L’assistente interno di Cisco, concepito per rispondere alle esigenze di un mondo sempre più tecnologico, rappresenta uno spettacolare esempio di come un’azienda possa anticipare e gestire la crescita dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale da parte dei propri dipendenti.
Una risposta ai tempi dell'IA generativa
Fin da quando, nel 2022 e 2023, sono venuti alla luce strumenti come ChatGPT, Cisco ha cercato di trasformare il potenziale offerto dall’IA generativa da semplice strumento a asset strategico interno. Srini Namineni, responsabile dell'automazione in Cisco, sottolinea come la grande questione posta allora fosse se i dipendenti dovessero essere bloccati nell’uso di tali strumenti: “I rischi erano evidenti, ma abbiamo deciso di offrire loro un’alternativa sicura piuttosto che vietare l’uso”.
Nasce così un progetto ambizioso di un assistente IA interno, lanciato nella seconda metà del 2023. L’obiettivo? Creare un piano unico e unificato di strumentazioni legate all’IA per evitare un ambiente frammentato interno.
Piattaforma flessibile, accesso ai modelli
La soluzione, inizialmente fondata su Azure OpenAI e Google Gemini, si è evoluta velocemente per supportare nuovi modelli entro poche settimane su richiesta. Attualmente, l’assistente interno si presenta come uno strumento multitalento, capace di assumere ruoli di co-pilota, di assistente RH e di aiutante di programmazione, rendendolo in grado di supportare i dipendenti in molteplici attività professionali.
Secondo le stime di Cisco, l'assistente IA interno fa risparmiare in media sei ore settimanali agli ingegneri e cinque ore a tutti gli altri dipendenti. Inoltre, si è rivelato essere meno costoso rispetto a soluzioni simili sul mercato, con un costo mensile per utente di circa 10 dollari.
L’adozione e l’apprezzamento degli utenti
Al momento, Cisco conta più di 96.000 dipendenti che usano l’assistente IA interno, con un tasso di adozione del 90%. Le recensioni interne confermano che il tool sia efficace: il 79% riferisce di fare risparmi in termini di tempo, il 72% percepisce un miglioramento della produttività e il 71% segnala un miglioramento della qualità del lavoro.
Funzionalità e nuove potenzialità
I vantaggi si riflettono in attività concrete: l’assistente ha accelerato lo sviluppo del software per Cisco, permettendo ai programmatori di identificare velocemente bug minimi e di generare automaticamente test unitari.
Per assicurare una continua adozione da parte dei dipendenti, Namineni e il suo team hanno sviluppato continuamente nuove funzionalità. Queste comprendono la possibilità di condividere prompt tra i collaboratori, la gestione delle competenze umane come la pianificazione delle ferie senza dover richiamare un servizio separato, e il caricamento di insiemi di dati proprietari in cartelle OneDrive sicure per progetti personalizzati.
Un'altra caratteristica è la cosiddetta “RAG (Retrieval-Augmented Generation) Enhanced as a Service”, una funzionalità che permette di interrogare documenti interni e i loro metadati in modo sicuro.
L’architettura all’avanguardia
I progetti tecnologici di Cisco si appoggiano a un’architettura modulare basata su microservizi. Questa struttura permette l’integrazione rapida di nuove applicazioni IA. L’azienda ha proposto l’assistente come un “co-lavoratore AI”, concependo una squadra virtuale di agenti IA per ogni dipendente.
Un futuro vicino
Visto il successo finora ottenuto, M. Namineni immagina nuove funzionalità per il futuro, come agenti personalizzati che possano interagire con l'account Webex Meetings e la casella email del dipendente. Questi agenti potrebbero ad esempio classificare le e-mail per priorità. Inoltre, l’assistente potrebbe coprire un ruolo maggiore nel settore risorse umane e amministrativo, per liberare i dipendenti per compiti di alto valore.
Tuttavia, i controlli umani non saranno abbandonati. “Non sono certo di voler abbandonare il 100% del controllo, a meno che l'attività in questione non abbia basso valore”, spiega Namineni. “Il nostro obiettivo è creare un equilibrio in cui l’IA collabori all’uomo, sostenendolo senza sostituirlo.”
Fra innovazione e riscontri positivi
L’innovazione di Cisco ha ricevuto riconoscimenti esterni, compreso il CIO 100 2026 per leadership e innovazione tecnologica. Amy Loomis del IDC evidenzia che Cisco ha messo in atto un modello potenzialmente in grado di ispirare molte altre aziende.
L'architettura come elemento distintivo
Secondo Loomis, l’architettura sottostante a questo ambiente interno IA — che include l’integrazione di due modelli, l’orchestrazione multicloud, la RAG come servizio e i microservizi — riflette le capacità ingegneristiche uniche di Cisco.
I componenti principali, come i pipeline RAG, l’accesso al GPT-4o, la connessione a OneDrive e i microservizi, sono disponibili altrove, ma Cisco li ha unificati in un ambiente interno controllato. Questo rappresenta un punto di forza per evitare la scomparsa di dati sensibili in pubblici set di addestramento esterni.
Potenziare l’accesso e la responsabilità
Secondo Loomis, l’approccio di Cisco ha una logica ben pensata. Le aziende dovrebbero offrire ai propri employee uno spazio IA interno regolamentare prima che l’IA illegale si diffonda. Inoltre, dovrebbero affrontare il problema dell’accesso frammentato con strumenti d’interfaccia unificati.
- Favorire la responsabilità degli utendenti per il comportamento dell'IA
- Garantire la qualità e l’ampiezza del lavoro svolto da questi strumenti
Il modello di Cisco come punto di riferimento
La combinazione riuscita di diverse funzionalità all’interno di un sistema sicuro, spiega Loomis, è ciò che rende il modello di Cisco unico. Menziona tra le funzionalità chiave il “Miei Progetti”, che permette ai dipendenti di caricare insiemi personalizzati di dati proprietari in modo da ottenere un supporto mirato e personalizzato.
Cisco sta mostrando ai dirigenti aziendali che un utilizzo controllato del potenziale dell’intelligenza artificiale, non solo non implica una perdita di autonomia, ma apporta vantaggi concreti