Il 10 Aprile 2026 il CEO di Alphabet, Sundar Pichai, ha affermato che il 75 % del codice prodotto da Google fosse ormai generato artificialmente da intelligenze artificiali. A maggio il colosso ha rilasciato una miriade di nuove funzionalità di AI durante la Google I/O. Secondo un report, l’accoglienza interna di questa "corsa" all’AI non solo è tiepida, ma addirittura sarcastica.
I dipendenti si prendono gioco dei propri strumenti di AI
Secondo un resoconto del giornale 404-Media, i lavoratori Google si dileguano frequentemente ridendo delle stesse capacità di AI del loro datore di lavoro. All’interno delle chat aziendali interni, commentano con meme e battute anti-AI. Alcuni commenti hanno definito le presentazioni del 2026 come “nuove potenzialità per produrre sprechi di intelligenza artificiale”.
La critica principale emerse da questi commenti interni sembra concentrarsi su come gli sviluppatori siano sempre più costretti a utilizzare strumenti di AI. Questa pressione genera lavoro aggiuntivo, specialmente per coloro che devono correggere eventuali errori generati da codici AI-generati. Inoltre, in questo contesto non c'è sempre una persona chiara responsabile delle decisioni.
I progetti dell’AI non accelerano sempre
I progetti di IA di Google sono anch’essi contestati per essere descritti in modo troppo ottimistico. Il CEO spesso afferma che senza IA richiedano più tempo, ma, secondo quanto riferito da Google in prima persona, questo non corrisponde sempre a verità. L’IA può produrre facilmente centinaia di compiti unici, ma richiede ugualmente la gestione umana. Quindi, il progresso complessivo non si accelera, come invece la narrazione di Google vorrebbe far credere.
I commenti interni e il dibattito sull'AI
Per i commentari esterni, Google si è espresso con una visione aperta: “Incentiviamo i nostri ingegneri a testare rigorosamente e criticare i tool interni.” Questi commenti di feedback, soprattutto quelli espressi attraverso un generatore interno di meme, sono centrali per il miglioramento progressivo della tecnologia. Il colosso sta già lavorando a nuovi miglioramenti basati sugli input ricevuti.
Critica interna sulla strategia IA di Google
Tuttavia, molti dipendenti sembrano profondamente allarmati per l’enfasi messa sull’AI. L’infrastruttura aziendale e la cultura dello sviluppo, infatti, sono normalmente basate su stabilità e lentezza deliberata. Il crescente uso dell’AI per velocizzare la produttività sembra essere in conflitto con l’approccio adottato in azienda. “Stiamo mettendo una pressione inutile sul ciclo sviluppo,” ha osservato un dipendente anonimamente citato.
I commenti interni e la strategia futura
La Google I/O, pur rappresentando il massimo dell’innovazione, ha visto un dibattito interno crescente. I commenti di dipendenti indicano una crescente ambivalenza, con aspettative elevate per l’AI che non sempre si traducono in effetti concreti. Google, però, sembra riconoscere l’importanza dei commenti e cerca di trovare il giusto equilibrio tra innovazione e praticabilità. Secondo il comunicato, l’azienda sta già lavorando a ottimizzare gli strumenti di intelligenza artificiale interni, grazie al feedback ricevuto.