Un iniziativa finanziaria in corso
Il CEO di OpenAI, Sam Altman, ha avanzato la proposta di donare il 5% dell’equity della società a un fondo di ricchezza pubblico statunitense, riporta il Financial Times, che cita due persone familiari con la vicenda. La donazione, se concretizzata, seguirebbe un modello che coinvolgerebbe anche altre aziende nell’ambito dell’AI, sebbene ci siano numerose domande irrisolte riguardo ai dettagli.
Scopi e contesto politico del piano
Secondo il reportage del FT, l’iniziativa mirerebbe a «garantire una buona relazione con l’amministrazione e a fronteggiare eventuali risposte politiche sfavorevoli». L’idea non è nuova: il CNBC aveva riportato in giugno analoghe discussioni, confermate successivamente da Donald Trump, che aveva parlato di "concetti in cui porzioni dei capitali vengono date al pubblico statunitense, che diventa un partner delle aziende".
La complessità legislativa del piano
I colloqui, tuttavia, restano allo stato di discussione iniziale. Il Financial Times precisa che qualsiasi azione formale richiederebbe l’approvazione del Congresso, introducendo significative complicazioni. Senza normativa specifica non ci saranno passaggi concreti né avanzamenti.
Un fondo pubblico per AI: le iniziative di Altman
Altman ha più volte espresso apertamente l’idea di un fondo pubblico incentrato sull’AI. OpenAI, in crescendo, ha fornito dettagli sempre più chiari su come un tale fondo potrebbe essere strutturato. A aprile, l’azienda ha pubblicato un documento intitolato „Industrial Policy for the Intelligence Age”, in cui propone un fondo di ricchezza pubblica per investire direttamente in aziende e laboratori AI.
I benefici del fondo pubblico, come illustrati
Il documento spiega che i rendimenti del fondo potrebbero essere distribuiti direttamente ai cittadini, permettendo a più persone di partecipare direttamente ai benefici dell’espansione dell’AI, indipendentemente dal loro stato economico iniziale o accesso al capitale. L’iniziativa ha un chiaro obiettivo sociale e di inclusione.
Una proposta alternativa e più ambiziosa
Una versione più ambiziosa della stessa idea è stata avanzata da Sen. Bernie Sanders (I-VT) a giugno. Sanders ha proposto un’imposta unica del 50% sulle azioni delle aziende AI, con i ricavi destinati a un fondo pubblico. La legge, chiamata „American AI Sovereign Wealth Fund Act”, si applicherebbe a tutte le aziende con importanza sistemica nell’AI, incluse quelle coinvolte in centri dati, infrastrutture e robotica.
Modalità di applicazione della proposta di Sanders
Secondo la proposta, le aziende come Google e SpaceX, che integrano AI in una parte limitata delle loro operazioni, potrebbero essere autorizzate a isolare le attività non collegate all’AI al fine di non essere tassate. Questo meccanismo mira a incentivare l’isolamento e lo sviluppo autonomo di specifiche componenti dell’azienda. Al momento, tuttavia, la proposta non ha avanzato verso la fase del comitato parlamentare.