Un falso mito è ormai confutato grazie a un rapporto commissionato dall’ufficio scientifico del Bundestag: le istituzioni pubbliche tedesche non hanno alcun ostacolo legale nel richiedere software open source (OSS) nei bandi di gara. Secondo gli esperti legali che hanno redatto il rapporto, questa pratica non solo non viola le norme di concorrenza, ma in alcuni contesti può addirittura essere obbligata per motivi economici e tecnologici.
Fino ad oggi, si è sostenuta l’idea che imporre il software open source possa discriminare gli sviluppatori proprietari e quindi violare i principi di neutralità nel bando. Ma il rapporto spiega in dettaglio come una simile richiesta non solo sia lecita, ma anche strategica per garantire sicurezza, flessibilità e risparmi a lungo termine.
Le condizioni giuridiche
Il diritto di gara si divide in due aree principali: il diritto comunitario di concorrenza e il diritto nazionale di gestione del bilancio. Sopra certe soglie, il principio di neutralità del prodotto deve essere rispettato. Tuttavia, i giuristi del Bundestag sottolineano che esistano eccezioni precise. Se per esempio l'interoperabilità con i sistemi esistenti, la sicurezza IT o la strategia di sviluppo interno giustificano tale richiesta, non c’è alcun ostacolo legale.
In questi casi, il bando dovrà comunque includere l’espressione “o parimenti efficace” per garantire apertura al confronto. Solo se l’amministrazione riconosce l’impossibilità di esistenza di una alternativa proprietaria, essa può limitarsi a soluzione open source. In ogni caso, la responsabilità di dimostrare la fondatezza di questa limitazione spetta all’amministrazione.
Il dibattito europeo sul Vendor-Lock-In
Il rapporto menziona specificamente una sentenza recente del Court of Justice of the European Union (CJEU), del gennaio 2025. Gli uffici di Lussemburgo hanno vietato praticamente la pratica del "vendor lock-in", ossia l’assoluta dipendenza rispetto a un unico fornitore. Fino ad oggi, molte amministrazioni pubbliche tedesche assegnavano automaticamente i contratti di manutenzione e di aggiornamento al produttore originale a causa del diritto esclusivo sugli aggiornamenti.
Secondo la Corte Europea, questa pratica crea una situazione artificiosa di monopolio, che non può essere legittimata in assenza di concorrenza. Il CJEU ha quindi ribadito che le amministrazioni debbano agire con previdenza fin dal primo contratto, evitando di creare blocchi di mercato, soprattutto nei settori ICT.
Open Source e economia nel limite d’asta
Sotto la soglia europea, i principi finanziari giocano un ruolo significativo: l’economia e la razionalità economica guadagnano terreno. Il software open source, grazie alla mancanza di licenze costose e al ridotto costo di migrazione, spesso si rivela economicamente più vantaggioso. Questo principio, se congiunto a una situazione tecnica matura, potrebbe richiedere esplicitamente di includere soluzioni OSS nei bandi.
In Germania, alcuni Länder sono stati pionieri su questa tematica. Ad esempio, in Thüringen è ormai legge la priorità del software open source negli appalti informatici, a prescindere che siano tecnicamente fattibili. A livello federale, invece, manca ancora una legge di stampo simile.
Vantaggi Open Source per lo Stato
- Controllo maggiore sull'implementazione con accesso completo al codice sorgente, riducendo l’insicurezza.
- Indipendenza dal singolo produttore grazie alla possibilità di modificare, personalizzare o migrare in qualsiasi momento.
- Costi gestionali più bassi a lungo termine attraverso la riduzione delle spese di manutenzione e di licezio.
- Concorrenza e flessibilità che possono essere ampliate per mezzo di una programmazione strategica.
La posizione dell’Open Source Business Alliance (OSBA)
L’OSBA ha accolto positivamente il documento del Bundestag, sostenendo che chiarisca definitivamente un clima d’incertezza che persiste da tempo nel settore pubblico. Secondo l’Associazione, l’OSS è uno strumento efficace per raggiungere un digitale più indipendente e decentralizzato. Inoltre, grazie al recente riconoscimento della Corte Europea, le amministrazioni sono incoraggiate a integrare OSS come strategia di gestione rischio e risparmio.
Conclusioni
Questo rapporto non è solo un chiarimento per gli uffici pubblici, ma un importante strumento per spingere il settore verso una gestione più strategica del digitale. Il passo verso l’adozione di software open source da parte delle istituzioni non è obbligatorio, ma in molti casi è legittimo, vantaggioso e spesso perfino necessario. Ciò che manca ora è una volontà politica concreta per integrare tali strategie a livello federale.