Campagna di disinformazione ai Mondiali: quando lo sport diventa bersaglio

Un sito clone di Eurosport ha recentemente ospitato un articolo e un video con voce finta che attribuisce a Kylian Mbappé un falso servizio di contenuto accusatorio nei confronti del presidente Emmanuel Macron. Questo falso caso, ricostruito da fonti come NewsGuard, AFP, Euronews e il gruppo open source Gnida Project, illustra le tecnologie sofisticate utilizzate da entità russe per diffondere notizie false durante grandi eventi sportivi come i Mondiali.

Un sito clonato e un contenuto costruito per diventare virale

Nel giugno scorso, il sito euro-sport.fr, con design quasi identico a quello del legittimo Eurosport, ha pubblicato un articolo con informazioni false in cui si affermava che Mbappé accusasse Macron di molestie sessuali. L’articolo fu successivamente condiviso da un account su X, @ROYALMRBADNEWS, accompagnato da un video con voce sintetica che riproduceva quella del calciatore francese. La voce afferma che Macron avrebbe comportamenti sessuali inappropriati, e che questo sarebbe il motivo del suo addio al PSG nel 2024.

Falsi rilevati: tecnica di typosquatting e deepfake riconoscibile

I primi indizi del carattere falsificato dell’articolo si manifestano immediatamente. Il sito euro-sport.fr fu registrato soltanto pochi giorni prima dell’apparizione dell’articolo, una tecnica ben nota chiamata typosquatting. Un errore nella pronuncia di “PSG” da parte della voce sintetica, pronunciato come “PCG,” indica un chiaro uso di tecnologia AI non perfettamente addestrata. Inoltre, l’audio fu analizzato e ritenuto falso con una probabilità del 91%.

Una rete di disinformazione attivata per diffondere narrazioni ostili

Gli esperti attribuiscono l’iniziativa a una rete informale russa conosciuta come Storm-1516. Questa organizzazione, come spiega il Gnida Project, mira a minare la credibilità di Macron per la sua posizione a favore dell’Ucraina. Il collegato a questa rete, come ricostruito da NewsGuard, Reuters e Washington Post, avrebbe legami con l'ex vicesceriffo americano John Mark Dougan, adesso residente a Mosca.

L'operatività di Storm-1516

    • Le operazioni di disinformazione seguono un modello standard, chiamato “narrative laundering,” dove si usa un “whistleblower” o un'informazione “giornalisticamente” credibile per generare interesse;
    • una rete di testate false, spesso cloni di testate reali, prende parte alla diffusione;
    • successivamente, il contenuto può finire in circuiti mainstream, diluendo traccia del suo originale.

Operazioni diffuse su larga scala contro Macron

Il caso Mbappé non è un esempio isolato ma si inserisce in una serie di iniziative mirate contro Macron. Alcuni episodi significativi sono:

    • Febbraio 2024: un deepfake imita un notiziario di France 24 per diffondere una notizia falsa su un attentato ucraino;
    • Febbraio 2026: una campagna tenta di collegare Macron al caso Epstein con email contraffatte;
    • 2026 inoltra, la rete Matryoshka ha prodotto 57 video anti-Francia e -Germania rispetto ai 45 generati in tutta l’annata 2025.

Questo modello di operazioni mira a danneggiare una personalità politica vista come nemica di Russia tramite argomenti come corruzione, violenza o sicurezza nazionale, temi che riescono a generare condivisione istintiva sui social media.

Il momento strategico scelto per diffondere il falso: mondiali di calcio

La campagna si inserisce in concomitanza con l’apertura dei Mondiali di calcio 2026, evento mediatico globale con una stima di cinque milioni di spettatori negli stadi e miliardi sulle reti televisive. La Russia, esclusa dal torneo, sfrutta i Mondiali come canale per amplificare la disinformazione, utilizzando il traffico generato da appassionati, giornalisti ed esperti.

Mbappé, figura chiave nella diffusione

Lo stesso Mbappé, capocannoniere e testimonial per una rete enorme, è una scelta strategica per la diffusione della storia falsa. La sua notorietà garantisce visibilità istantanea, e la natura del contenuto – uno scoop sensazionale sull’argomento sesso e potere – spinge a condividere prima di verificare.

Gli strumenti tecnologici sempre più accessibili

I progressi tecnologici stanno facilitando la produzione di contenuti falsi. Clonare un sito web, creare un articolo e costruire un audio con voce sintetica può essere realizzato con minime tecnologie e risorse. La produzione di tali contenuti richiede oggi poco più che un modello linguistico e un software di sintesi vocale, disponibili a basso costo.

Ridurre la diffusione: strumenti di controllo e consapevolezza

Più enti di fact-checking hanno identificato segnali chiari ai utenti per riconoscere disinformazione:

    • Controllare il URL: assicurati che non contenga errori;
    • Se la notizia ti sembra straordinaria o sensazionale, verificala;
    • Chiediti se la fonte è attendibile;
    • Evita condivisioni rapide prima del controllo.

Un ambiente sempre più contaminato: i rischi per la società

E’ allarmante il fatto che le narrazioni di falsi vengano riprese a volte da chatbot, come documentato in un audit del marzo 2025 da NewsGuard. Ciò rischia di contaminare non solo individui ma interi sistemi di informazione che molte persone usano per ricevere informazioni.

La strada per combattere i contenuti falsi non è facile

La lotta alla disinformazione richiede una collaborazione tra enti di fact-checking, organi di stampa e autorità governative. Si tratta di un processo complesso e lungo, ma necessario per proteggere la democrazia e la veridicità delle informazioni in una società sempre più digitalizzata.