Il lancio ufficiale dei modelli OpenAI GPT-5.6, presentati a fine giugno, si terrà il 13 luglio 2026. Il ritardo iniziale fu causato da pressioni del governo Usa, che limitò la distribuzione a partner selezionati. Il ministero del Commercio statunitense autorizzò il lancio dopo ulteriori test effettuati dal Center for AI Standards and Innovation, come riferisce Axios.

OpenAI aveva espresso forti critiche verso questa restrizione, sostenendo che teneva i migliori strumenti lontani da sviluppatori e aziende. Tuttavia, gli standard concreti per il rilascio di modelli di intelligenza artificiale, come quelli previsti dagli ultimi decreti del presidente Trump, sono ancora in attesa di definizione.

Negli benchmark, OpenAI sottolinea che i suoi modelli GPT-5.6 battonoAnthropic Claude Mythos 5 in diversi test, soprattutto in termini di coding. Nel test Terminal-Bench 2.1, Sol raggiunge l’88,8 per cento, Sol Ultra l’81,9 per cento e Claude Mythos 5 l’88 per cento.

Nel campo della cybersecurity, Sol fornisce risultati paragonabili a Mythos 5, ma usando solo un terzo dei token richiesti, rendendolo economicamente più vantaggioso. I costi per milioni di token sono di 5 dollari per il testo in ingresso e 30 dollari per il testo in uscita. In confronto, Fable 5 costa 10 e 50 dollari per milioni di token per testo in entrata e uscita, rispettivamente, e probabilmente utilizza anche più token.

Risultati in benchmark

Nel benchmark di coding Terminal-Bench 2.1, GPT-5.6 Sol Ultra si piazza in testa con 91,9 per cento, seguito da Claude Mythos 5 con 88 per cento e Google Gemini 3.1 Pro Preview che si ferma a 70,7 per cento.

Sebbene OpenAI non abbia fornito dettagli su eventuali nuove funzionalità di sicurezza o personalizzazione, i nuovi modelli fanno parte del più largo sforzo dell'azienda di rimettersi in gioco in un settore dove la competizione è sempre più feroce. Il governo Usa, per sua parte, è intervenuto come un attore chiave nello scenario regolatorio, spingendo per ulteriori verifiche.

Apertura al mercato e critiche

L'azienda ha chiarito che il ritardo non è stato accolto positivamente. OpenAI ha espresso preoccupazione per il fatto che l’interruzione del lancio generale potesse danneggiare l’innovazione. Secondo i responsabili, il modello GPT-5.6 potrebbe offrire una notevole differenza tecnologica rispetto ai modelli esistenti, permettendo ad aziende di ogni settore di automatizzare processi tecnici complessi.

Il ritorno del governo Usa su questioni di controllo dei grandi modelli, soprattutto dopo l'avvento di Trump e della sua legislazione per l’intelligenza artificiale, ha reso il settore più cauto nell’implementare nuove tecnologie all’esterno di test ristretti.

Nonostante i ritardi, ieri mattina, OpenAI ha iniziato le prime distribuzioni a partner selezionati negli Usa e in Europa e si aspetta una risposta positiva da parte di utenti industriali, ricercatori e sviluppatori interessati a sperimentare le nuove capacità di intelligenza artificiale.