Subito dopo il lancio, Anthropic, azienda statunitense specializzata in Intelligenza artificiale, ha dovuto disabilitare i propri nuovi modelli, Mythos 5 e la versione ridotta Fable 5, a causa di preoccupazioni legate alla sicurezza. Il governo degli Stati Uniti aveva infatti vietato l’esportazione di tale tecnologia, visto il rischio che comporta in termini di identificazione e sfruttamento di vulnerabilità di sicurezza nei software. Questo ha scatenato un dibattito su tutta la dipendenza europea e asiatica dagli sviluppatori di Intelligenza artificiale a stelle e strisce.
Nel frattempo, due aziende orientali hanno lanciato indipendentemente nuovi modelli di Intelligenza artificiale che promettono di competere con quelli di Anthropic. In Cina, l’azienda 360, specializzata in cyber-security, ha annunciato Yitian Tulong, un modello suddiviso in due parti: Tulongfeng e Yitianzhen. Tulongfeng, come sottolinea il fondatore di 360, Zhou Hongyi, è descritto come la versione cinese di Mythos 5 e si concentra sull'individuazione automatica di vulnerabilità. Yitianzhen, invece, è progettato per fornire misure di difesa in tempo reale.
Il secondo modello, invece, proviene dal Giappone. Fugu, chiamato così in onore del pericoloso ma prelibato pesce fugu, è stato sviluppato da Sakana AI, un giovane startup nel campo dell'Intelligenza artificiale. Secondo la descrizione fornita dall’azienda, Fugu può competere non solo con Fable 5, ma anche con la versione Preview di Mythos 5 e offre capacità avanzate di autonomia operativa. Inoltre, si afferma che il modello possa interfacciarsi con altri modelli tramite API, un vantaggio decisivo in diversi contesti operativi.
Gli sviluppatori di Sakana AI precisano che il lancio di Fugu non è stato pianificato come una reazione al blocco di esportazione da parte degli Stati Uniti, ma comunque l’azienda vede nell’evento il momento ideale per farsi conoscere. Sul sito web di Sakana AI si promette l'offerta di tecnologie moderne, che non vanno incontro ai rischi associati alle restrizioni statunitensi. Secondo Techcrunch, l’azienda giapponese sta sfruttando questa circostanza con grande abilità.
I due modelli si distinguono non solo per le loro funzioni specifiche, ma anche per il contesto in cui vengono lanciati. Sia 360 che Sakana AI sottolineano che le soluzioni di Intelligenza artificiale nazionali potrebbero rappresentare una valida alternativa alla dipendenza dagli sviluppatori del Nord America, specialmente in un momento in cui quelle tecnologie sono limitate da vincoli di esportazione. Zhou Hongyi, ad esempio, sottolinea che altrimenti si corre il rischio che alcune entità abbiano accesso a tecnologie avanzate, mentre altre non riescano nemmeno a goderne dei benefici.
Le nuove tecnologie di Intelligenza artificiale promettono quindi di aprire nuovi scenari in Asia, dove i governi stanno investendo significativamente in ricerca e sviluppo. Per le aziende di tutto il mondo il punto è chiaro: non è sufficiente affidarsi agli sviluppi internazionali, ma è necessario farsi largo con soluzioni locali, capaci di competere in termini di tecnologia avanzata ma anche di libertà operativa.