Il governo francese ha annunciato oggi un piano ambizioso mirato a diffondere massicciamente l'Intelligenza Artificiale Generativa (GenAI) tra i dipendenti dello Stato. In particolare, il ministero dell’Azione e Conti Pubblici, guidato da David Amiel, sta ampliando l’uso a livello nazionale di tre strumenti essenziali di IA generativa: un assistente generale, un software di trascrizione e una piattaforma di traduzione. Il tutto al fine di ottimizzare i flussi di lavoro e diminuire l’uso di soluzioni di IA non regolamentate, un fenomeno noto come Shadow AI.
Ci saranno un totale di un milione di agenti interessati, incluso il personale che opera tramite il Réseau Interministériel de l’Etat (RIE). La decisione fa seguito a sperimentazioni condotte su un ristretto gruppo di 10.000 funzionari dal settembre 2025. Gli strumenti si baseranno su modelli forniti da Mistral e saranno sostenuti da infrastrutture cloud con certificazione SecNumCloud.
Un piano tecnologico a livello generale e specifico
La Direction interministérielle du Numérique (Dinum) si occuperà della manutenzione e dello sviluppo ulteriore degli strumenti generalisti, come l’Assistant e Transcripts. Si punterà a una grande razionalizzazione dei costi grazie alla condivisione di modelli e risorse di calcolo. Questo percorso di ottimizzazione avrà una collaborazione stretta con i vari ministeri interessati. Diversamente, DiploIA sarà direttamente gestito dal Quai d’Orsay, grazie al ruolo specifico che svolge nel campo della traduzione diplomatica.
L’introduzione di questi strumenti non è un’idea isolata, ma fa parte di una visione sistemica. Il ministero ha valutato un aumento significativo di tempo guadagnato su attività quotidiane, come la sintesi e la stesura di documenti. Il cabinet sottolinea però che, per settori molto specializzati, l’assistente non è sufficiente; pertanto, lo Stato sta già lavorando su strumenti dedicati per soddisfare tali esigenze avanzate.
Un piano sociale non trascurabile
Oltre agli aspetti tecnologici, il governo si preoccupa anche degli aspetti sociali. Il piano prevede l’avvio di una negoziazione con i sindacati sulle regole d’uso della IA. Questo accordo mira a regolare l’impiego degli strumenti e garantire un utilizzo responsabile, con il coinvolgimento diretto delle rappresentanze sindacali. La prima bozza dell’accordo prevede iniziative di formazione per il personale, e le discussioni saranno aperte a livello nazionale a partire da giugno.
Una direzione ispirata alle strutture militari
Il piano si muoverà sotto la supervisione di un “comando” costituito da Dinum, la DITP (Direzione interministérielle della trasformazione pubblica) e la DGAFP (Direzione Generale dell’Amministrazione e della Funzione Pubblica). Questo trio sarà organizzato come un “comando militare” per massimizzare la gestione strategica dell’IA. Dinum, di recente, si è riorganizzata e si sta preparando a diventare un'autorità indipendente sotto la direzione di un esperto dell’industria della difesa.
Questa visione è ispirata alla logica della commande militare e del legame forte con il mondo privato e del settore civile. David Amiel presenta una similitudine tra l’acquisto di tecnologia per la pubblica amministrazione e il sistema di collaborazione con la BITD (Base industrielle e tecnologica militare). L’obiettivo è realizzare una "BITN" (per tecnologie informatiche) che integri la collaborazione tra settore privato e stato.
Sebbene il budget complessivo non sia stato specificato, il piano ha incluso investimenti di circa 700.000 euro per l’espansione iniziale. Il ministro punta a una digitalizzazione equilibrata, che tenga conto dei progressi tecnologici e della sicurezza, della formazione e dell’adattarsi alle esigenze del mercato del lavoro.
Conclusioni
L’annuncio di oggi rappresenta un passo significativo verso un sistema pubblico più intelligente e reattivo. La France sembra concentrare le sue forze sul modello "IA per tutti", non come una moda, ma come un investimento strategico a lungo termine. L’unione di tecnologie di vanguardia e di una visione a 360 gradi, sociale, tecnologia e operativa, sta facendo sì che la Francia si posizioni come uno dei protagonisti nel campo della digitalizzazione dell’amministrazione.