Il Consiglio e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio sul Digital Omnibus, con modifiche mirate all’AI Act. Nuove scadenze per i sistemi ad alto rischio, obblighi rinviati, una pratica vietata aggiuntiva e dubbi sul rischio di semplificazione normativa sistematica sono solo alcuni dei punti principali dell'accordo.

Il punto di partenza è dello scorso 19 novembre, quando la Commissione europea ha presentato due proposte di regolamento finalizzate a semplificare e razionalizzare le norme comunitarie in materia di dati, intelligenza artificiale e cybersicurezza. La prima proponeva modifiche al Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) e alla Direttiva ePrivacy (ma anche a Data Governance Act e Data Act). La seconda riguardava specificamente l’AI Act, con l’obiettivo di intervenire su una serie di istituti e meccanismi di applicazione della legge.

Quest’ultima è la proposta che ha visto la luce nel trilogo di giovedì scorso. Nel mezzo c’è stato il parere congiunto di European Data Protection Board e European Data Protection Supervisor del 20 gennaio 2026. Soprattutto, ci sono state la posizione del Consiglio (13 marzo 2026) e quella del Parlamento (26 marzo 2026), che hanno poi portato all’apporto dei negoziati tra le istituzioni europee.

Le principali modifiche dell'AI Act

Partendo dai profili di applicazione temporale dell’AI Act, sono state confermate le nuove scadenze per le regole sui sistemi di IA ad alto rischio, che diventeranno applicabili, a seconda del sistema considerato, dal 2 dicembre 2027 (invece che dal 2 agosto 2026) e dal 2 agosto 2028 (invece che dal 2 agosto 2027).

Sempre in termini di proroga dell’entrata in applicazione degli obblighi originariamente introdotti dal regolamento europeo sull’IA, ha trovato accoglimento anche lo slittamento dell’obbligo di watermarking per i sistemi a rischio limitato già immessi sul mercato, limitato però a tre mesi. L’obbligo, dunque, diventerà applicabile a partire dal 2 novembre 2026.

È stata inoltre confermata l’introduzione di una nuova pratica vietata: si tratta dei sistemi di IA per la generazione di contenuti sessuali o intimi non consensuali o di materiale pedopornografico. Un divieto aggiuntivo che, con tutta evidenza, recepisce nel testo di legge un fenomeno che negli ultimi anni ha registrato una preoccupante esplosione.

I punti di forza dell'accordo

Innanzitutto, dopo molte discussioni e altrettante previsioni, finalmente l’orizzonte temporale di applicazione del corpo centrale delle norme dell’AI Act – ovvero quelle dedicate ai sistemi ad alto rischio– si colora di certezza. Non si tratta in questo caso di discutere se la proroga sia stata effettivamente una misura positiva o negativa.

Deve essere inoltre accolta con favore la nuova pratica di intelligenza artificiale vietata introdotta dal Digital Omnibus che, come detto, intercetta un fenomeno pericoloso e che richiedeva con urgenza degli argini normativi. Naturalmente, ora partirà la partita dell’interpretazione e applicazione concreta della norma, che dovrà essere verificata sul campo della pratica e dell’operatività.

I rischi della semplificazione normativa

Modificare un quadro normativo in vigore – a maggior ragione quando ciò si verifica a pochissimo tempo dalla sua approvazione e pendenti ancora i termini per l’effettiva applicazione – è un’operazione delicata e potenzialmente foriera di amplificare fenomeni di incertezza normativa e sfiducia verso il valore competitivo delle regole.

Questo naturalmente non significa considerare le norme come dei manufatti sacri e intoccabili. Le regole, infatti, devono poter evolvere con l’evolversi dei fenomeni che regolamentano. E tuttavia, ogni intervento che modifica, più o meno radicalmente, regole e processi già acquisiti dovrebbe essere valutato con grande attenzione e sottoposto a criteri di proporzionalità ed eccezionalità.

Occorrerà del tempo per saggiare gli effettivi impatti dell’accordo provvisorio sul Digital Omnibus e valutare se le scelte operate saranno in grado di bilanciare le esigenze di semplificazione e di garanzia della sicurezza e della competitività del mercato.

    • Le nuove scadenze per i sistemi ad alto rischio
    • Gli obblighi rinviati
    • La pratica vietata aggiuntiva

In conclusione, l'accordo provvisorio sul Digital Omnibus rappresenta un passo importante verso la semplificazione dell'AI Act, ma richiede anche una riflessione più alta e di carattere sistemico sulle implicazioni di tale intervento.