Il tanto atteso inizio della terza stagione di La Casa dei Draghi arriva molto presto, e con essa i fan torneranno nuovamente a Westerros. Da un anno e mezzo non avevamo una stagione completa del franchise fantasy, un periodo che però è stato colmato grazie al successo di Il cavaliere dei Sette Regni. Ecco che ora il momento sta per tornare, con la guerra per il Trono di Spade che raggiunge nuovi livelli di tensione.
I Targaryen più divisi che mai
I Targaryen sono più lontani tra loro da quando, nella seconda stagione, si sono scontrati in alcune battaglie definitive. A fine stagione, l’attacco inaspettato dei sostenitori di Rhaenyra, che reclutarono diversi cavalieri alati, diede una svolta chiave alla guerra. Con quel vantaggio, i Bianchi preparano un attacco massiccio su Approdo del Re, prefigurando una terza stagione di alto impatto.
Ma che ne pensa il showrunner Ryan Condal? In un'intervista ai media globali, Condal ha assicurato che “chiunque seguirà la serie, pazienti o impazienti, vedrà i suoi sforzi compensati”. Riconosce il ruolo cruciale del showrunner, sostenendo che il tono della serie deve seguire un tracciato definito. “Questa è una serie ambientata in Westerros, una tragedia familiare nello stile shakespeariano,” afferma, ribadendo la fedeltà della serie al suo nucleo originale.
Cambia l’atmosfera: oscurità e rabbia dominano
- Il tono della serie diventerà più cupo e scuro.
- Gli spettatori hanno visto nei primi due anni la guerra muoversi tra alta tensione e momenti di calma relativa.
- Adesso però, con più perdite e ferite accumulate, la guerra evolve verso un conflitto incontrollabile.
“Le persone cominciano a dimenticare la causa iniziale della guerra,” spiega Condal. “Tutto si evolve verso un ‘occhio per occhio’ e a volte dimenticano perché hanno iniziato questa storia. C’è tanto rancore che accumulano, e questo li porta a spingersi sempre più lontano,” ha aggiunto. E il regista ha chiarito che anche la morale diventerà più sfumata, con il tema principale che si fa sempre più amaro con il passare degli episodi.
Le reazioni delle recensioni vengono ignorate
Anche se l’apprezzamento del primo anno ha visto grandi consensi fra la critica e i fan, la seconda stagione del serial è stata molto contestata. Criticata per il lento avanzamento e per la mancanza di tensione tra i pochi eventi significativi. A tal proposito Condal ha espresso una chiara volontà: “Abbiamo un piano e lo seguiamo. Non abbiamo intenzione di prestare finta attenzione al rumore intorno.”
Il produttore ha poi ribadito una visione a lungo termine. “Parliamo di una serie in quattro anni, in cui passano due anni tra una stagione e l’altra. Se sei arrabbiato a metà della storia, è come arrabbiarti in mezzo a un’opera teatrale perché l’azione non segue le tue aspettative.”
Grandi piani e grandi idee
- Il creatore intende esprimere con questa stagione una storia a suo modo “ancora più grande”.
- Condal ha spiegato che il processo di scrittura è incentrato su coinvolgere lo spettatore in modo drammatico, con personaggi in cui il pubblico si possa riconoscere.
- I team lavorano su scene che mirano a colpire l’immaginazione e coinvolgere emozionalmente i fan.
“Siamo mossi fortemente dalla natura del testo da cui partiamo,” ha dichiarato, sostenendo che la serie non inizia con degli effetti spettacolari, ma con una storia ben costruita. “Il nostro lavoro è riportare quel testo in tre dimensioni con effetti drammatici, epici e grandiosi. E sì, abbiamo alcune cose molto grandi in programma,” ha concluso.
Gli spettatori italiani potranno seguire i nuovi episodi di La Casa dei Draghi su HBO Max la sera del 21 giugno, mentre nel resto dell’Europa l’evento andrà in scena la mattina seguente. La serie continua a essere un prodotto che promette emozioni, drammaticità e scene epiche che non si dimenticheranno facilmente.
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