e del funzionamento dei modelli. Solo se riuscirà a bilanciare le enormi spese con un flusso di entrate stabile, potrà garantire la propria sostenibilità a lungo termine.