microsoft, il gigante dell’informatica, ha annunciato l’esito di un’indagine interna e di partnership esterne sull’utilizzo della sua piattaforma cloud Microsoft Azure da parte della Difesa israeliana. L’azienda ha confermato l’esistenza di dati sull’utilizzo di tecnologie cloud e di intelligenza artificiale da parte delle forze armate israeliane, in particolare legati all’utilizzo di Unit 8200 per raccogliere telefonate e dati di massa per analisi operative.
Risultati dell’indagine internazionale
Il report, redatto con la consulenza della law firm Covington & Burling, conferma in buona sostanza le informazioni pubbliche emerse da The Guardian nel 2024. Tra i punti principali emersi, si segnala l’uso da parte dell’Unit 8200, la divisione israeliana di intelligence informatica, di un cloud storage dedicato e isolato all’interno dell’infrastruttura Azure.
L’accesso a questi dati avveniva da server situati in Olanda e una parte minore in Irlanda, come riferito da fonti interne a Microsoft e citate da The Guardian. Le telefonate archiviate avrebbero incluso milioni di conversazioni al giorno, utili ai militari per l’analisi operativa. Il rapporto non ha però analizzato il contenuto specifico delle comunicazioni, a causa di preoccupazioni sull’integrità dei dati dei clienti. L’azienda ha ribadito che questo livello di riservatezza è fondamentale in base alla sua politica aziendale.
I provvedimenti di Microsoft
Microsoft ha presentato cinque iniziative principali in risposta a quanto emerso:
- Primi controlli rigorosi per operazioni con enti governativi e forze dell’ordine;
- Revisione delle autorizzazioni ai servizi di sicurezza nei mercati non statunitensi;
- Frequente aggiornamento delle linee guida in base a potenziali mutamenti politici;
- Meccanismo segretato denominato “Trusted Technology Review” per segnalare potenziali problemi;
- Revisione di accordi esistenti, in particolare per quei clienti che presentano alto rischio da un punto di vista etico.
Il presidente esecutivo Brad Smith ha dichiarato in un comunicato che l’azienda non ha intenzione di replicare la sua collaborazione passata finché le operazioni in corso non saranno terminate.
Persone coinvolte e uscite da Microsoft Israel
Rimasto in ombra, però, è il caso personale di Alon Haimovich, il direttore generale di Microsoft Israel che ha lasciato la posizione nell’anno trascorso. Altri membri del team governance hanno seguito lo stesso esempio, senza commenti ufficiali da parte del gruppo. In un documento consegnato al pubblico, Microsoft non fa alcun riferimento agli usi potenzialmente problematici o agli eventuali conflitti di interesse da parte dello staff interno.
I rivelatori del Guardian hanno affermato che l’indagine ha esplorato anche la lealtà degli impiegati, che potrebbero aver mostrato una doppia orientazione tra gli interessi dell’azienda e quelli del governo israeliano.
Sistema “Lavender” e altri strumenti tecnologici
Un elemento particolarmente controverso emerso negli anni scorsi è il sistema Lavender, un algoritmo utilizzato per identificare presunti combattenti tra la popolazione palestinese. Secondo alcuni ufficiali di intelligence israeliani, il sistema era in grado di catalogare fino a 37.000 palestinesi come potenziali obiettivi, con un processo di decisione a volte rapido e automatico.
I dati prodotti da Lavender, spesso alimentati da informazioni derivate da Microsoft Azure, sarebbero stati utilizzati per pianificare colpi aerei o altre azioni militari mirate in aree come la Striscia di Gaza. Il Guardian ha inoltre riferito che i dati fossero trasmessi in un periodo a Amazon Web Services, per evitare l’accesso diretto da parte di Microsoft.
Contesto storico: Collaborazione con il ministero della Difesa
Lo scambio di tecnologie tra Microsoft e il ministero della Difesa israeliano non è nuovo. Fin dal 2022, il governo israeliano ha iniziato a utilizzare l’offerta completa di Azure per supporto informatico a diverse unità operative.
Una fonte anonima ha dichiarato che Microsoft ha fornito inoltre un aiuto emergenziale durante l’offensiva del 2023 legata al rapimento di civili, riconoscendo di aver accolto alcune richieste di intervento tecnico, pur rifiutandone altre.
I limiti della transparenza
La mancanza di trasparenza completa riguardo ai contenuti conservati da Microsoft sulle piattaforme rifiutate, nonché sull’utilizzo successivo, ha alimentato dibattiti etici. Mentre le normative aziendali vietavano esplicitamente l’utilizzo per attività potenzialmente violente, i dati sembrano essere stati comunque utilizzati in contesti operativi sensibili.
Il ruolo della tecnologia e il dibattito globale
Questi sviluppi rientrano nell’ambito più ampio del dibattito internazionale su tecnologia, guerra e diritti umani. La collaborazione tra aziende tecnologiche multinazionali e governi che operano in territori di conflitti ha sollevato molte preoccupazioni, soprattutto rispetto all’utilizzo di intelligenza artificiale e tecnologie di sorveglianza.
Conclusione
Le nuove linee guida di Microsoft rappresentano un impegno dichiarato a rivedere le relazioni con forze militari, soprattutto in aree problematiche. Tuttavia, rimane irrisolto il ruolo esatto che Microsoft ha svolto, e continua a svolgere, nel supporto tecnologico a operazioni militari con implicazioni etico-morali. L’iniziativa chiamata “Trusted Technology Review” potrebbe rappresentare un primo passo verso una maggiore responsabilizzazione, ma la comunità civile e i diritti umani osserveranno con attenzione i futuri sviluppi.