Introduzione alla verifica dell’identità su Claude

Ecco perché Anthropic sta introducendo un requisito nuovo per l’utilizzo di Claude. Dall’8 luglio entrerà in vigore una politica aziendale che permetterà all’azienda di richiedere ai suoi utenti di verificare la propria identità. A differenza di altre compagnie, Anthropic non ha specificato in quale circostanza questa richiesta potrà avvenire, ma ha spiegato chiaramente che potrebbe interessare un numero ristretto di account. Questi saranno quelli che sono stati segnalati, ma non bannati. La mossa non è legata al rilascio di nuove funzionalità come Fable o Mythos, come ha chiarito Thariq Shihipar di Anthropic su X.

Obiettivi della verifica dell’identità

L’introduzione di un documento d’identità come strumento della verifica può avere molteplici motivazioni. Anthropic prevede di utilizzarlo per garantire la conformità ai termini di servizio, prevenire frodi, abusi e condotte illegali, come sostenuto in una dichiarazione ufficiale. L’azienda gestisce decine di milioni di utenti mensili, ma non ha ancora rivelato quanti di questi potrebbero essere interessati dal nuovo meccanismo di verifica.

Il ruolo di Persona nella verifica

Al centro di questa operazione c'è Persona, la società di San Francisco incaricata da Anthropic per la verifica dell’identità. È essa a conservare i documenti degli utenti sui propri server, anche se non è chiaro per quanto tempo. Persona è finanziata da Founders Fund, una società di investimento che ha tra i suoi fondatori Peter Thiel, noto per il suo sostegno al presidente Trump e per i suoi investimenti anche in Anthropic. Questo collegamento ha sollevato numerose polemiche, considerando la capacità di Persona di ricevere richieste governative per l’accesso ai dati degli utenti.

Il rapporto tra Anthropic e la Casa Bianca

Il periodo in cui Anthropic introduce questa verifica dell’identità non è certo casuale. L'azienda si trova in una posizione delicata con la Casa Bianca: poco tempo fa, l’amministrazione Trump ha obbligato Anthropic a togliere dal mercato due dei suoi modelli AI, Fable 5 e Mythos 5. Questo accadeva a causa di presunte preoccupazioni per la sicurezza nazionale.

Mesi prima, il Dipartimento della Difesa aveva etichettato Anthropic come una “fonte di rischio per la catena di approvvigionamento”, in risposta al rifiuto dell’azienda di fornire accesso alla sua tecnologia per strumenti legati alla sorveglianza di massa e armi autonome.

La motivazione politica e la privacy

Richiedere agli utenti documenti d’identità e un selfie per la geometria facciale potrebbe essere interpretato come una risposta diretta alle pressioni da parte del governo. Nonostante Anthropic affermi che la verifica dell’identità non è legata a questi fatti, il timing suggerisce il contrario. Inoltre, il portavoce non ha chiarito quando questi dati vengono realmente cancellati da Persona, alimentando preoccupazioni sulla gestione dei dati degli utenti.

Le reazioni dell’utenza

Anche prima di questa iniziativa, Persona era tra i soggetti di interesse per le discussioni sull’identità digitale. All’inizio dell’anno, una grande azienda online aveva inizialmente adottato la piattaforma per controllare l’età degli utenti, ma aveva dovuto interrompere il rapporto per le proteste dei propri utenti. L’esempio conferma che non è raro che aziende e comunità si confrontino su questioni riguardanti la privacy, la verifica d’identità e le potenziali incursioni governative.

Conclusioni

Sembrerebbe che Anthropic abbia lanciato questa verifica d’identità non tanto come una scelta autarchica, ma come un mezzo per conformarsi a pressioni esterne. Mentre l’azienda continua a sviluppare nuove tecnologie, l’individuazione e registrazione dell’identità degli utenti si configurano come elementi strategici, soprattutto per fronteggiare le richieste di maggiore sicurezza e di controllo espressi dal governo. Tuttavia, per gli utenti, questa pratica alimenta dibattiti e preoccupazioni su privacy e trasparenza che non sembreranno affatto superflue.