Introduzione
Nel settembre 2022 Amazon.com ha aumentato unilateralmente le tariffe degli abbonamenti Prime per i clienti in Germania e Austria. In Germania, l’aumento è stato giudicato illegittimo dal Bundesgerichtshof (BGH), la più alta corte di giustizia tedesca, con la sentenza III ZR 205/25 del 1 ottobre 2026. La decisione si basa sulla valutazione che una specifica clausola degli Allgemeinen Geschäftsbedingungen (AGB) di Amazon fosse talmente confusa da non poter essere imposta ai consumatori.
Decisione del BGH
Il BGH ha confermato le sentenze dei tribunali di primo e secondo grado – in particolare l’Oberlandesgericht di Düsseldorf (Az. I‑20 U 19/25) – che erano state avviate dalla Verbraucherschutzzentrale Nordrhein‑Westfalen. Nella comunicazione stampa del tribunale è stato precisato che le regole contestate risultano “inefficaci perché non è chiaro quali diritti spettino al consumatore in caso di aumento del prezzo”.
Motivazione legale
Secondo il BGH, le clausole in questione violavano il § 307 (1) del Bürgerliches Gesetzbuch (BGB), che richiede che le condizioni contrattuali siano redatte in modo chiaro e comprensibile. Le clausole potevano essere interpretate in due modi incompatibili: da un lato, il cliente avrebbe potuto rifiutare l’aumento e vedere annullato l’abbonamento senza alcuna penale; dall’altro, il cliente sarebbe stato costretto a cancellare l’intero abbonamento per evitare l’aumento, una posizione che Amazon aveva cercato di far valere.
Conseguenze per i consumatori
La sentenza apre la possibilità per i consumatori di richiedere il rimborso delle quote indebitamente addebitate. La Verbraucherschutzzentrale Nordrhein‑Westfalen ha avviato una class action, a cui hanno aderito già migliaia di utenti, superando le sei cifre. I consumatori interessati possono iscriversi alla raccolta di richieste, presentando una domanda individuale o aderendo al procedimento collettivo, che comprende anche azioni simili contro Apple, Netflix e Sky per aumenti unilaterali dei prezzi.
Come presentare la domanda
- Iscriversi al portale della class action entro il termine indicato.
- Fornire i dati dell’abbonamento (data di inizio, importo pagato, eventuali aumenti).
- Attendere la comunicazione dell’esito e, se positivo, il rimborso del pagamento eccessivo.
Reazione di Amazon
Amazon ha dichiarato di voler adeguare temporaneamente il canone Prime per i clienti la cui sottoscrizione era iniziata prima del 15 settembre 2022 e che non ha subito modifiche successive. Un portavoce ha affermato che i membri interessati saranno informati prima del prossimo addebito. Per quanto riguarda le somme già versate in eccesso, Amazon ha rimandato la questione al “procedimento specifico”, lasciando intendere che la risoluzione dipenderà dall’esito della class action.
Situazione in Austria
In Austria, la vicenda ha seguito un percorso diverso. Dopo una causa promossa dalla Arbeiterkammer (Camera dei Lavoratori), Amazon ha accettato un accordo extragiudiziale: i clienti colpiti hanno potuto richiedere il rimborso della differenza, fino a € 36,50 a seconda della durata e del tipo di abbonamento Prime. Il termine per presentare tali richieste è ormai scaduto, ma i consumatori che non hanno ancora presentato domanda possono comunque tentare una soluzione diretta con l’azienda, con il rischio di ricorrere nuovamente al tribunale.
Prospettive future
La decisione del BGH rafforza la tutela dei consumatori contro le pratiche contrattuali ingannevoli, soprattutto nel settore dei servizi digitali in abbonamento. Le aziende dovranno rivedere le loro AGB per garantire trasparenza e conformità al diritto tedesco. Inoltre, la class action in corso potrebbe stabilire un importante precedente per altre dispute simili in Europa, spingendo le piattaforme a comunicare con maggiore chiarezza eventuali variazioni di prezzo. Il caso dimostra come la cooperazione tra autorità di difesa dei consumatori e le corti possa influenzare le pratiche commerciali a livello internazionale.