Anthropic, la società che ha creato Claude, ha dichiarato intenzioni di sviluppare farmaci autonomamente, sfruttando la potenza dell'intelligenza artificiale (IA). Questa mossa, annunciata durante la presentazione di Claude Science, ha suscitato interesse e perplessità all’interno dell’industria farmaceutica, con alcuni che iniziano a domandarsi se potrebbe emergere un nuovo concorrente di grandi laboratori esistenti.

L’AI come strumento per scoprire nuovi farmaci

Durante l’evento The Briefing: AI for Science, Anthropic ha sostenuto che l’intelligenza artificiale potrebbe accelerare il processo di scoperta scientifica. Mentre aziende come OpenAI e Google avevano già ventilato la possibilità di utilizzare l'IA in ambito medico, Anthropic va oltre: la sua idea non si limita allo sviluppo di strumenti per terapeutiche, ma prevede la produzione di farmaci propri, con il supporto di partners del settore farmaceutico e biotecnologico.

Farmacopia focalizzata su malattie trascurate

Eric Kauderer-Abrams, responsabile delle scienze della vita di Anthropic, ha spiegato che la compagnia vorrebbe concentrarsi su malattie trascurate da parte dell’industria farmaceutica tradizionale. Questo approccio mira a esprimere la volontà di sperimentare direttamente le problematiche del settore, prima di fornire agli altri strumenti sviluppati per il campo medico.

Kauderer-Abrams ha sottolineato che “crediamo nei cicli di feedback costanti e niente può sostituire il condivisione diretta delle nostre esperienze con voi sulla prima linea dei farmaci.” Questo approccio mostra l’ambizione di Anthropic di diventare non solo una forza innovativa, ma anche un partecipante diretto in un campo estremamente competitivo.

Manca una roadmap chiara

Nonostante l’annuncio, rimangono numerose domande irrisolte. Anthropic non ha specificato quali farmaci vorrebbe produrre né come intendesse gestire fasi come le prove cliniche, che solitamente sono demandate alle aziende farmaceutiche. Inoltre, né Kauderer-Abrams né il portavoce dell’azienda hanno chiarito quali siano quelle patologie trascurate da targettizzare. L’azienda ha lasciato intendere che considererà programmi basati sul potenziale per i pazienti, incluso settori di interesse trascurato dal mercato tradizionale.

Un portavoce ha confermato a CNBC che Anthropic valuterà opportunità di collaborazione durante le fasi di laboratorio, test sugli animali, prove cliniche e produzione. Tuttavia, non ha fornito ulteriori dettagli su come vorrebbe procedere.

Le perplessità degli esperti

La visione di Anthropic, sebbene ambiziosa, sembra poco realistica nel breve periodo. Matthew Todd, professore di scoperta di farmaci all’University College London, ha osservato che l’approvazione di medicinali interamente sviluppati con l’IA è un obiettivo comunque lontano. Nonostante l’IA abbia iniziato a influenzare ogni fase del settore, rimane essenziale una supervisione umana continua.

Frank von Delft, professore di biologia strutturale all’Università di Oxford, ha aggiunto che i modelli di AI sono ancora distanti dal rendere superflui gli esperimenti reali. Secondo l’esperto, i candidati a farmaci devono essere testati nel mondo reale per confermare efficacia, tossicità e sicurezza per i pazienti.

I laboratori e il team scientifico in costruzione

Nonostante i dubbio degli esperti, Anthropic sta già facendo il possibile per muoversi in concreto. La società ha iniziato a costruire laboratori propri e a reclutare biologi. Namshik Han, professore all’Università di Cambridge e co-fondatore di CardiaTec, ha confermato che diversi suoi colleghi sono stati contattati da Anthropic. L’azienda vorrebbe promuovere l’uso della sua IA, Claude Science, e quindi il coinvolgimento diretto di scienziati sembra fondamentale a tale scopo.

Lista delle critiche espresse dagli esperti:

    • L’approvazione di farmaci interamente creati via AI è ancora lontana.
    • I modelli di AI non sostituiscono i test fisici, fondamentali per verificare la tossicità e efficacia.
    • Mancano chiarezza e roadmap sull’approccio operativo di Anthropic.

Se Anthropic vuole davvero competere con la farmaceutica tradizionale, dovrà dimostrare di poter portare al mercato nuove terapie. Per il momento, i progressi tecnologici appaiono sostenibili, ma la traduzione da AI a prodotto concreto richiederà tempo, collaborazione e un certo grado di supervisione professionale.