Introduzione
Secondo il rapporto Il impatto dell'IA nella Comunicazione e negli Affari Corporativi, redatto da Dircom e Foro IA, l’intelligenza artificiale generativa è ormai parte integrante del lavoro quotidiano dei reparti comunicazione delle imprese. Su 230 professionisti intervistati, il 99% utilizza l’IA in qualche forma, e il 53% l’ha integrata in più processi o in maniera generalizzata.
Nonostante questa penetrazione capillare, l’uso dell’IA rimane concentrato principalmente nella creazione di contenuti e nel miglioramento della produttività, mentre le applicazioni per decisioni, anticipazione di rischi o gestione delle crisi sono ancora marginali.
Metodologia e limitazioni dello studio
Lo studio è basato su un’indagine svolta su 230 professionisti legati a Dircom e Foro IA. Gli autori avvertono che la composizione del campione è orientata verso figure particolarmente vicine all’IA, perciò i risultati non possono essere generalizzati a tutto il settore della comunicazione.
Diffusione dell’IA nei processi di comunicazione
Gli indicatori più rilevanti emergono dalla segnalazione che 89% dei rispondenti utilizza l’IA per creare contenuti. Questo è il dato più alto rispetto agli altri ambiti di impiego:
- Comunicazione interna e gestione del cambiamento: 52%
- Intelligence e ascolto: 48%
- Reputazione, visibilità nei motori di ricerca e modelli di IA: 41%
- Misurazione dei risultati: 39%
- Relazioni con i media e affari pubblici: 39%
- Gestione di rischi e crisi: 26% (l’ambito meno sviluppato)
In termini di maturità, il 87% dei partecipanti ha già superato la fase di esplorazione, mentre la metà (53%) impiega l’IA generativa in più processi o in modo generalizzato.
Benefici percepiti: la “trappola della produttività”
Il vantaggio più citato è l’aumento della produttività: 78% dei professionisti afferma che l’IA migliora la velocità di lavoro. Seguono l’incremento della creatività (52%) e la qualità dei contenuti (43%).
Le applicazioni più strategiche, però, rimangono poco diffuse:
- Miglioramento di analisi e insight: 33%
- Personalizzazione dei messaggi: 16%
- Miglioramento della presa di decisioni: 13%
- Anticipazione e gestione dei rischi: 5%
Il rapporto avverte che limitare l’IA a “fare più velocemente ciò che già si faceva” costituisce una trappola che ne riduce il potenziale trasformativo.
Prospettive future e readiness dei professionisti
Le aspettative sono molto alte: 85% dei rispondenti prevede un impatto alto o molto alto dell’IA generativa sulla funzione comunicazione nei prossimi tre anni. Tuttavia, solo il 50% si sente pronto a guidare l’adozione dell’IA nella propria organizzazione.
Fernando Polo, presidente di Foro IA, sottolinea che “il vero cambiamento non è usare l’IA per fare lo stesso più rapidamente, ma per sfruttare capacità finora difficili, come analizzare grandi volumi di dati, individuare pattern e anticipare conversazioni”.
Misurazione dell’impatto: un dato critico
Un solo 8% delle organizzazioni misura sistematicamente l’impatto dell’IA. Il rapporto rileva una forte correlazione tra misurazione e maturità tecnologica:
- Organizzazioni che non misurano: punteggio medio di maturità 0,42/1
- Organizzazioni che misurano sistematicamente: punteggio medio 0,82/1
Gli autori precisano che la misurazione non è la causa diretta della maggiore maturità, ma i due fattori sono strettamente legati.
Ruolo dei reparti comunicazione nella governance dell’IA
La diffusione dell’IA sta modificando chi prende decisioni sull’adozione della tecnologia. 84% dei professionisti dichiara l’esistenza di una leadership definita che coinvolge diverse funzioni: Direzione Generale, Tecnologia, Innovazione, Comunicazione e Legale.
I reparti comunicazione partecipano alla leadership dell’IA nel 60% delle organizzazioni analizzate. Le aziende con una presenza forte della comunicazione ottengono risultati migliori in termini di maturità, preparazione e governance, sebbene il rapporto indichi solo una correlazione, non una causalità.
Joaquín Mouriz, presidente di Dircom, ribadisce che “l’adozione dell’IA non può essere vista solo come una trasformazione tecnologica; ha implicazioni su reputazione, fiducia, cultura aziendale e relazioni con i pubblici”.
Formazione e governance: le prossime sfide
La formazione rappresenta uno degli ostacoli principali per le aziende nei primi stadi di adozione. Tra le difficoltà più segnalate:
- Mancanza di formazione: 56%
- Assenza di casi d'uso chiari: 30%
- Problemi di governance e legali: 28%
Dircom e Foro IA propongono cinque priorità per i responsabili della comunicazione:
- Espandere l’uso dell’IA oltre la produttività
- Partecipare attivamente alla governance dell’IA
- Misurare i risultati prima di scalare ulteriormente
- Gestire la reputazione nei nuovi ambienti IA
- Migliorare la formazione dei professionisti
La conclusione dello studio indica una seconda fase nell'adozione dell’IA nelle imprese: dopo aver imparato a utilizzarla per risparmiare tempo e produrre contenuti, la sfida sarà trasformarla in uno strumento che aggiunga valore alle decisioni strategiche.
Conclusioni
L’IA generativa ha ormai invaso il 99% dei dipartimenti di comunicazione, dimostrandosi particolarmente efficace nel potenziare la produttività e la creatività. Tuttavia, per evitare la “trappola della produttività” e sfruttare appieno il potenziale dell’IA, le organizzazioni devono superare ostacoli legati a formazione, governance e misurazione dei risultati. Solo così la tecnologia potrà evolversi da strumento di accelerazione a vero motore di decisioni strategiche e gestione del rischio, consolidando il ruolo della comunicazione come attore chiave nella trasformazione digitale.