Secondo lo studio “GenAI Produktivität am Arbeitsplatz” condotto dall’IMC Hochschule für Angewandte Wissenschaften Krems, l’intelligenza artificiale generativa (GenAI) sta già generando risparmi di tempo misurabili nelle attività di ufficio. La ricerca, basata su più di 1.000 risposte di dipendenti austriaci, evidenzia che il caso d’affari per la GenAI non è più una proiezione futuristica ma una realtà in atto.

Risultati chiave della ricerca

Il 20 % degli intervistati che utilizzano GenAI dichiara di risparmiare settimanalmente dal 10 % al 20 % del proprio tempo di lavoro. Parallelamente, quasi il 70 % dei partecipanti si trova ancora nella fase iniziale della curva di apprendimento e meno del 30 % utilizza la tecnologia su base quotidiana. Ciò indica che il risparmio attuale rappresenta solo una frazione del potenziale futuro.

Vantaggi immediati rispetto alle applicazioni tradizionali

A differenza dei software aziendali classici, gli strumenti di GenAI possono essere sperimentati direttamente all’interno del flusso di lavoro, consentendo ai dipendenti di percepire rapidamente un valore aggiunto. Per le imprese questo significa che non è necessario avviare subito programmi di formazione estesi; è più efficace facilitare l’ingresso, offrire applicazioni sicure e creare opportunità di condivisione delle esperienze pratiche.

Destinazione del tempo guadagnato

Il 64 % dei partecipanti riferisce di rispondere più rapidamente a richieste o di consegnare risultati prima, il 63 % afferma di poter completare più attività e il 54 % dedica più tempo a compiti di valore più elevato o creativi. Un quarto dei soggetti utilizza i guadagni di tempo per pause più lunghe o per ridurre gli straordinari, contribuendo a diminuire la pressione sul lavoro e a sostenere una performance durevole.

Il ruolo cruciale della leadership operativa

Un semplice segnale positivo da parte della direzione aziendale non è sufficiente per incrementare l’uso efficace di GenAI. L’influenza più determinante proviene da figure che modellano quotidianamente i comportamenti dei dipendenti, come i manager diretti o i colleghi con ruolo di modello. Queste persone non devono essere esperti tecnici; il loro compito è rendere visibili i benefici, facilitare lo scambio di esperienze e chiarire le aspettative.

Rischi legati a un utilizzo non regolamentato

Se le imprese non forniscono strumenti adeguati e regole precise, aumenta il rischio di utilizzo incontrollato. Lo studio individua quattro comportamenti problematici:

    • uso di GenAI non dichiarato;
    • caricamento di dati sensibili su piattaforme non protette;
    • impiego di risultati senza verifica;
    • violazione dei diritti d’autore.

Queste pratiche possono compromettere la sicurezza e la conformità normativa.

Da tema di innovazione a leva operativa

Le aziende dovrebbero smettere di considerare la GenAI esclusivamente come argomento di innovazione o formazione e cominciare a vederla come un fattore concreto di produttività, qualità e migliore risultato operativo. Il tempo recuperato deve essere destinato in modo strategico a migliorare la risposta al cliente, a favorire l’innovazione, a elevare la qualità o a ridurre il carico di lavoro.

Strategie di implementazione consigliate

Per evitare l’adozione di soluzioni private o non autorizzate, è fondamentale mettere a disposizione strumenti certificati, definire regole di utilizzo chiare e offrire supporto continuo. Invece di lanciare iniziative ampie e poco misurabili, le imprese dovrebbero partire da processi lavorativi selezionati, monitorando con precisione i guadagni in termini di tempo, qualità, tempi di ciclo, valore per il cliente e riduzione del carico operativo.

Conclusioni

Il potenziale della GenAI per incrementare la produttività aziendale è già dimostrato, ma la sua piena realizzazione dipende da una combinazione di leadership attiva, strumenti sicuri, linee guida ben definite e un’attenta misurazione dei risultati. Solo così le organizzazioni potranno trasformare i risparmi di tempo in vantaggi competitivi sostenibili.