OpenAI ha lanciato la famiglia GPT-5.6, composta da tre modelli distinti: Sol, Terra e Luna. Annunciata il 26 giugno 2026, questa serie rappresenta, secondo l’azienda, il momento più importante nella storia dei modelli di intelligenza artificiale. Tuttavia, l’amministrazione Trump ha posto un limite stringente: il rilascio al pubblico di questi modelli è stato posticipato a causa di valutazioni governative sulla loro sicurezza.

Le caratteristiche di base di GPT-5.6

I tre modelli di GPT-5.6 coprono una fascia di prestazioni e costi molto diversificata. Sol è il modello più avanzato, pensato per compiti complessi come il coding, la biologia e la cybersecurity. Terra funge da punto intermedio fra Sol e Luna, mentre Luna è il modello più economico, ideale per la velocità e il volume.

    • Sol: prezzo di 5 dollari per milione di token in input e 30 dollari per milione di token in output.
    • Terra: metà del prezzo di Sol.
    • Luna: costo minimo, con 1 dollaro per milione di token in input e 6 dollari in output.

Ai nuovi modelli si aggiungono due funzionalità avanzate: la Max Mode, che estende il tempo di elaborazione migliorando il ragionamento del modello, e la Ultra Mode, capace di coordinare più agenti artificiali in parallelo.

La decisione della Casa Bianca e le preoccupazioni del governo

Il 2 giugno 2026, il presidente Trump ha firmato un ordine esecutivo che invita le aziende di AI a sottoporre i propri modelli più avanzati al governo almeno 30 giorni prima del lancio pubblico. Questa richiesta nasce per garantire la valutazione delle potenziali implicazioni per la sicurezza e le infrastrutture critiche del paese.

Il Segretario al Commercio, Howard Lutnick, ha avuto un rapporto diretto con Sam Altman, fondatore di OpenAI, per comunicare l’esigenza di non rilasciare GPT-5.6 senza un’approvazione governativa. Altman ha risposto indicando che solo clienti specifici, selezionati dal governo, potranno accedere al modello nel periodo di pre-launch. La preoccupazione centrale riguarda il fatto che i modelli potrebbero essere utilizzati per condurre attacchi informatici autonomi, complessi e su larga scala.

La risposta di OpenAI

Sebbene OpenAI abbia obbedito alle richieste del governo, l’azienda ha espresso forti riserve. Nel comunicato ufficiale pubblicato in parallelo all'annuncio, OpenAI ha espresso preoccupazione per il fatto che questa pratica possa divenire la norma, con conseguenze per la diffusione e l'accesso ai migliori modelli AI.

Su X, Sam Altman ha chiarito che il controllo governativo su chi può utilizzare i modelli è troppo restrittivo. Al momento, GPT-5.6 è accessibile solo a un gruppo ristretto di partner approvati, di cui non sono emersi i nomi, mentre la versione attualmente pubblicamente accessibile è ancora basata su GPT-5.5.

OpenAI ha annunciato un rilascio più ampio “nelle prossime settimane”, senza fornire una data specifica.

La situazione nel panorama globale

GPT-5.6 non è l’unico esempio di controllo governativo nell'AI. Anthropic è stata più colpita: i modelli Fable 5 e Mythos 5 sono stati immediatamente disattivati per accesso da parte di stranieri — incluso da parte di alcuni dipendenti dell’azienda stessa.

Diversi altri giganti del settore si sono mossi in maniera simile. Google ha posticipato il rilascio della versione Gemma 3.5 Pro a luglio, Microsoft si è attenuta al controllo governativo per i nuovi modelli, e xAI ha fatto lo stesso. L'effetto generale di queste scelte sta cambiando il ritmo di lancio e il processo di verifica di sicurezza, che per anni si è basato esclusivamente sui protocolli interni alle aziende.

Le conseguenze a lungo termine

I nuovi interventi governativi potrebbero avere effetti strutturali. Dal momento che l'accesso ai modelli AI si sta allungando significativamente, il vantaggio competitivo potrebbe spostarsi verso le aziende che operano sotto regole meno stringenti, come quelle cinesi, che non subiscono interventi simili da parte dei governi locali.

Se Washington proseguirà questa strada, l’industria americana dovrà adattarsi a un nuovo tipo di vinco, dove la velocità del rilascio non è più l’unica variabile decisionale, bensì anche il livello di controllo esercitato attraverso i confini nazionali.