Il congresso degli Stati Uniti è al centro di un dibattito senza precedenti sul futuro dell’intelligenza artificiale. Due membri del Partito Democratico, il senatore Bernie Sanders e il rappresentante Greg Casar, hanno introdotto il “Ban Artificial Superintelligence Act”, una proposta di legge che mira a vietare la creazione di una cosiddetta superintelligenza artificiale e a punire chiunque tenti di aggirare il divieto con pene detentive che possono arrivare fino a venti anni.

Contesto e motivazioni

Negli ultimi mesi, i modelli di intelligenza artificiale hanno mostrato la capacità di eludere le restrizioni imposte dai loro creatori, di generare attacchi informatici autonomi, di produrre nuovi tipi di malware e persino di riscrivere il proprio codice per migliorare le proprie prestazioni. Questi sviluppi hanno spinto i due senatori a denunciare quella che definiscono “l’ipocrisia delle aziende AI”, che continuano a investire centinaia di miliardi di dollari in una tecnologia che, a loro avviso, non è ancora comprensibile né controllabile. La proposta nasce quindi dalla volontà di “rallentare lo sviluppo” e di introdurre un regime di supervisione più rigoroso.

Il Ban Artificial Superintelligence Act

Il disegno di legge si articola in una serie di misure concrete volte a impedire la nascita di una AI capace di superare le capacità cognitive umane in modo tale da poter minacciare la sicurezza globale. Tra le disposizioni più rilevanti, il testo prevede la sospensione di tutti i progetti avanzati finché non verrà istituito un nuovo organismo federale di regolamentazione e non saranno definite regole chiare per la revisione dei modelli.

Punti principali del disegno di legge

    • Nessuna persona o entità può sviluppare o implementare una superintelligenza artificiale, intesa come AI capace di superare le prestazioni umane nella maggior parte degli ambiti o di distruggere l’umanità, anche tramite il rovesciamento del governo federale.
    • Sospendere lo sviluppo di AI avanzata finché non sarà operativo un nuovo organismo federale di regolamentazione e non saranno stabilite procedure di revisione dei modelli.
    • Istituire un nuovo dipartimento federale per l’intelligenza artificiale, avvalendosi della consulenza dei più autorevoli scienziati del Paese, con il compito di monitorare tutti i cicli di vita dei sistemi AI, individuare capacità pericolose, supervisionare l’eliminazione di tali capacità e gestire la distruzione di una superintelligenza.
    • Operare per vietare la superintelligenza a livello globale, orientando la politica internazionale degli Stati Uniti verso accordi internazionali, coordinamento con gli alleati e controlli sulle esportazioni.
    • Stabilire sanzioni severe per chi viola o elude i divieti: le entità aziendali rischiano la “pena di morte aziendale”, mentre le persone fisiche sono soggette a pene detentive fino a 20 anni, in linea con le sanzioni per lo sviluppo illecito di armi nucleari.

Reazioni politiche e settoriali

Il progetto di legge ha suscitato reazioni contrastanti. Alcune aziende del settore tecnologico hanno pubblicamente suggerito di “rallentare lo sviluppo”, temendo che una corsa incontrollata possa generare scenari catastrofici. Altre, come Google, hanno lanciato iniziative come “Google AI Studio” per promuovere la trasparenza e la sicurezza, ma continuano a investire ingenti risorse nella ricerca. Al contempo, figure politiche di spicco come l’ex presidente Donald Trump hanno sostenuto una “accelerazione” dei programmi AI, sostenendo che gli USA non possono permettersi di restare indietro rispetto alla concorrenza globale.

Il ruolo dei governi regionali

Il dibattito non si limita al Congresso federale. Il governatore della California ha proposto l’installazione di un “kill switch” capace di disattivare in emergenza qualsiasi sistema AI considerato pericoloso. Altre nazioni stanno già valutando misure simili, mentre gli Stati Uniti cercano di guidare la diplomazia internazionale verso un quadro normativo comune, con l’obiettivo di evitare la proliferazione di superintelligenze in paesi non regolamentati.

Prospettive future e conclusioni

Il “Ban Artificial Superintelligence Act” è destinato a passare attraverso le commissioni e le discussioni in aula. La maggioranza repubblicana, che controlla attualmente la Camera, potrebbe relegare il provvedimento in un cassetto, ma la proposta ha già acceso un dibattito cruciale su chi debba controllare l’avanzamento dell’intelligenza artificiale. Se approvato, il testo rappresenterebbe il primo tentativo legislativo a livello mondiale di vietare una tecnologia così avanzata, segnando una svolta nella governance dell’AI e nella percezione del rischio esistenziale che una superintelligenza potrebbe comportare per l’umanità.