Salvador Galve: un esperto che evita il treno

Salvador Galve, decano del Collegio di Ingegnieri Industriali di Aragona e La Rioja e presidente della Commissione Ferroviaria del Collegio Ingegnieri Industriali di Spagna, ha dichiarato nel suo intervento davanti alla commissione d'indagine sullo stato della rete ferroviaria di non usare quasi mai il treno per spostamenti importanti. Secondo il suo modo di dire, quando deve andare da Saragozza a Barcellona per un impegno professionale, preferisce guidare la sua auto.

La spiegazione data da Galve alla Camera Alta evidenza la mancanza di fiducia che genera oggi il servizio ferroviario in Spagna. Secondo lui, non è soltanto la mania personale di non affidarsi al treno. Anche molti dirigenti, quando devono spostarsi da Saragozza a Madria o Barcellona, scelgono la loro automobile, non certo in cerca di comodità, ma per non correre il rischio di arrivare in ritardo a causa di ritardi e disguidi frequenti.

I problemi che si incontrano sulla rete ferroviaria

Gli spostamenti in automobile diventano quindi norma per molti professionisti, che, al contrario, devono gestire i ritardi improvvisi e i colli di bottiglia che bloccano spesso le linee ferroviarie. Galve ha commentato: "Ci siamo ormai abituati a questi problemi, ma non significa che non esistano".

    • Galve ha sottolineato che il sistema non è privo di pericolo, ma è pur sempre impossibile garantire una totale sicurezza in qualsiasi forma di trasporto.
    • Ha riconosciuto che la suddivisione tra Adif, che gestisce le infrastrutture, e Renfe, che gestisce i treni, è un problema strutturale che deriva da una decisione presa in Spagna nel 2005 per adeguarsi alle normative europee.
    • Secondo lui, questa separazione è andata troppo lontano e non corrisponde al modello seguito da altri paesi del mondo.

Galve ha proposto quindi un organismo tecnico unico che coordini Adif e Renfe, escludendo l'intervento politico, e abbia una visione orizzontale del sistema ferroviario come un direttore d'orchestra.

Questioni di investimento e mancato mantenimento

Inoltre, ha messo in dubbio il modo in cui il governo spagnolo gestisce gli investimenti sulla ferrovia. Secondo lui, non sono sufficientemente distribuiti e spesso vengono determinati in base all’influenza politica regionale. Per esempio, i 3.500 milioni di euro destinati alla costruzione della nuova linea ad alta velocità tra Murcia e Almería, potrebbero essere ben impiegati nel miglioramento delle linee esistenti in tutto il Paese.

Sul piano operativo, è fondamentale il monitoraggio delle situazioni di malfunzionamento che richiedono limitazioni temporanee di velocità (LTV), una misura adottata preventivamente per garantire la sicurezza quando si verificano problemi che non obbligano comunque la chiusura totale della rete.

Richieste concrete

Galve ha chiesto ufficialmente alla commissione del Senato di commissionare un'auditoria approfondita sull’effettivo stato della rete ferroviaria, simile a quella fatta nel 2014 dopo il disastro di Angrois. Inoltre, rifiuta l’esigenza di sospendere subito tutti i treni, come chiesto dall'Associazione Vittime del Deratamento di Adamuz, sostenendo che la tecnologia necessaria per un controllo in tempo reale dei danni non esiste oggi in alcun sistema ferroviario.

Uno sguardo al futuro

Nel frattempo, le soluzioni alternative vengono testate in diversi paesi europei. Galve, pur riconoscendo i limiti del sistema attuale, non è scettico sull’evoluzione futura del trasporto ferroviario. La sua proposta si basa sull’ottimizzazione delle risorse disponibili e su una governance unica che renda i treni in tempo. L’obiettivo è chiaramente migliorare l’immagine e la funzionalità del sistema ferroviario spagnolo, in modo che possa tornare a essere una scelta affidabile tanto per i professionisti quanto per i viaggiatori comuni.