Apple ha citato in giudizio OpenAI per un presunto furto di segreti industriali riguardanti i suoi prodotti hardware. L’azienda accusa la società di Sam Altman di aver orchestrato una campagna sistematica mirata a ottenere informazioni riservate, avvalendosi dei servizi di due ex dipendenti ora chiave nella divisione hardware di OpenAI. La causa è stata depositata presso il Distretto settentrionale della California e, oltre a chiedere la restituzione dei materiali sottratti, punta a ottenere un risarcimento danni.
Due nomi al centro dell’indagine
I due nomi al centro dell’indagine sono Tang Yew Tan e Chang Liu. Tan ha trascorso 24 anni in Apple, ricoprendo il ruolo di vicepresidente per iPhone e Apple Watch, e ha lasciato l’azienda nel febbraio 2024 per cofondare io Products insieme a Jony Ive. Liu invece era un senior engineer e ha lavorato presso Apple per otto anni, passando alla divisione hardware di OpenAI nel gennaio 2026. Oltre a loro due, nell’atto vengono coinvolti anche la OpenAI Foundation, la OpenAI Group PBC e io Products — acquisita da OpenAI nel 2025 per circa 6,5 miliardi di dollari.
Le accuse dettagliate
Apple presenta accuse precise e articolate. Liu ha sfruttato un bug di autenticazione per accedere alla rete interna dell’azienda dopo l’addio, scaricando file riservati che includevano presentazioni tecniche, schemi ingegneristici e dati non ancora rilasciati. Tra i materiali rubati sarebbero anche componenti hardware non ancora annunciati. Il laptop aziendale di Liu non è mai stato restituito. Inoltre, in un messaggio a un ex collega, ha scherzato sull’argomento dicendo “LOL, ho scoperto di poter accedere allo storage. Così divertente.”
Per sua parte, Yew Tan è accusato di aver usato codici interni segreti durante colloqui di selezione di OpenAI, incoraggiando i candidati — che erano ancora impiegati in Apple — a consegnare fisicamente componenti hardware Apple come materiale per una sessione di “show and tell”. La causa sostiene inoltre che OpenAI abbia coinvolto un fornitore affidato di Apple per dimostrare una tecnica proprietaria di finitura metallica, facendo credere al partner che l’azienda di Cupertino fosse a conoscenza dell’operazione.
La causa del contesto: fuga di talenti
L’accusa di Apple è inserita in un contesto più ampio: una significativa fuga di talenti. L’azienda afferma che oltre 400 ex suoi dipendenti lavorano oggi per OpenAI. Sebbene il numero non appaia insolito, Apple si preoccupa per il modo in cui i trasferimenti sono avvenuti. L’azienda aveva già scritto a OpenAI nel febbraio 2026 per esprimere i propri sospetti e richiedere un’indagine formale, ma non ha ricevuto risposta. La rottura tra i due gruppi è avvenuta gradualmente: il loro accordo del 2024, che aveva portato ChatGPT in Siri, si è sfilacciato man mano che Apple ha annunciato di voler passare a Google Gemini per il supporto ai propri modelli intelligenti.
Contemporaneamente, OpenAI ha accelerato i piani per la realizzazione di un proprio dispositivo consumer — indiscretamente descritto come uno smartphone da lanciare nel 2028 — sfruttando il know-how tecnologico acquisito grazie all’ingresso dei progettisti di Apple. Per Apple è una ferita duplice: da un lato perdere talenti e know-how, e dall’altro dover assistere all’uso di quelle stesse risorse per sfidare direttamente la sua posizione di leadership nel mercato degli smartphone.
Richieste legali e implicazioni
Apple richiede un’ingiunzione preliminare per vietare l’uso dei segreti industriali sottratti, la restituzione di tutti i materiali e un risarcimento danni. Se la corte dovesse accogliere queste richieste, la divisione hardware di OpenAI potrebbe subire ritardi, dover riprogettare prodotti interi e fronteggiare ostacoli con i fornitori. Per rispondere a tali accuse, OpenAI ha espresso una posizione formale sostenendo di non essere interessata a segreti industriali altrui.
Contesto strategico e futuri sviluppi
La causa si inserisce in un momento delicato per OpenAI, che ha iniziato i preparativi per un’eventuale quotazione in borsa, nel contesto di una crescente competizione da parte di aziende come Anthropic e Google. Per Apple, invece, la questione è anche una questione di principio: l’azienda ha costruito la propria identità sulla capacità di mantenere segreti e innovare in silenzio per anni. Vedere questa strategia usata per costruire un concorrente diretto rappresenta una ferita non solo economica, ma anche simbolica.