Nel rapporto più recente, The State of the AI Economy, pubblicato da Exponential View, si legge che l’intelligenza artificiale generativa ha accumulato ricavi per circa 110 miliardi di dollari nell’ultimo anno. Questi dati rappresentano una crescita straordinariamente rapida, che va al di là dei cicli tecnologici precedenti come i smartphone o Internet. Gli esperti si aspettano che questa figura cresca a oltre 175 miliardi di dollari in un anno, escludendo la Cina e evitando di duplicare stime lungo la catena di valore.
Il report, intitolato The State of the AI Economy 2026, presentato il 25 giugno 2026, utilizza un modello proprietario di calcolo dei ricavi deduplicati per fornire una visione più chiara e accurata del mercato, spesso complesso e confuso a causa del numero molto elevato di prodotti e servizi coinvolti.
Ricavi deduplicati: chi è davvero coinvolto?
Exponential View ha scelto un approccio metodologico che considera la spesa effettiva del cliente finale, attribuendo il valore a vari livelli della catena della filiera, ma non sovrappone le stesse spese più volte. Ad esempio, un abbonamento o una chiamata ad un’applicazione basata sull’intelligenza artificiale può generare incassi per un’app, un laboratorio di modelli e un fornitore di hosting. Ma, come spiega il rapporto, la somma totale non deve essere considerata raddoppiando o triplicando la stessa spesa.
Applicazioni, modelli e infrastruttura
Nel rapporto sono inclusi applicazioni, modelli fondazionali e infrastrutture per il hosting, mentre esclude chips, l’effetto dell’AI sull’advertising, le funzioni di AI nei software esistenti e i finanziamenti esterni. Questo approccio ristretto, anche se fornisce una visione non completa del mercato, aiuta a capire quanto valore reale venga generato da clienti effettivi.
Un’accelerazione tecnologica senza precedenti
Secondo il report, l’ondata di crescita dell'intelligenza artificiale si differenzia per velocità rispetto a grandi transizioni digitali del passato. I ricavi dell’AI crescono circa tre volte più velocemente di quelle precedenti. Questo ha implicazioni dirette per gli aspetti economici come la previsione della domanda, il ritorno sugli investimenti, e i tempi necessari per rimborsare gli investimenti tecnologici.
Diminuendo le aspettative economiche
Pur in crescita, il mercato dell’AI rappresenta una percentuale limitata dell’economia globale. Secondo le stime del rapporto, i ricavi AI, escludendo la Cina, sono circa lo 0,42% del prodotto interno lordo (PIL) degli Stati Uniti. In confronto, il settore tecnologico ne rappresenta il 9,4%. Se consideriamo i profitti, le discrepanze sono ancora più vaste: i profitti aziendali sono stimati essere 32 volte più grandi dei ricavi attuali delle tecnologie generative.
Questo divario aiuta a comprendere meglio il mercato, che pur nella sua velocità di espansione, rimane in una fase iniziale nel contesto macroeconomico. Secondo il report, i ricavi AI rispetto al PIL sono aumentati di tre volte tra il primo trimestre 2025 e il 2026 e di dieci volte rispetto al 2024.
La distribuzione del valore: un punto critico
La parte più sensibile dell’economia dell’AI non è tanto il fatturato quanto la capacità di generare margini sufficienti a coprire i costi fissi. Gli iper-scalers e i nuovi player cloud potrebbero raggiungere un investimento cumulativo di 2.000 miliardi di dollari entro il 2026, che include proprietà, impianti, attrezzature ed esternalizzazione. Queste stime non corrispondono interamente a investimenti specifici sull’intelligenza artificiale, ma comprendono anche cloud tradizionale, logistica, metaverso e software come un servizio.
Sebbene questa distinzione sia essenziale, essa non annulla l’importanza crescente dell’intelligenza artificiale generativa nel guidare le spese in data center, strumenti, rete e richieste di energia.
Ricavi, spese e bilancio
Il report fornisce un’analisi chiara sul punto di equilibrio parziale. I ricavi trimestrali dell’intelligenza artificiale hanno superato per la prima volta la deprezzazione trimestrale dei costi capitali nel quarto trimestre del 2025. Questo indica che i prodotti dell’AI sono in grado di coprire i costi attuali, ma non il debito complessivo accumulato finora né i margini sufficienti a sostenere la crescita futura.
La domanda chiave
Il settore deve farsi una domanda cruciale: le riduzioni unitarie nei costi dell’AI saranno sufficienti a generare volume e profitto per sostenere le costruzioni in corso? La risposta richiede tre fattori: crescita della domanda pagante, maggiore efficienza nei modelli e modelli commerciali che collegano l’uso dell’AI a risultati misurabili.
La relazione tra prezzo e consumo
I prezzi dei token rilevati nell’analisi evidenziano come l'aumento della quantità consumata segua una riduzione costante del prezzo. Il rapporto spiega che ad ogni taglio del prezzo del 10%, corrisponde una crescita tra il 12% e l’18% nel numero di token utilizzati. Questa relazione, tuttavia, va interpretata con cautela, poiché non cattura fedelmente l’effetto puro del prezzo sul consumo.
Dal token all’output
Il token rappresenta un’unità di consumo, ma non ne riflette né la produttività né l’accuratezza. Per questo motivo, il rapporto richiama un’analogia con il modello di pay-per-click dell’advertising online. Per fare in modo che i token si trasformino in indicatori economici verificabili, le aziende devono collegarli a processi produttivi, progetti reali e risultati che abbiano un impatto economico misurabile.
Il futuro dell’AI Economy
Sempre più aziende stanno sperimentando l’AI ma non l’hanno ancora integrata in modo esteso nei loro processi aziendali. Uber, ad esempio, ha sperimentato un’incidenza bassissima sui propri conti, nonostante il budget previsto per l’AI. Questo suggerisce che il mercato si trovi ancora nella fase iniziale di adozione.
Il rapporto conclude che l’unica strada verso una crescita sostenibile del mercato AI è garantire una domanda pagante sufficiente, modelli commerciali efficaci e una riduzione costante del costo unitario per aumentare i volumi produttivi. Senza queste basi, la capacità economica dell’AI rimarrà ancora debole nonostante la sua rapida espansione.