La Commissione Europea ha respinto chiaramente l’accusa formulata da Apple, secondo la quale il Digital Markets Act (DMA) impedirebbe l’introduzione di Siri AI in Europa. In una dichiarazione ufficiale, un portavoce dell’UE ha sottolineato che l’idea avanzata da Apple di posticipare di almeno 18 mesi le sue obbligazioni normative non è accettabile. Apple ha dichiarato di voler introdurre un cosiddetto “Trusted OS Agent”, una soluzione che permetterebbe l’esecuzione di sistemi KI nell’ambito dell’ecosistema iOS e iPadOS, ma mantenendoli in uno spazio protetto, per motivi di privacy.

Ai richieste di Apple, la Commissione risponde con fermezza

Secondo quanto riferito all’agenzia dpa, il portavoce della Commissione ha dichiarato che non esiste alcuna opzione per sospendere la normativa, poiché ciò significherebbe garantire la presenza di Siri AI come unico assistente KI disponibile per gli utenti iPhone. “Il diritto dell’UE non è negoziabile”, ha ribadito il rappresentante ufficiale. Apple, d’altra parte, ha affermato di utilizzare la tecnologia Gemini di Google per migliorare i propri modelli di intelligenza artificiale fondamentale, sottolineando però che né Apple né Google possono accedere ai dati degli utenti.

Apple: Lavoriamo in un sistema protetto

Il processamento delle informazioni avviene all'interno del sistema Apple Private Cloud Compute (PCC), il quale è stato recentemente ampliato con i chip Nvidia. Questo approccio, basato su criptazione, permette di rispettare rigorosi criteri di privacy. Apple ha definito il nuovo sistema come un modello di “assistente KI protetto”, che esegue le richieste degli utenti senza conservare alcun dato sensibile.

Le nuove normative e le critiche da parte di Apple

Secondo il Digital Markets Act, le aziende designate come “portatori di chiavi” devono garantire accesso paritario su ogni piattaforma ai servizi terzi, come per i loro stessi prodotti. Apple, con iPhone e iPad, sono stati inclusi tra questi soggetti. Per quanto riguarda i suoi altri sistemi operativi — macOS, watchOS, visionOS — non ci sono restrizioni simili, il che spiega perché Siri AI sarà lanciata in Europa su tali dispositivi direttamente con le versioni 27, limitatamente all’inglese.

Apple propone un piano alternativo

Il piano di Apple per gli sviluppatori di assistenti KI terzi prevede un’architettura simile a quella interna, dove i modelli KI possono rispondere alle richieste degli utenti senza raccogliere informazioni personali. Tale iniziativa è stata definita una proposta aperta, anche se non ha ricevuto risposta ufficiale da parte dell’Unione Europea. Craig Federighi, direttore software di Apple, ha sostenuto questa linea e ha espresso l’intenzione di raggiungere presto il mercato KI UE, pur sottolineando un mancato coinvolgimento costruttivo da parte di Bruxelles.

Apple e la sua strategia futura

“Speriamo sinceramente di poter offrire Siri AI in Europa nel più breve tempo possibile, anche perché stiamo lavorando in stretto contatto con le autorità europee. Tuttavia, l’atteggiamento finora rifiutato costruttive opzioni di collaborazione rende difficile il lancio di qualsiasi tempistica certa”, ha affermato il rappresentante di Apple. Nonostante la Commissione si rifiuti di fornire una sospensione, Apple non abbandona il tavolo e punta su una maggiore cooperazione per rispettare gli standard UE in termini di sicurezza e privacy.

Impatto e considerazioni finali

Questa situazione mette in evidenza l’equilibrio fragile tra innovazione KI, normative e privacy. Mentre Apple cerca di preservare la sua visione di sicurezza e protezione, l’Unione Europea punta a livellare il campo tra i giganti tecnologici e i nuovi attori del mercato digitale. La risolutione del conflitto dipenderà da compromessi bilanciati da entrambi i lati e dalla capacità di costruire infrastrutture compatibili con la tutela dei dati e gli obiettivi regolatori comunitari.