Un nuovo ordolamento UE richiederà che i veicoli nuovi siano progettati in modo tale da rendere possibili l’asportazione, il riutilizzo e il riciclo di una grande quantità di componenti. A sostegno della regolamentazione hanno espresso il loro sostegno i rappresentanti del Parlamento europeo con una schiacciante maggioranza, quando 437 deputati hanno espresso voto favorevole, di fronte a 112 contrari e 20 astenuti. L'accordo su le nuove norme tra i rappresentanti del Parlamento europeo e gli Stati membri è avvenuto nel dicembre 2025 e dovrà essere ratificato dagli Stati membri prima di entrare in vigore due anni dopo.
La richiesta di una gestione circolare
I nuovi parametri dovrebbero agevolare il riciclo di materiali come alluminio, rame e terre rare. Questi sono estremamente costosi da estrarrre e richiedono un consumo energetico notevole. Questa strategia mira a far sì che Europa diventi più autosufficiente rispetto al commercio per ottenere tali materiali e a migliorare la sostenibilità nel settore automobilistico. Inoltre, i nuovi veicoli dovranno comprendere un certo numero di percentuale di plastica ottenuta da componenti di veicoli usati o da parti di automobili usurate.
Attualmente sono circolanti in Europa circa 286 milioni di veicoli, informa la Commissione europea. Ogni anno circa 6,5 milioni di veicoli raggiungono la fine della loro vita utile. Le autorità non sanno però cosa accade a circa 4 milioni di veicoli l’anno successivamente alla loro cancellazione, se venga riciclati o se vadano all’esportazione.
La responsabilità dei produttori
Secondo il Parlamento, i produttori saranno responsabili in futuro anche per le spese relative alla raccolta e allo smaltimento dei veicoli usati all’interno dell’Unione Europea. Questa obbligazione inizierà con tre anni di ritardo rispetto all’entrata in vigore delle nuove norme, previsto per il 2031. I produttori si aspetta che il costo dei nuovi veicoli potrebbe aumentare a causa di queste spese. Secondo la Commissione europea, i veicoli usati sono considerati veicoli non riparabili privi di valore storico. Inoltre, una volta scaduta la transizione di 5 anni, i veicoli non più idonei a essere circolanti non potranno essere esportati.
I benefici e le sfide del riciclo
Il riciclo e l’utilizzo di materiali secondari può portare a benefici ambientali significativi, riducendo la dipendenza dalla estrazione di nuove risorse e diminuendo l’inquinamento associato all’accumulo di rifiuti automobilistici. Tuttavia, questo processo richiede investimenti tecnologici e organizzativi elevati da parte dei fornitori. Per agevolare questa transizione, potrebbero essere necessari incentivi governativi e un’adeguata infrastruttura per il riciclaggio avanzato.
Obiettivi economici
Per le industrie automobilistiche, potrebbe verificarsi un duplice effetto: da un lato un aumento dei prezzi a causa degli interventi di conformità ai nuovi regolamenti, ma dall’altro una riduzione dei costi a lungo termine attraverso la gestione efficiente del riciclaggio. La regolamentazione richiederà inoltre ai produttori di investire in nuove tecnologie di disassemblaggio, come ad esempio modelli modulari o componenti facilmente rimovibili, che potrebbero favorire una maggiore innovazione nel settore automobilistico.
Considerazioni etiche
L’imposizione della responsabilità economico e logistica ai produttori rappresenta un passo importante verso una forma di responsabilità estesa del produttore (ERP), promovendo un ciclo del prodotto più circolare. Questo modello potrebbe incoraggiare la produzione di veicoli progettati da subito con criteri di sostenibilità, incentivando l’uso di materiali riciclabili e migliorando la longevità complessiva del veicolo.
Mitigazione dell’impatto
Le autorità dell’UE potranno dover implementare misure di mitigazione per ridurre il carico finanziario sui costruttori, ad esempio attraverso sovvenzioni, tasse sull’inquinamento o un modello di condivisione delle responsabilità con gli Stati membri. Inoltre, il mercato potrebbe sviluppare nuove professioni nel campo della gestione sostenibile e del riciclo automobilistico, potenzialmente creando posti di lavoro e promuovendo l’economia circolare.