Spotify vuole che tu smetta di digitare nel motore di ricerca per trovare la musica. Dopo alcuni mesi di test, l’app di streaming ha lanciato una funzione innovativa che permette di parlare con un’IA per richiedere esattamente ciò che desideri ascoltare.
Secondo il comunicato ufficiale, Spotify ha integrato un chatbot alimentato da intelligenza artificiale all’interno della sua applicazione. Questa funzione permette agli utenti di interagire con l’app in un modo più naturale, conversando per decidere cosa suonare, ottenere informazioni sugli album o revisionare il proprio ascolto recente. A differenza di funzionalità precedenti, l’AI non è relegata solo in alcune pagine ma è ora accessibile direttamente dalla schermata iniziale e dalla schermata di riproduzione, rendendo più semplice attivarla quando serve.
Un sistema di AI adattabile in tempo reale
Spotify afferma che il nuovo sistema sia progettato per adattarsi man mano che si utilizza. Gli utenti possono chiedere all’app di mettere in coda artisti sconosciuti e poi raffinare quelle scelte con ulteriori input. Ad esempio, se ti piace un certo gruppo, puoi seguirlo nella piattaforma, aggiungere i suoi brani più recenti alla coda di riproduzione o cercare artisti simili.
Un aspetto interessante è che l’IA risponde anche alle domande specifiche su ciò che è in riproduzione. Dalla schermata di playback, gli utenti possono chiedere quando è stato lanciato un album, che genere musicale si sta ascoltando o quali siano state le ispirazioni dell’artista per comporre la canzone. Spotify può fornire informazioni aggiuntive e suggerire artisti, suoni e storie correlate per permettere esplorazioni più profonde.
Come funziona l’IA integrata in Spotify
Una delle caratteristiche principali di questa integrazione è che Spotify ha già accesso al tuo stile musicale, alle tracce che ripeti di più e a tutto il tuo storico di ascolto. Ora, l’AI può utilizzare questi dati per rispondere a domande specifiche sugli tuoi gusti o sul comportamento all’interno dell’app. Ad esempio, puoi chiedere all’app quali generi hai ascoltato negli ultimi tempi, e l’app risponderà in base alla tua attività personale.
La piattaforma ha chiarito che questa strumento fa parte di uno sforzo più ampio per rendere l’applicazione più personalizzata. Gli utenti possono attivare l’IA cliccando sul pulsante del microfono per parlare oppure, se lo preferiscono, digitare un messaggio testuale come si facesse un chat. Per chi invece non volesse usare il chatbot, resterà comunque l’opzione di utilizzare Spotify nel modo tradizionale.
Spotify AI disponibile in fase beta
Per il momento, l’IA di Spotify è disponibile per gli utenti di Stati Uniti, Irlanda e Svezia, e si trova in fase beta. La funzionalità è attualmente disponibile soltanto in inglese e, come condizione necessaria, richiede un abbonamento Premium attivo. Essendo una versione sperimentale, Spotify avvisa che le risposte fornite non saranno sempre precise e che il comportamento del sistema continuerà a evolversi nel corso del tempo.
Innovazione continua con altri modelli di IA
Vale la pena notare che questa non è la prima volta che Spotify integra l’intelligenza artificiale all’interno della sua app. Qualche mese fa, la piattaforma ha lanciato una funzione DJ con AI che suggerisce musica personalizzata in base agli interessi dell’utente. Inoltre, è presente la AI Playlist, uno strumento che permette di creare playlist a partire da una descrizione scritta su un particolare stato d’animo, un’attività specifica o un genere musicale.
Spotify collabora anche con altri modelli di intelligenza artificiale, come la recente integrazione con Claude, che permette all’AI di Anthropic di fornire raccomandazioni personalizzate in base alle preferenze dell’utente.