Finalmente, il cancelliere bavarese Markus Söder (CSU) ha parlato dopo aver taciuto per diversi mesi sull’ennesima iniziativa di supporto all’acquisto di veicoli elettrici. Ha lasciato evolvere il dibattito, per poi rientrare con commenti maturi e ponderati, come da tradizione. Soder, con il suo modo solito, ha abilmente coniugato nuove informazioni con argomenti ormai consolidati.
Che cosa è successo?
Finora, il programma di incentivazione statale è stato applicabile esclusivamente ai veicoli elettrici nuovi. Cambiare questa situazione è il punto principale dell’ultimo intervento di Söder, che si aggiunge alla richiesta avanzata precedentemente da Olaf Lies, cancelliere del basso Sassonia. Gli incentivi, ha sostenuto Söder, finora hanno giovato in modo sproporzionatamente significativo ai produttori stranieri e non possono certo lasciare tranquillo un uomo tanto attento al contesto regionale. La soluzione proposta è una maggiore inclusione nella misura di supporto anche dei veicoli elettrici usati. Secondo Söder, questa iniziativa permetterebbe ai produttori tedeschi di beneficiare in modo più marcato.
I critici potrebbero notare che i costruttori tedeschi dominano già ampiamente la vendita di veicoli elettrici in Germania. Ma Söder ribatte con serenità che i paesi asiatici hanno gia raddoppiato le loro vendite di veicoli elettrici. Con una raffinatezza nel comunicare e nella presentazione visiva, Söder sottolinea l’importanza di adottare un approccio chiaro e strategico.
Un aspetto che viene però taciuto è il potenziale effetto positivo di un mercato dinamico dei veicoli usati per la ripresa del settore automobilistico tedesco. L’interesse per tale mercato, per il momento, pare essere un tema secondario.
La tecnologia del motore a combustione interna: una via promettente
Söder non abbandona affatto la sua battaglia in favore del motore a combustione interna ad alta efficienza. Per quanto in prospettiva possa apparire meno vitale sui mercati asiatici o emergenti, in Germania rimane un elemento centrale del mercato automobilistico. Molti si lamentano continuamente dell’elevata dipendenza da energia tradizionale, da fornitori globali, ma Söder non fa altro che proporre tecnologie avanzate nel campo dei combustibili fossili, che in futuro potrebbero rappresentare la soluzione.
Kritik an Mogelpackung
Söder si attacca con forza alle decisioni prese per preservare la possibilità di costruire veicoli a combustione interna anche dopo il 2034. Definisce il compromesso raggiunto come truffa, ribadendo che esso non solo non risolve il problema ma lo peggiora. Egli ha capito con precisione che la flessibilizzazione degli standard di emissioni non è rilevante nella pratica, poiché il reale obiettivo, lo zero di CO2, permarrà.
- Costruttori che desiderano vendere veicoli a combustione interna potranno farlo, ma dovranno coprire la quota residua attraverso metodi ecologici, come l'uso di acciaio prodotto in modo sostenibile o di carburanti elettrici.
- L'elevato costo e la bassa disponibilità di questi mezzi renderanno l'opzione poco appetibile per i costruttori. Questi, quindi, probabilmente la utilizzeranno raramente.
Un ulteriore obiettivo espresso da Söder va nella direzione della contrarietà ai bonus previsti per auto di dimensioni ridotte fino a 4,2 metri. Gli incentivi, ha sostenuto, favorirebbero in massima parte auto francesi e altre marche straniere, danneggiando i produttori tedeschi. Secondo lui l’idea di Made in Germany è centrale: solo chi ha lavorato duro può meritenrsi l'acquisto di un vero auto, meglio se prodotto in Baviera.
Verso una posizione coraggiosa
Dal punto di vista comunicativo, Söder ha capito perfettamente che un titolo populista, tipo "abbiamo salvato il motore a combustione interna", attrae solo chi perde interesse già leggendo la breve introduzione. Però, come uomo politico riflessivo e attento, non cerca di anticipare le opinioni dei suoi elettori né si lascia guidare da un'immagine superficiale.
Davanti a un dibattito a volte auto-provocato da lui stesso, si pone con coraggio nel mezzo di un vento contrario per continuare a sostenere il motore a combustione interna, una tecnologia ormai provata per decenni. La sua battaglia potrebbe sembrare disperata, così come la sua proposta di continuare a operare impianti di energia nucleare a livello regionale. Tuttavia, con la cornice narrativa corretta, i contenuti possono sempre essere interpretati in chiave diversa.