Alcuni deputati francesi hanno recentemente avanzato l’idea di un contributo finanziario obbligatorio da parte delle principali aziende di intelligenza artificiale al fine di compensare gli autori il cui lavoro è stato utilizzato per addestrare i modelli IA attualmente più diffusi, come ChatGPT, Gemini e Mistral. L’obiettivo principale di questa misura è garantire una forma di sostentamento economico per i creatori in un contesto in cui l’uso di contenuti protetti da diritto d’autore da parte dell’IA genera una significativa asimmetria tra giganti tecnologici e artisti.

Una tassa obbligatoria per le aziende di intelligenza artificiale

Secondo un rapporto redatto dal parlamento francese e condotto dalla deputata del gruppo Renaissance Céline Calvez, sono state presentate 26 raccomandazioni. Tra queste, la proposta più importante prevede l’introduzione di una tassa obbligatoriamente applicata alle aziende IA che raggiungano un certo livello di fatturato in Francia, pur con parametri non ancora definiti.

Il finanziamento ottenuto attraverso questa tassa sarebbe direttamente destinato agli autori e utilizzato per sostenere programmi di interesse pubblico incentrati sul sostegno alla creatività artistica. Inoltre, si cercherebbe di alleggerire l’impatto economico derivante da possibili sostituzioni di lavoro causate dall’automazione.

È importante sottolineare che la contribuzione non intende autorizzare l’uso di opere protette né conferire alcun immunity rispetto alle azioni legali. L’obbligo posto sulle aziende di settore di negoziare licenze con i rispettivi titolari del diritto d’autore rimarrà invariato.

Verso un riequilibrio tra giganti tech e creatori

L’attuale sistema, come rileva il rapporto, mette gli autori in una posizione di svantaggio estremo rispetto alle grandi entità tecnologiche che utilizzano i loro contenuti. Per questo motivo, il documento propone la creazione di un registro europeo delle clausole di rifiuto, detto "opt-out", che permetterà agli autori di indicare chiaramente se desiderano o meno che le loro opere vengano utilizzate per addestrare modelli di intelligenza artificiale.

La deputata Céline Calvez, esponente del centrodestra francese, ha sottolineato che, in assenza di tali garanzie, la Francia rischia di mettere a rischio non solo una “branca” ma la “radice stessa” dell’industria culturale e creativa. In termini economici, questo settore rappresenta circa 100 miliardi di euro di entrate annue.

Un dibattito acceso

Nonostante l’imponente dibattito che accompagna questa iniziativa, ci si aspetta forti resistenze da parte del settore dell'intelligenza artificiale, che potrebbe ribattere a questa tassa come un ostacolo al libero sviluppo tecnologico. Tuttavia, gli sostenitori della misura sottolineano che l'unione di tale imposta con incentivi per l’esecuzione di accordi di licenza potrebbe spingere i giganti dell’IA a una maggiore collaborazione e a sperimentare meno comportamenti di "mala fede" da parte delle aziende.

La Francia, possibile luogo d’esempio per l’Europa

In conclusione, se il piano andrà a buon fine, la Francia potrebbe diventare un modello per l’intera Europa su come conciliare l’avanzamento tecnologico e la salvaguardia del diritto d’autore. Questa mossa, infatti, potrebbe rappresentare un precedente significativo per l’Unione Europea che cerca di bilanciare i diritti degli autori e l’innovazione tecnologica.