Meta ha disattivato una funzione del suo modello di intelligenza artificiale generativa, chiamato "Meta Muse", in risposta alle crescenti preoccupazioni da parte di artisti, organizzazioni cinematografiche e utenti di Instagram. La funzione, introdotta il mese scorso, permetteva di creare immagini a partire dagli stili di profili di Instagram. Un utente poteva semplicemente inserire un prompt e generare un'immagine che riproduceva lo stile visivo di un certo account. Finora, l'accesso alla funzione per il proprio account era bloccabile tramite un "opt-out", ma di default le immagini erano disponibili per essere utilizzate come input per Meta Muse.
Una funzione riallacciata a diritti sconosciuti
Un portavoce di Meta ha dichiarato che la funzione non raggiungeva i propri obiettivi e non sarà più disponibile. Sulla pagina ufficiale del prodotto di Meta Muse, è apparso un messaggio di aggiornamento con la stessa affermazione. Si tratta di una mossa significativa nel quadro sempre più complesso del rapporto tra intelligenza artificiale e diritti d'autore.
I creatori di contenuti e artisti di tutto il mondo si sono espressi preoccupati in merito all’utilizzo non autorizzato dello stile visivo e personale online. La Creative Artists Agency (CAA), una delle più grandi agenzie di rappresentanza artistica negli Stati Uniti, ha espresso chiaramente l'importanza dei cosiddetti "diritti di somiglianza", ovvero il controllo su come è rappresentata una persona in forme artistiche, che non si limita soltanto alla vita reale ma anche alla creazione digitale.
Pressioni da Hollywood e SAG-AFTRA
Anche Hollywood ha espresso apertamente la sua frustrazione. La SAG-AFTRA, sindacato influente che rappresenta gli attori di ruolo in USA, ha criticato l'implementazione dell'opzione "opt-out", considerandola inadeguata. La sindacato ha sostenuto che le persone non dovrebbero avere la possibilità di permettere o bloccare il loro aspetto stilistico; invece, la copia di stili personali o professionali dovrebbe richiedere una concessione esplicita.
Un numero crescente di creatori social, soprattutto su Instagram, dipende da uno stile distintivo per distinguersi e mantenere il legame con i fan. Le nuove funzionalità di AI basate sulla stilizzazione non solo minacciano la personalità digitale di un utente, ma anche le fonti di reddito. I creatori di contenuti spesso non hanno la protezione legale adeguate per difendere il proprio lavoro da usi non autorizzati ad opera dell'AI.
La generazione KI e la zona grigia legale
Da un punto di vista legale, le funzionalità di tipo KI spesso si trovano in una zona grigia perché non creano copie esatte, ma piuttosto replicano stili e forme che imitano gli oggetti di origine. Un esempio simile era già emerso un anno fa, quando ChatGPT poteva produrre immagini nello stile estetico degli studios d'animazione Ghibli.
- In quegli anni, l’uso di immagini generate da modelli KI non era ancora considerato una minaccia seria.
- Oggi, modelli avanzati generano immagini realistiche che sembrano vere fotografie.
- Questo progresso tecnologico presenta nuovi rischi e sfide per il rispetto dei diritti d'autore.
- Le piattaforme tecnologiche sono sempre più sotto pressione per implementare regole etiche e controlli legali.
I modelli KI, come quelli di Meta Muse, offrono vantaggi impressionanti, ma richiedono una gestione equilibrata da parte dei produttori, per evitare di infrangere l'immagine digitale dell’utente o di esporsi a controversie legali. Meta ha quindi intrapreso una politica di riduzione, rivedendo una feature lanciata appena due settimane fa.
Un passo verso una maggiore responsabilità
La decisione di Meta di disattivare la funzione KI segna un passo nella direzione giusta, specialmente in un’era in cui l’uso dell’intelligenza artificiale è sempre più invasivo nell'ambiente digitale. L'azienda dimostra di rispondere alle preoccupazioni crescenti sull'etica e i diritti umani. Ma il dibattito non si ferma con Meta: aziende simili potrebbero presto trovarsi a bilanciare l’innovazione e il rispetto del diritto d'autore.
Per gli utenti comuni, la notizia potrebbe non sembrare di immediato impatto, ma per gli artisti, i creatori e i professionisti che vivono della proprietà del proprio stile, rappresenta un segnale importante. L'uso illegale di stili visivi digitali da parte di modelli KI può causare perdite economiche e danni reputazionali, a causa dell’apparenza di originalità che possono assumere queste immagini. La questione, quindi, richiede ulteriori riflessioni non solo tecnologiche, ma anche sociali e legali.