Per chi utilizza WhatsApp, c’è una novità importante: l’intelligenza artificiale ChatGPT, sviluppata da OpenAI, è nuovamente accessibile tramite la popolare applicazione di messaggistica. Questo cambio di rotta è avvenuto a seguito di un intervento d’urgenza avviato dalla Commissione Europea, che ha ritenuto Meta, proprietario di WhatsApp, responsabile di un’ingerenza non giustificata nel mercato e nell’accesso ai servizi di intelligenza artificiale di terzi. La decisione ha portato alla riapertura della piattaforma ai servizi di ChatGPT.

Circa sei mesi fa, Meta aveva bloccato l’accesso diretto ai bot di chat di aziende esterne, compreso ChatGPT. Solo Meta AI, la propria intelligenza artificiale, era stata autorizzata ad essere integrata nel messenger. La mossa aveva suscitato una vasta reazione, tanto che la Commissione Europea aveva introdotto una sentenza d’urgenza nel giugno 2026, obbligando la società a ripristinare l’accesso a terzi, come stabilito di recente tramite informazioni da Focus Online e T-Online.

WhatsApp, che in Germania è utilizzato quotidianamente da circa 60 milioni di persone, è diventato un canale importante per accedere all’intelligenza artificiale. Secondo OpenAI, in tutto il mondo circa 50 milioni di persone utilizzavano la funzione per comunicare con ChatGPT prima del blocco. Questo scenario mostra quanto la piattaforma sia cruciale per l’accesso a nuove tecnologie di comunicazione.

Ora gli utenti possono facilmente comunicare con ChatGPT salvando il numero +1-800-242-8478 nel loro registro di contatti WhatsApp. Una volta che il contatto è aggiunto, è possibile inviare messaggi di testo e immagini all’intelligenza artificiale. Anche se non è richiesto un profilo separato, l’accesso a una versione premium di ChatGPT è possibile unendo l’accesso a un account esistente, con un limite più alto di utilizzo. L’abilitazione, però, viene data in base alla prefissazione del cellulare legato a WhatsApp, con una distribuzione per paese.

Tuttavia, OpenAI fa notare che ci sono dei rischi per gli utenti: tutte le conversazioni vengono salvate all’interno del sistema e associate al numero di WhatsApp utilizzato. Per garantire la sicurezza e prevenire potenziali abusi, alcune conversazioni potrebbero essere analizzate per un breve periodo. Gli utenti vengono quindi invitati a non condividere informazioni sensibili, come password o dati sanitari, durante le interazioni.

Meta non ha accettato con favore questa decisione. La compagnia intende appellarla e, contemporaneamente, considera l’idea di un ricorso legale. L’autorevolezza della decisione della Commissione Europea, comunque, si mantiene fino al completamento del caso nell’ambito del cartello d’influenza. Se Meta viola i termini del mercato, potrebbe dover pagare una multa di fino al 10 per cento del suo fatturato globale annuale.

L’evento dimostra anche quanto le normative di mercato possano influenzare il settore tecnologico, e in particolare l'integrazione di servizi di intelligenza artificiale all’interno di una piattaforma così diffusa come WhatsApp. Per aziende che usano già i tool di intelligenza artificiale nei loro servizi di messaggistica, è aumentata la responsabilità di gestire sia le richieste tecnologiche che quelle legali.