Due anni di attesa si sono finalmente conclusi con il ritorno su HBO Max di La Casa del Dragón. La terza stagione della serie, prodotta da HBO, punta a risollevarsi dopo le critiche ricevute per la stagione precedente cercando di recuperare il spirito epico tanto apprezzato. Si tratta dell’ultima parte di una trilogia e, quindi, di un momento cruciale per la narrazione che culminerà in un epilogo adeguito. La serie, infatti, continua la sua narrazione sulla Danza dei Draghi, con battaglie, misteriose alleanze e tradimenti palatini.
Nella seconda stagione, i Negri, i leali seguaci di Rhaenyra, avevano capovolto la guerra al punto di reclutare diversi jentiluomini dei draghi. Pur essendo in esilio a Driftmark, i Negri ora possiedono un vantaggio che li permette di confrontarsi con Vhagar, la creatura di Aemond, il più crudele ed ambizioso tra i Verdi. Quest’ultimo sembra diventare sempre più un personaggio da paura, con un appetito crescente per il potere.
La situazione al Palazzo è in fermento. Aegon, il re attuale del Westeros, fugge da Meereen dopo aver scoperto le trame ordite dall’ambizioso fratello. All’interno dei Verdi si apre uno dei cismi più rilevanti nella loro alleanza, che potrebbe compromettere le loro possibilità di vincere la guerra. La stagione 3 di La Casa del Dragón si rivela così essere la penultima, ma fondamentale per mettere in atto una serie di sviluppi che porteranno la storia verso il suo epilogo.
Iniziamo con l'esplosione
Il ritorno di La Casa del Dragón non ha lasciato indenni nemmeno i più scettici. Il primo episodio, come previsto, è un arranquo travolgente. Ryan Condal sembra aver accolto le lezioni apprese dopo aver ricevuto molte critiche da fan e critica, e non si è fatto mancare. Il primo capitolo è una prova di fuoco che pone in evidenza l’immensa potenza dell’epicità narrativa su cui si fonda Juego de Tronos e le sue opere correlate.
La battaglia del Gaznate si colloca al posto d'onore come un momento di pura avventura e spettacolarità. La guerra si svolge su acque ribollenti dove draghi, navi e soldati combattono con coraggio e furia. È impossibile non rimanere colpiti dal realismo e dalla tensione dei combattimenti. La trama prosegue offrendo nuovi sviluppi che si avvicinano a quelle tensioni emozionali che hanno contraddistinto la serie fin dall’inizio.
Un ritorno più che decente
Purtroppo per il resto della stagione, l’energia del primo episodio non riesce sempre a essere riprodotta. Ciononostante, gli episodi che seguono il primo riescono ad evitare errori significativi, come quelli della seconda stagione, dove il ritmo troppo lento e un senso d’inerzia hanno generato un certo inappetenza da parte dei fan.
I nuovi episodi, pur non raggiungendo le vette di prima stagione, mantengono il focus su temi importanti: il costo del potere, le responsabilità e le conseguenze del conflitto. Rhaenyra e Alicent, personaggi cardine della storia, vengono messi al centro con uno sviluppo emotivo che fa empatizzare per loro nuovamente. Emma D'Arcy e Olivia Cooke riescono a interpretare con un impatto emotivo che non si dimentica facilmente, e che dà una svolta al racconto.
Personaggi emergenti, altri in secondo piano
Sebbene entrambe le linee principali avanzino, i nuovi personaggi contribuiscono all’evoluzione della storia. È il caso di Rhaena Targaryen che mostra un arco narrativo molto interessante, oppure di Lord Ormund Hightower, un personaggio nuovo per la serie, interpreto da James Norton che offre una buona interpretazione.
Al contrario, Aegon e Aemond, pur essendo figure importanti, vengono in qualche modo trascurati per un periodo. Questi personaggi, tuttavia, appaiono costantemente in ombra, promettendo momenti di tensione elevata in futuro, specialmente nella seconda metà della stagione.
Vantaggi tecnici e strutturali
In generale, i nuovi episodi della terza stagione di La Casa del Dragón offrono migliamenti riconoscibili rispetto alla stagione precedente. Le riprese più intense e il maggiore focus emotivo rispetto ai discorsi troppo futili hanno migliorato la resa complessiva. Ciò non significa però che non siano presenti momenti di noia e di ritmi poco incisivi, ma il team ha comunque lavorato per colmare alcuni dei vuoti lasciati dalla seconda stagione.
Conclusione
La Casa del Dragón, con la sua terza stagione, non si sottrae dall’impegno di riprendere quota dopo una performance mediocre nella stagione precedente. L’avvio, in particolare, rappresenta un successo per l’intera serie con una narrazione che riesce ad evocare empatia e tensione. Tuttavia, la parte restante della stagione richiede poco più di un anno di lavoro per arrivare davvero all’altezza del potencial del racconto.
Chi è appassionato della produzione epica e drammatica del Westeros può trovare molto da apprezzare, anche se l’aspettativa per il proseguo deve essere moderata. Per coloro che hanno riscontrato difficoltà negli episodi lenti, ci sono sicuramente momenti più intensi da godersi.