I decenni di investimento di milioni di euro nel costruire marchi potrebbero non avere più lo stesso impatto in un mercato digitalizzato, in cui il consumo automatico guidato dall’Intelligenza Artificiale determina nuovi scenari. Secondo Stefan Wenzel, esperto nel settore e autore, i cosiddetti agenti KI non tengono in considerazione i loghi, bensì si affidano ai dati e alla precisione delle informazioni. Per rimanere rilevanti online, i venditori devono preparare i propri dati in maniera mirata.
Gli agenti KI non vedono un marchio
Nel commercio elettronico, molte aziende hanno cercato di distinguersi grazie al valore dell'immagine del proprio marchio. Tuttavia, come spiega Wenzel, il futuro non sarà più guidato da questo fattore. “Un sistema non chiede il logo,” ha affermato. Questo concetto, noto come Agentic Commerce, prevede l’utilizzo di agenti KI per compiere acquisti autonomamente per conto dei consumatori. Al momento questa pratica è già in atto in modo limitato, ma potrebbe diventare centrale nel mercato del futuro.
Piattaforme leader come Amazon stanno già sperimentando con questa tecnologia. In America, Amazon ha lanciato Alexa for Shopping, uno dei primi esempi concreti di Agentic Commerce. Negli Stati Uniti, l’assistente vocale non solo aiuta a selezionare i prodotti in base alle recensioni ma effettua addirittura acquisti in negozi esterni, qualora l’elemento desiderato non fosse presente nel catalogo Amazon.
La funzionalità „Buy for me“ di Amazon
Un esempio concreto di Agentic Commerce è „Buy for me“, una funzione di Amazon che permette agli utenti di acquistare prodotti senza doversi interfacce. Una volta che il sistema conosce le informazioni di pagamento e la spedizione, i KI-agenti possono effettuare autonomamente gli ordini.
Altro esempio è „Shop Direct“, un nuovo test condotto negli Stati Uniti. In questo caso, Amazon include articoli di venditori esterni nel proprio negozio online, sfruttando dati tratti da Internet. Questo ha sollevato polemiche: alcuni commercianti hanno portato in giudizio l'azienda, accusandola di violare il copyright, mentre altri considerano tale pratica un'opportunità per un maggiore riconoscimento senza costi.
Agentic Commerce richiede trasparenza dei dati
Per adattarsi a questa trasformazione, i venditori devono strutturare i propri dati in maniera ottimizzata per i sistemi KI. Wenzel spiega che la chiave è la qualità delle informazioni: titoli, descrizioni dettagliate, dettaglio prodotto e recensioni devono essere chiari, coerenti e accessibili. “I sistemi KI non si fidano del branding, ma dei dati ben organizzati,” dice. Questo approccio riduce la dipendenza dalla forza visiva del logo, concentrando l’attenzione sull’utilità intrinseca del prodotto.
Le sfide del nuovo modello
Nonostante i vantaggi, l’Agentic Commerce non è senza ostacoli. L’uso di algoritmi comporta criticità in termini di privacy e trasparenza. I consumatori potrebbero sentirsi meno controllati e preoccupati per la sicurezza dei propri dati, mentre i mercati tradizionali dovranno adattarsi al nuovo paradigma.
- Concorrenza tra agenti KI
- Rischi di frode online
- Problemi legali legati al trasferimento di informazioni
- Costi tecnologici per adattamento del sistema
Le strategie future
Per prepararsi a questa transizione, il suggerimento di Wenzel è chiaro: costruire un modello basato sulla chiarezza e la trasparenza.
- Fornire dati completi ai KI-systems
- Investire in dati di alta qualità come base per l’analisi
- Creare collaborazioni con le grandi piattaforme per garantire maggiore visibilità
- Promuovere la fiducia tra i consumatori attraverso un'esperienza positiva e coerente
L’Agentic Commerce si sta trasformando in una tendenza inevitabile. Chi non si adatta alla velocità di questo cambiamento rischia non solo di restare fuori dal gioco, ma di perderne completamente la leadership nel mercato online.