La Commissione Europea sta valutando le conseguenze dell'ordine statunitense che ha vietato l’accesso ai modelli avanzati di IA di Anthropic, Fable 5 e Mythos 5, a utenti non statunitensi. Questo blocco ha interrotto l’accesso per aziende europee a tecnologie critiche per la produzione e la ricerca. Diversi esperti parlano di una sveglia per la sovranità digitale europea, sottolineando che una decisione Usa può impattare direttamente l’economia europea.

La Commissione sta esaminando le implicazioni pratiche del divieto Usa e di come mitigare al meglio il rischio di dipendenza esterna. Thomas Regnier, portavoce della Commissione per la sovranità tecnologica, ha dichiarato che le possibili misure di emergenza non possono essere discriminanti verso i partner e che questa è una sfida condivisa che va al di là di una giurisdizione o un singolo settore. “Questa situazione è un altro esempio di motivo per cui l’Europa deve rafforzare la sua sovrananza tecnologica”, ha commentato.

Negli ultimi giorni i modelli di Anthropic, i loro più avanzati, sono stati disattivati in tutto il mondo a causa di preoccupazioni di sicurezza nazionale. Le discussioni per il ripristino dell’accesso sono in corso. Il CEO di Anthropic, Dario Amodei, si incontrerà con i leader del G7 in un pranzo di lavoro.

Fatwa sull’AI: richieste d’indipendenza ma divisione su come raggiungerla

Gli esperti si dividono sulle soluzioni da adottare. Molti chiedono investimenti significativi nell'IA europea e la creazione di tecnologie IA indipendenti. Altri invece, preferiscono assicurare legalmente l’accesso ai modelli statunitensi.

Nel documento redatto dal Science Media Center, diversi ricercatori europei esprimono il loro allarme. Thorsten Holz del Max-Planck per Sicurezza e Privacy sottolinea che un unico atto di un'autorità straniera può bloccare immediatamente l’accesso a un prodotto avanzato, come i modelli di Anthropic.

Konrad Rieck dell’Università Tecnica di Berlino sottolinea che modelli di intelligenza artificiale Usa possono essere disattivati in qualsiasi momento, per motivi non sempre chiari. Gitta Kutyniok della Ludwig-Maximilians-Universität di Monaco sottolinea che l’Europa ha bisogno di una sorta di “momento Airbus” per lo sviluppo dell’IA, ovvero l’investimento congiunto e ambizioso in modelli fondamentali e nella progettazione di componenti come i chip e il calcolo energetico efficiente.

Paul Röttger del Oxford Internet Institute invece rimane scettico: “Non credo che ulteriori investimenti nell’IA europea siano la soluzione. L’Europa difficilmente riuscirà a competere con modelli Usa come Fable 5 o Mythos 5”. Secondo lui, invece del reinventare, bisognerebbe assicurare l’accesso tramite accordi contrattuali e accompagnati da minacce commerciali credibili.

I rischi di costruire una sovranità IA in Europa

I costi per costruire infrastrutture IA autonome sono molto elevati e non è facile per un continente come l’Europa realizzare questo obiettivo. Matthias Hein dell’Università di Tübingen mette l’accento sui tanti aspetti che devono essere sviluppati: un mercato IA europeo richiederebbe la creazione di molteplici concorrenti, in modo da non dipendere da una sola azienda.

L’esempio di Mistral, startup francese, che è calata di qualità negli ultimi anni, non incoraggia. Anche l’avvio di nuovi fornitori richiede infrastrutture critiche, come centri di calcolo di vasta scala e una produzione energetica capace di sostenere i nuovi centri di dati, che in alcuni Paesi europei è persino regressita, nonostante gli sviluppi.

Jonas Geiping dell’ELLIS Institut Tübingen sottolinea che non è possibile paragonare la situazione attuale all’industria bellica, come spesso fanno aziende Usa come Anthropic. L’IA è oggi una componente essenziale dell’economia e bloccarla o limitarla durante una crisi diplomatica può danneggiare non solo la difesa ma anche l’intera economia europea.

Ispirazioni, ma non imitazioni

Un tema dibattuto tra gli esperti è la possibilità di creare un modello europeo come il programma Airbus, che diede un impulso strategico all’industria aerea europea. Secondo Kutyniok, questo modello potrebbe ispirare un piano con condivisione, investimenti e una visione comune. Ma anche i suoi detrattori, come Paul Röttger, sottolineano che non sempre è facile replicare un piano simile.

Al momento, nessun paese o organizzazione europea ha raggiunto la capacità di sviluppare tecnologie IA paragonabili ai maggiori modelli Usa, e la distanza è notevole. Senza tecnologie fondamentali simili, l’indipendenza digitale resterà un miraggio e il blocco di un solo attore straniero può minare interi settori industriali e scientifici.

Le prospettive future

Nonostante le preoccupazioni, alcune iniziative comunitarie stanno avanzando in direzione dell’indipendenza tecnologica con il piano europeo per l’IA. La Commissione UE ha espresso intenzione di sostenere un mercato autonomo, ma questo richiederà anni di investimenti e preparazione strategica.

Con una crescente dipendenza dalle tecnologie IA in vari campi, da quelli produttivi a quelli sanitari, è evidente che l’Europa deve accelerare lo sviluppo di modelli indipendenti. Ma il dibattito sull’approccio da seguire – autonomia totale o collaborazione controllata – rimarrà acceso nei prossimi anni.