Introduzione
Il programma nazionale Iride rappresenta una pietra miliare per l’Italia nell’ambito dell’osservazione della Terra. Dopo l’ultimo lancio del 1 ottobre dalla Vandenberg Space Force Base, la costellazione è composta da 39 satelliti distribuiti in due famiglie: 24 minisatelliti ottici Eaglet II e 15 unità della serie Hawk for Earth Observation. Questa infrastruttura, gestita dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), è progettata per fornire dati ad alta risoluzione a supporto di numerosi settori, dal controllo ambientale alla sicurezza marittima.
La costellazione Iride: composizione e architettura
La struttura di Iride si basa su una filosofia di “modularità e scalabilità”. I 24 satelliti Eaglet II sono mini‑satelliti ottici da 150 kg, dotati di sensori multispettrali con risoluzione spaziale di circa 1 metro per pixel. La loro orbita è tipicamente sun‑synchronous a circa 620 km di altitudine, garantendo un tempo di revisita medio di 2‑3 giorni sull’intero globo.
I 15 satelliti Hawk, lanciati a partire dal 2019, sono più piccoli (circa 80 kg) e si concentrano su bande spettrali diverse, includendo anche sensori infrarossi a onde corte (SWIR) per il rilevamento di incendi e contaminanti. L’interazione tra le due famiglie consente una copertura completa sia in termini di risoluzione spaziale sia di spettro elettromagnetico.
Eaglet II: caratteristiche tecniche e innovazioni
Ogni unità Eaglet II è equipaggiata con un sistema di puntamento a tre assi che permette di stabilizzare l’immagine entro ±0,05 °. Il payload ottico comprende tre bande (rosso, verde, vicino infrarosso) con capacità di acquisire immagini in modalità “push‑broom” a una velocità di 7 km/s, generando fino a 350 GB di dati al giorno per satellite. I dati sono compressi a bordo e trasmessi in tempo reale tramite link X‑band a stazioni di ground segment distribuite in Italia, Spagna e Francia.
Una delle novità più rilevanti è il sistema di on‑board processing basato su intelligenza artificiale, che consente di identificare automaticamente anomalie come incendi forestali o discariche illegali prima della trasmissione, riducendo il carico di lavoro per gli operatori a terra.
Applicazioni pratiche: monitoraggio ambientale
Grazie alla risoluzione di 1 m e alla capacità multispettrale, la costellazione Iride è già impiegata per:
- Rilevazione di deforestazione illegale nelle foreste amazzoniche, con segnalazioni tempestive alle autorità locali.
- Monitoraggio della qualità delle acque costiere, identificando fioriture algali nocive tramite la banda NIR.
- Stima dell’uso del suolo urbano per supportare piani di sviluppo sostenibile in città come Milano e Napoli.
Le agenzie ambientali italiane hanno integrato questi dati nei propri sistemi di allerta precoce, consentendo interventi rapidi in caso di emergenze naturali.
Sicurezza marittima e gestione delle emergenze
Il segmento Hawk for Earth Observation, con le sue capacità infrarosse, è cruciale per la sorveglianza delle acque territoriali. Le immagini SWIR permettono di individuare fuoriuscite di petrolio, rilevare navi sospette e monitorare la movimentazione di carichi pericolosi. Dal 2023, la Guardia Costiera italiana ha ridotto del 15 % i tempi di risposta a incidenti marini grazie all’integrazione dei dati Iride nei propri sistemi di comando.
In situazioni di catastrofi naturali, come alluvioni o frane, la costellazione fornisce mappe di danni in tempo reale. Un esempio concreto è stato l’evento di novembre 2025 nella regione Emilia‑Romagna, dove le immagini a 1 m hanno guidato le operazioni di evacuazione e il coordinamento delle squadre di soccorso.
Prospettive future e collaborazioni internazionali
Il programma Iride prevede ulteriori ampliamenti: entro il 2028 sono pianificati altri 12 satelliti Eaglet III, con risoluzione migliorata a 0,5 m e capacità di rilevamento iperspettrale. Inoltre, l’ASI sta negoziando una partnership con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) per condividere i dati Iride all’interno del programma Copernicus, aumentando la disponibilità dei prodotti a livello europeo.
Le aziende private italiane, come Leonardo e Thales Alenia Space, stanno partecipando allo sviluppo dei nuovi payload, favorendo l’ecosistema nazionale di tecnologie spaziali e creando opportunità di lavoro per ingegneri e data scientist.
Conclusioni
Con 39 satelliti operativi, la costellazione Iride è ormai una delle più complete in Europa per l’osservazione della Terra. La combinazione di alta risoluzione ottica, capacità multispettrali e intelligenza artificiale a bordo rende il sistema estremamente versatile, capace di rispondere a esigenze ambientali, di sicurezza e di emergenza. Il continuo sviluppo di nuovi satelliti e le collaborazioni internazionali garantiranno all’Italia una posizione di rilievo nello spazio, trasformando i dati satellitari in decisioni concrete per la società.