Acti, startup con sede a Singapore, ha lanciato una tastiera AI per iOS e Android che non si limita a suggerire parole: esegue azioni per conto dell’utente direttamente all’interno delle app già in uso, senza bisogno di cambiare schermata. Il finanziamento seed da 5,3 milioni di dollari, guidato da BITKRAFT Ventures, accompagna il lancio.
L’idea di fondo è semplice. Chi usa uno smartphone passa continuamente da un’app all’altra per ottenere aiuto dall’AI: apre ChatGPT, incolla il testo, copia la risposta, torna all’app originale. Acti vuole eliminare questo passaggio posizionandosi come livello trasversale tra l’utente e tutte le applicazioni. Il fondatore e CEO Young Wang lo ha detto chiaramente: “i contesti degli utenti restano frammentati tra app separate” e la tastiera è l’unico punto dell’interfaccia che attraversa tutto. Wang non è nuovo a questo tipo di scala: ha trascorso un decennio a Baidu, portando la Facemoji Keyboard a oltre 300 milioni di utenti attivi giornalieri.
La potenza tecnica di Gemini
Il motore su cui si basa Acti è Gemini, il modello di grandi dimensioni di Google, scelto per la sua velocità, affidabilità e supporto multilingua. La caratteristica principale di Acti si chiama Skills: scorciatoie personalizzabili che l’utente crea descrivendo in linguaggio naturale cosa vuole fare. Non sono necessarie competenze di programmazione. Un esempio: premendo a lungo la lettera “T” si può tradurre un messaggio in un’altra lingua; premendo “C” si genera e si condivide un link per una riunione. Prima dell’ufficiale lancio, i tester hanno già creato più di 1.000 Skills in meno di due settimane. Queste scorciatoie possono restare private o essere pubblicate su un marketplace condiviso, aprendo la strada a una monetizzazione futura.
Esempi di Skills disponibili
- Traduzione istantanea: premere una scorciatoia e convertire il testo in tempo reale.
- Creazione di appuntamenti in calendario: digitare “riunione alle 15” e Acti programma l’evento automaticamente.
- Ricerca e condivisione di link: generare un link di un articolo o di un video YouTube direttamente dal messaggio.
- Copia e incolla intelligente: prelevare automaticamente informazioni come orari, numeri telefonici o indirizzi.
- Formattazione del testo**: adattamento automatico della stessa frase per diversi toni (ufficiale, informale, creativo) in base alla destinazione dell’email o del messaggio.
- Analisi delle emozioni**: valutare il tono di un messaggio per evitare toni troppo bruschi o poco adatti.
- Supporto per lo studio o il lavoro**_: riepilogare un testo lungo, identificare i concetti chiave o creare schemi.
Gestione della privacy e dati locali
Sul fronte della privacy, Acti adota un principio detto local-first, dove il contesto personale rimane sul dispositivo per impostazione predefinita. L’app non accede né memorizza conversazioni private, a meno che l’utente non attivi esplicitamente una funzione che richiede l’utilizzo del cloud. È una scelta tecnica sensata, sebbene non priva di dibattito: la dipendenza da Gemini introduce comunque un flusso esterno di dati ogni volta che interviene l’utilizzo del calcolo cloud. Come comunicherà Acti questa distinzione agli utenti sarà probabilmente più decisivo della privacy policy ufficiale.
Un mercato affollato
Il mercato dell’Intelligenza Artificiale per gli smartphone è in forte espansione, ma molto competitivo. Apple integra funzionalità AI in iOS, Google estende Gemini ad Android, Microsoft promuove Copilot in numerosi contesti. La maggior parte di queste soluzioni, tuttavia, rimane laterale rispetto al flusso d’uso principale: i widget, le app dedicate, gli assistenti vocali richiamabili solo in contesti specifici. Acti punta invece a prendere un percorso diretto: la tastiera è l’interfaccia più utilizzata. Il rischio opposto è però evidente: se i produttori di sistema operativo decidessero di fare lo stesso con le tastiere native, lo spazio per soluzioni esterne si ridurrebbe sensibilmente.
Il team di Acti è composto dal CTO Mike Sun, ex lead tecnico di Yike Album presso Baidu, e dal CSO Junbo Yang, proveniente da HashKey Capital. Sono credenziali che parlano chiaramente per il posizionamento di una startup in un ambito così avanzato. Se il modello trova terreno fertile, la tastiera potrebbe diventare il punto principale attraverso cui si interagisce con l’Intelligenza Artificiale su smartphone, un ruolo non secondario nell’economia digitale.