Nel corso della chiamata sugli utili del terzo trimestre, DoorDash ha fornito i primi dati concreti sull’impatto degli agenti di intelligenza artificiale (IA) nel suo ecosistema di ordinazioni. Secondo il CEO Tony Xu, le richieste provenienti da agenti terzi come Muse, Instinct e Fo ammontano a “qualche centinaio” di ordini, una cifra trascurabile rispetto ai circa 3 milioni di consegne completate ogni giorno secondo il report annuale 2025.

Il contesto attuale del commercio con agenti IA

Il dibattito pubblico suggerisce che gli assistenti vocalali e i chatbot possano presto sostituire le tradizionali app di food‑delivery. In realtà, i dati di DoorDash mostrano un panorama ancora molto limitato. Gli utenti continuano a preferire l’app proprietaria, dove l’interfaccia è ottimizzata per la personalizzazione, le promozioni e il tracciamento in tempo reale.

Xu ha sottolineato che “non si deve combattere la gravità”, ma è altrettanto importante non cadere in illusioni su un futuro imminente in cui gli agenti IA domineranno il mercato. “Oggi vediamo solo qualche centinaio di ordini totali da questi agenti di terze parti”, ha dichiarato, indicando la necessità di un approccio prudente ma curioso.

Motivi della scarsa adozione

    • Integrazione tecnica limitata: molte piattaforme di ristorazione non hanno ancora aperto le proprie API a agenti esterni, temendo violazioni della sicurezza o perdita di controllo sui dati.
    • Preferenza per l’esperienza visiva: i consumatori apprezzano le foto dei piatti, le recensioni e le offerte visuali disponibili solo nell’app.
    • Barriere di fiducia: gli utenti sono più cauti nell’affidare un ordine a un agente automatizzato, temendo errori di interpretazione o consegne errate.

Le iniziative di DoorDash nel campo degli agenti IA

Pur riconoscendo il ruolo ancora marginale degli agenti di terze parti, DoorDash ha lanciato una serie di proprie soluzioni per testare il potenziale dell’automazione. A partire da settembre è stato introdotto un agente testuale che permette di ordinare mediante messaggi di chat, seguito da un agente da riga di comando (CLI) lanciato a luglio, destinato principalmente a utenti avanzati e a clienti aziendali.

Il più recente sviluppo è Ask DoorDash, un chatbot basato su prompt testuali e riconoscimento di immagini, rilasciato a giugno. Questo strumento consente di inviare una foto del piatto desiderato o di descrivere una preferenza culinaria, ricevendo in pochi secondi suggerimenti di ristoranti e la possibilità di completare l’ordine senza aprire l’app tradizionale.

Progetti corporate e opportunità future

DoorDash ha anche introdotto un MCP (Marketplace Connector Platform) che permette alle aziende di integrare le proprie soluzioni di ordering con chatbot aziendali, facilitando ordini di gruppo e catering. Questa iniziativa punta a consolidare il ruolo di DoorDash come partner di backend per grandi clienti, sfruttando la scalabilità dell’IA senza dipendere dal front‑end consumer.

Nel medio‑termine, l’azienda sta valutando la possibilità di inserire spazi pubblicitari all’interno degli agenti di terze parti, creando nuove fonti di revenue e favorendo una “relazione sana” con i fornitori di tecnologie IA.

Il panorama competitivo: Amazon vs. Walmart

Il settore del retail online mostra approcci opposti verso gli agenti IA. Amazon ha adottato una politica restrittiva, bloccando l’accesso dei propri cataloghi a molti assistenti personali, con l’obiettivo di proteggere la propria infrastruttura di vendita e i dati dei clienti.

Al contrario, Walmart ha aperto le porte agli agenti, lanciando API pubbliche e incentivi per gli sviluppatori che desiderano integrare la sua piattaforma di e‑commerce. Questa strategia mira a catturare quote di mercato da concorrenti più chiusi, offrendo un terreno fertile per l’adozione di soluzioni IA di terze parti.

Implicazioni per DoorDash

    • Potenziali partnership con Walmart per estendere la consegna di prodotti alimentari non solo di ristoranti ma anche di generi alimentari.
    • Rischio di competizione con Amazon se quest’ultimo decidesse di aprire le proprie API in futuro.
    • Necessità di mantenere un equilibrio tra innovazione IA e protezione dell’esperienza utente tradizionale.

Prospettive e raccomandazioni per gli operatori

Per i ristoratori e i manager di piattaforme di delivery, la lezione chiave è di non sottovalutare l’impatto potenziale degli agenti IA, ma di adottare un approccio graduale. Si consiglia di:

    • Monitorare costantemente il volume di ordini provenienti da agenti esterni, confrontandolo con i dati dell’app tradizionale.
    • Testare internamente chatbot o agenti testuali per capire come l’automazione può migliorare l’efficienza operativa.
    • Sperimentare offerte esclusive per gli ordini effettuati tramite IA, incentivando gli utenti a provare nuovi canali.
    • Collaborare con fornitori di IA affidabili per garantire la sicurezza dei dati e la corretta interpretazione delle richieste.

In conclusione, DoorDash evidenzia come la realtà attuale degli ordini IA sia ancora in fase embrionale, ma con un potenziale di crescita significativo se le barriere tecniche e di fiducia saranno superate. L’azienda sembra pronta a guidare il cambiamento, sia attraverso soluzioni proprietarie che collaborazioni strategiche con l’ecosistema dei chatbot.