La battaglia entra nella sua fase finale
Nuova puntata – probabilmente l’ultima – dello scontro legale tra Apple e Epic Games, che dura da quasi sei anni. La Corte Suprema ha annunciato di voler esaminare la richiesta di Apple in merito all’accusa di oltraggio alla corte, per aver presunto non rispettato l’ingiunzione del 2021. Le parti dovranno aspettare almeno fino a ottobre 2026 per il confronto formale.
Che cosa prevede l’ingiunzione?
Nel 2021, Apple ha ottenuto una sentenza nella quale non era consentito bloccare lo sviluppo di applicazioni da parte di terzi, né impedire l’uso di link e pulsanti all’interno degli app per redirezionare gli utenti verso metodi di pagamento esterni. In risposta, Cupertino ha modificato le sue regole, consentendo comunque di applicare una commissione del 27% su tali transazioni.
Epic Games ha immediatamente presentato un’azione legale, ritenendo illegale l’applicazione di una commissione di 27%. Il tribunale di primo grado ha riscontrato un presunto mancato rispetto dell’ingiunzione originaria, accusando Apple di aver commesso un oltraggio alla corte. Il tribunale di appello ha confermato l’accusa, permettendo però ad Apple di applicare una commissione qualora fosse considerata ragionevole.
Apple chiede l’aiuto della Corte Suprema
L’azienda di Cupertino ha richiesto alla Corte Suprema la sospensione del provvedimento di appello, in attesa di presentare ulteriori appelli. Questa richiesta è stata però respinta. A fine maggio, Apple ha presentato una richiesta formale per far esaminare da Washington l’interpretazione dell’ingiunzione del 2021.
Secondo Apple, l’ingiunzione non prevedeva specificamente l’applicazione di una commissione del 27%. Si tratta, quindi, di una modifica interpretativa non autorizzata da un’ingiunzione che limitava il blocco di metodi di pagamento esterni. Questo punto verrà esaminato nei prossimi mesi dalla Corte Suprema.
Quali sono le posizioni a confronto?
Apple non contesta in modo diretto la legittimità dell’ingiunzione del 2021, ma ne rifiuta una certa interpretazione. L’azienda afferma che tale ingiunzione non includeva esplicitamente la commissione da applicare sugli acquisti in app. Il motivo, quindi, per cui Apple avrebbe violato l’ingiunzione non sarebbe legittimo.
D’altra parte, Epic Games ha commentato attraverso una nota su X: “Stiamo andando alla Corte Suprema dove continueremo a combattere contro le commissioni spazzatura che Apple addebita sui pagamenti di terze parti. I tribunali inferiori hanno giustamente ritenuto le commissioni di Apple illegali e anticoncorrenziali e continueremo a difendere i mercati liberi.”
Quali aspetti non saranno esaminati?
- La Corte Suprema non esaminerà la questione relativa alla portata geografica dell’ingiunzione. Apple aveva sostenuto che l'ingiunzione si applicasse solo agli sviluppatori statunitensi e non necessariamente agli utenti in altri paesi.
- Una volta chiarita la questione della commissione del 27%, non si tornerà sull’analogia giuridica tra gli sviluppatori e i singoli consumatori riguardo ai metodi di pagamento.
Uno dei portavoce di Apple ha dichiarato al riguardo: “Si tratta di un’importante questione di diritto e siamo lieti che la Corte Suprema esaminerà il nostro caso.”
Il ruolo giuridico e futuro del mercato digitale
L’esito di questa sentenza potrebbe determinare una chiavi di lettura fondamentale per il futuro degli store digitali come App Store e Google Play, nonché per l’intero mercato del software. Se la Corte confermerà l’accusa di oltraggio alla corte, Apple dovrà modificare nuovamente le sue politiche. Se, invece, si riconoscerà un errore nel processo di interpretazione legale, potrebbe sorgere un precedente importante.
La decisione in questa fase non riguarda direttamente le regole per il commercio elettronico in seno al mercato globale, ma rappresenta un punto fermo nel dibattito per la libertà di mercato, la libera concorrenza e il diritto di scelta per gli sviluppatori che operano sulle piattaforme digitali.