Sam Altman ha più volte menzionato lo svolgimento di attività legate al settore hardware da oltre un anno. Questo ha alimentato la speculazione tra le redazioni di tecnologia, che hanno avanzato scommesse su un possibile smartphone per competere con Apple, uno strumento come un pennino ricco di intelligenza artificiale o addirittura degli headset avanzati. Le certezze scarseggiavano. È stato Mark Gurman, giornalista di Bloomberg, chi ha posto fine alla speculazione. Le sue anticipazioni sono quasi sempre confermate nel corso dei mesi successivi, e questa volta non fa eccezione.
Il primo dispositivo fisico firmato da OpenAI sarà un diffusore intelligente, ma molto diverso dai diffusori tradizionali che siedono statici vicino al divano in attesa di fornire l'orario o la previsione del tempo. Questo oggetto non solo è mobile e si muove autonomamente, ma grazie ad una fotocamera integrata è in grado di osservare il suo ambiente e interagire come un elemento vivente, dotato del nuovo modello GPT-Live sviluppato in casa OpenAI.
Un diffusore che si muove da solo
I dettagli più sconcertanti, presenti nel rapporto Bloomberg, riguardano la capacità fisica del dispositivo di spostarsi senza bisogno dell'intervento dell'utente. L'enceina sarebbe progettata con componenti meccanici in grado di muoversi autonomamente. Si tratta più di un essere straordinario che di un elettrodomestico standard disposto su un tavolo.
L'idea è di fornire a ChatGPT una forma fisica che possa interagire con l'utente più come un essere vivente che un prodotto digitale. La fotocamera permetterà analisi in tempo reale e sensori di alta precisione completeranno il quadro ambientale, rendendo l'esperienza più completa e reattiva.
ChatGPT conoscerà ogni dettaglio della tua vita
Per rendere le interazioni più utili, il diffusore avrà accesso alla vita digitale dell'utente. Email, calendar, preferenze, cronologia... L'obiettivo dichiarato è anticipare le richieste e anticipare le esigenze piuttosto che limitarsi a rispondere a domande.
Gli utenti potranno contare su informazioni proposte senza dover chiedere in modo esplicito, con l’AI diventando una sorta di esperto domestico sempre a portata di voce. Le informazioni personali saranno utilizzate anche per personalizzare la personalità del dispositivo in base agli utenti.
Ex-ingegneri Apple ai comandi
Il progetto è stato costruito con l’aiuto di ex-ingegneri Apple, tra cui alcuni che hanno lavorato sui dispositivi iPhone e Mac. Jony Ive, ex-designer di Apple di spicco, collabora anche a questo progetto. Il coinvolgimento di questi specialisti non è passato inosservato, tanto che Apple ha avviato un'azione legale contro OpenAI accusandola di aver rubato segreti industriali tramite le sue reclute.
OpenAI nega le accuse, sostenendo che il prodotto si discosta significativamente da ciò che Apple offre oggi e non sarà probabile che violi alcun segreto industriale, come riferisce Bloomberg.
Il mercato dell’hardware AI attrae miliardi
OpenAI non è l’unica azienda a muoversi nell’ambito dell’hardware AI. Hark, un laboratorio di intelligenza artificiale fondato da Brett Adcock, ha raccolto 700 milioni di dollari in un round di finanziamento A, ad una valuazione di 6 miliardi.
L’obiettivo principale di Hark è creare un’intelligenza personale, sfruttando modelli proprietari associati a dispositivi fisici dedicati. Il mercato dell’intelligenza artificiale integrata nei dispositivi fisici è dunque una frontiera in espansione, con investimenti importanti e potenzialmente proficui.