I recenti sviluppi nel campo dell’intelligenza artificiale (AI) hanno portato un numero significativo di leader aziendali di settore ad una riunione istituzionale di alto livello durante il G7 francese a Évian-les-Bains. Tra i partecipanti figurano alcuni dei CEO più influenti nel settore dell'AI globale, tra cui Sam Altman di OpenAI, Dario Amodei di Anthropic e Demis Hassabis di Google DeepMind. Questa iniziativa, promossa direttamente dal presidente francese Emmanuel Macron, segna la prima volta che le più grandi aziende di AI collaborano con i governi in un contesto istituzionale, per discutere governance sicura e chiara.
Un’iniziativa volta alla regolamentazione globale
Le conversazioni si sono incentrate sulla responsabilità pubblica e privata rispetto all’utilizzo dell’AI, con un focus particolare sulla necessità di una governance globale rinnovata. Dario Amodei ha proposto un piano per arginare l’accesso ai modelli di AI avanzati da parte della Cina, mentre Sam Altman ha espresso l’esigenza di un forum globale per affrontare i potenziali rischi dell’AI. La proposta di regolamentare l’AI a livello mondiale ha precedenti, come ha ricordato Altman nel corso di una conferenza in India a febbraio, dove aveva paragonato l’urgenza di questa regolamentazione a quella relativa all’energia nucleare.
I CEO di Anthropic, Google e OpenAI avevano inoltre firmato una lettera rivolta al Congresso statunitense, chiedendo regole obbligatorie per lo screening del DNA sintetico per prevenire l’uso dell’AI per produrre armi biologiche. I leader hanno sottolineato come i modelli AI avanzati abbiano il potenziale di abbattere le barriere tecniche che, fino a poco tempo fa, mantenevano i cattivi attori lontani da tali tecnologie.
Tensioni tra Stati Uniti e alleati Europa
Il contesto in cui si è svolto il G7 è stato segnato da crescenti frizioni tra Washington e i suoi partner europei. Il G7 non è stato solo l’occasione per discutere di governance e di regole globali, ma anche un banco di prova per le relazioni commerciali e politiche all’indomani dell’ultimo annullamento da parte degli USA del permesso di accesso ai modelli più avanzati di Anthropic, come Fable 5 e Mythos 5, a tutti i non cittadini statunitensi. Tale decisione ha creato un senso di inquietudine all’interno dell’Unione Europea.
Questo atteggiamento inaspettato da parte di Washington ha reso evidente la fragilità degli accordi di cooperazione tecnologica e commerciale. Per far fronte a questa instabilità, nel corso del G7 è stato dibattuto uno schema per permettere l’utilizzo di modelli d’avanguardia statunitensi unicamente ad un circolo ristretto di “partner fidati”, come dichiarato da fonti diplomatiche citate da Reuters.
L’Europa cerca di costruire autonomia tecnologica
L’iniziativa dell’Unione Europea non si ferma però solo a discorsi teorici. Al contrario, essa ha iniziato a prendere corpo con decisioni concreti da parte degli governi nazionali. In primo luogo, il governo francese ha annunciato di voler concludere i rapporti di collaborazione con Palantir per quanto riguarda l’analisi dei dati nel contesto della sicurezza interna. Questa iniziativa era iniziata nel 2016 con l’obiettivo di migliorare le capacità di tracciamento e di prevenzione nel periodo post attentati islamisti del novembre 2015.
Il posto lasciato da Palantir è stato coperto da ChapsVision, un’azienda francese molto più piccola ma in rapida crescita, fondata nel 2019. La decisione, spiegata dal primo ministro francese Sébastien Lecornu, ribadisce la volontà di non dipendere più da soggetti che possono bloccare l’accesso a tecnologie essenziali. Il concetto di sovranità digitale ha guadagnato quindi un altro livello di concretezza.
Un altro esempio di iniziativa europea che si muove in questa direzione arriva da OVHcloud, leader europeo nel cloud e nell’hosting. Dopo una partnership con Mistral AI, OVHcloud si appresta a sviluppare nuovi modelli linguistici a livello europeo. Obiettivo di questa iniziativa è il posizionamento del continente europeo in una posizione competitiva rispetto all’attuale panorama globale, che vede le Americhe dominare la scena dell’AI.
La Spagna punta su una gigafactory
Ulteriore esempio di iniziativa strategica si registra in Spagna, dove il governo socialista guidato da Pedro Sánchez ha approvato un investimento di 719 milioni di euro per la costruzione di una gigafactory dedicata all’AI. Questo intervento rientra nel piano più ampio del programma InvestAI, finanziato con una dotazione di 20 miliardi di euro, mirato a posizionare l’Europa ai vertici dell’innovazione tecnologica.
Evoluzioni del mercato: i due protagonisti
Sul fronte economico, il mercato dell’intelligenza artificiale segna nuovi record per alcuni player. Una dimostrazione concreta di successo è rappresentata da SpaceX, azienda guidata da Elon Musk, che ha sfiorato una capitalizzazione di 3.000 miliardi di dollari superando Amazon e Microsoft. A questa impresa si aggiunge una delle acquisizioni più importanti nella storia della società: l'acquisizione di Anysphere, madre di Cursor, per 60 miliardi di dollari.
Dall’altra parte dello scenario, invece, OpenAI sembra affrontare momenti di difficoltà. Per la prima volta nella sua storia ChatGPT ha perso la maggioranza del mercato degli assistenti AI scendendo al 46,4%. La strategia dell’azienda per invertire questa tendenza sembra fondarsi su una guerra dei prezzi per aumentare l’accessibilità ai suoi modelli di punta. Tuttavia, secondo The Information, il primo trimestre 2026 ha visto una perdita di 3,7 miliardi di dollari, dovuta ai crescenti costi di formazione e di infrastruttura per i modelli sempre più complessi.
Conclusioni
Il G7 ha rappresentato un momento significativo per il dibattito globale sull’AI, ma anche una presa di coscienza da parte dell’Unione Europea circa la necessità di costruire un’alternativa tecnologica sostenibile e indipendente. Da una parte si dibatte sull’idea di una governance condivisa sull’AI globale, mentre si cerca concretamente di costruire infrastrutture continentali capaci di sostenere una leadership non dipendente dagli Stati Uniti e dalla Cina. L’Europa si sta muovendo, piano per piano, verso la sua indipendenza digitale per non rimanere vittima delle fluttuazioni del mercato globale dell’AI.