Openprinter, la stampante open source progettata per superare i limiti degli ecosistemi chiusi, ha mostrato il suo primo prototipo funzionante. L’obiettivo principale di questo progetto è di rendere disponibile una stampante economica, ecologica e sostenibile, che permetta l’uso di cartucce di inchiostro rigenerate, senza riscontrare problemi di compatibilità o DRM. Il dispositivo presenta un design innovativo e rispetta pienamente i principi di open source.
Un dispositivo compatibile con molti sistemi operativi
Openprinter è una stampante a getto d’inchiostro (inkjet) che combina una scheda Raspberry Pi Zero W con un microcontroller STM32. Questa combinazione garantisce una piena compatibilità con i sistemi operativi principali, tra cui Windows, macOS, Linux, Android e iOS. Le opzioni di connessione includono USB-C, USB-A, Wi-Fi e Bluetooth. Questa versatile interfaccia supporta un’ampia gamma di dispositivi, rendendo la stampante facile da integrare in qualsiasi ambiente.
Con le sue dimensioni di 49,7×23,3×11,1 cm, Openprinter si presenta compatta e modulare. È dotata di un display LCD da 1,47 pollici (risoluzione 172×320 pixel), che mostra informazioni di base sull’utilizzo e la stampa. Il dispositivo supporta fogli fino al formato A4 e rotoli di carta, rendendola adatta anche a uffici di piccole e medie dimensioni.
Risoluzione e stampa
- Bianco e nero fino a 600 dpi
- Colore avanzato fino a 1.200 dpi
L’ottima qualità di stampa si accompagna a un design flessibile, che consente di appoggiare la stampante su una scrivania oppure di montarla a parete, a seconda delle esigenze dell’utilizzatore.
Cartucce rigenerate HP: sostenibilità e autonomia
Una delle peculiarità più interessanti di Openprinter è l’utilizzo delle cartucce HP rigenerate, specificatamente le versioni 302 e 302 XL disponibili in Europa. Questa scelta permette all’utente di rifornire la propria stampante in completa autonomia, evitando l’acquisto obbligatorio di inchiostro marchiato. È anche possibile installare una singola cartuccia (per il nero) oppure entrambe (colore completo), rendendo il dispositivo flessibile per diverse esigenze di utilizzo.
Riparazione e libertà di scelta: il futuro delle periferiche?
Un altro elemento rilevante di Openprinter è l’effettiva riparabilità del dispositivo. Moltissimi utenti oggi si trovano di fronte alla scelta di sostituire completamente una stampante guasta anziché farla riparare. Openprinter, grazie al suo design modulare e alla licenza Creative Commons BY-NC-SA 4.0, promette una stampante che può essere riparata, aggiornata e mantenuta facilmente.
Grazie a questa filosofia open source, anche il software associato è accessibile e modificabile. Questo permette agli sviluppatori e agli utenti tecnici di personalizzare il comportamento della stampante secondo le proprie esigenze.
Come sarà finanziata Openprinter?
Il progetto verrà realizzato grazie a una campagna di crowdfunding su Crowd Supply, una piattaforma specializzata in progetti tecnologici innovativi. L’obiettivo è raccogliere risorse necessarie per portare Openprinter al mercato, producendone una versione definitiva e commercializzabile. Le informazioni aggiornate sono ospitate sul sito ufficiale di OpenTools.
Openprinter nasce come un’importante passo avanti nella lotta ai vincoli che oggi tengono prigionieri molti utenti digitali nel mondo consumer. Con la sua combinazione di tecnologia open source e sostenibilità, potrebbe rappresentare una soluzione alternativa a quelle offerte da aziende che spesso impongono l’uso di prodotti compatibili a costo aggiunto.
Puoi approfondire l’argomento visitando OpenStudio, dove troverai aggiornamenti, demo e informazioni su come seguirsi con il team di OpenTools.